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Temporary Shop: come aprire un e-commerce senza Partita IVA

Il Temporary Shop è un'ottima soluzione per vendere senza aprire la Partita IVA. Ecco quali sono le regole per avviarlo e i vantaggi

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Aprire un negozio senza Partita IVA è possibile, ma non si tratta di un e-commerce tradizionale, che rimane aperto tutto l’anno. La soluzione si chiama, invece, Temporary Shop, ovvero un punto vendita temporaneo che può avere diversi scopi. Per esempio, può essere molto utile per sondare un mercato senza investire una grossa somma di denaro. Vediamo, quindi, come si avvia e come si gestisce un Temporary Shop e quali sono i vantaggi.

Cos’è un Temporary Shop

Un negozio temporaneo permette di vendere senza partita IVA e avere, allo stesso tempo, uno spazio reale o virtuale per proporsi al mercato di riferimento e “sondare il mercato” nel caso di un investimento maggiore. Il Temporary Shop può rimanere attivo per 30 giorni l’anno e non rende obbligatoria la costituzione di un’impresa nel caso in cui il guadagno sia entro i 5.000 euro. Nel caso in cui sia superiore, occorre iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare i contributi per poi valutare successivamente se aprire anche la Partita IVA. Inoltre, occorre sempre rilasciare al cliente una ricevuta e bisognerà comunicare il totale guadagnato al momento della dichiarazione dei redditi.

Il Temporary Shop si può avviare anche online, quindi diventare un vero e proprio temporary e-commerce. Ma attenzione: non tutti i Comuni danno questa possibilità, quindi prima di avviare un progetto di questo tipo bisogna informarsi presso il SUAP, lo Sportello Unico delle Attività Produttive.

Vantaggi del Temporary Shop online

Sviluppare un e-commerce richiede un certo investimento, che può diventare un problema quando ai normali costi si aggiungono quelli di apertura della Partita IVA. Quindi, il Temporary Shop può essere la soluzione ideale quando non si hanno abbastanza risorse per avviare un’azienda e sostenere altri costi, ma si vuol comunque investire in un’attività di vendita per muovere i primi passi nel settore. Inoltre, se ben studiato può portare interessanti guadagni.

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I Temporary Shop non sono una novità e sono diffusi soprattutto per alcuni settori, come l’abbigliamento. Questi negozi compaiono all’improvviso, solitamente mettono in vendita prodotti originali ed esclusivi, che altrimenti non si troverebbero sul mercato, attirano l’attenzione proprio per il loro carattere non convenzionale. Si tratta anche di una trovata pubblicitaria: un brand può presentarsi ai suoi potenziali clienti, che una volta che hanno conosciuto e testato il prodotto, possono continuare a seguirlo online.

Offre interessanti vantaggi anche a chi ha già un negozio fisico e desidera capire come muoversi nel mercato online. Può essere usato per lanciare una nuova linea o anche per smaltire prodotti invenduti nel punto vendita. Le opportunità aumentano nel caso in cui un negozio fisico venda prodotti insoliti, che non trovano sul web, magari frutto dell’ingegno dell’artigiano o del venditore. Se si nota che sul mercato c’è domanda per un prodotto in particolare, ma nessun competitor offre articoli adatti, si potrebbe aprire un Temporary Shop specializzato nel prodotto ricercato. Inoltre, può essere un’ottima idea anche se si sta lavorando al rebranding: in questo caso il progetto ha uno scopo prettamente promozionale e di brand awareness. Dopo aver individuato cosa vendere e qual è il miglior periodo per avviare il Temporary Shop, non rimane che avviarlo e gestirlo per al massimo 30 giorni. Naturalmente, il lavoro non finisce lì: è cruciale analizzare i risultati di tale operazione.

Temporary Shop: analisi dei risultati

Nella fase di analisi è consigliabile valutare, non solo le vendite, ma anche il traffico generato e altri KPI. A tal proposito, in fase organizzativa – e in particolar modo quando si studia la strategia di marketing – è opportuno individuare gli indicatori che permettono di capire se si sono raggiunti gli obiettivi e come. Il lato positivo del report è che si basa su un tempo ben definito, è quindi più semplice interpretare i risultati.

Alcuni KPI per un Temporary Shop potrebbero essere:

  • numero di clienti generato e relativa spesa, in modo da capire chi ha investito di più e su cosa
  • prodotti venduti e quale tipo ha avuto più successo
  • giorni in cui si è venduto di più
  • carrelli abbandonati
  • scontrino medio

Queste domande consentono di avere un quadro generale del progetto e capire se ha potenzialità nel settore di riferimento. Sicuramente, un Temporary Shop può essere un buon inizio per investire seriamente in un e-commerce tradizionale. Se questo è il tuo progetto, gli esperti di Italiaonline sono pronti a darti il loro supporto per concretizzarlo e farlo crescere.

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