Come gestire il rebranding nel sito web

Il rebranding è un'azione cruciale per le aziende e deve essere comunicata e gestita adeguatamente anche sul sito web. Ecco come fare

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Ogni strategia di rebranding è tale solo quando prende in considerazione il sito web aziendale, l’anima digitale del marchio. Quando si lavora a qualsiasi progetto, bisogna infatti porsi un obiettivo specifico. Cosa si vuole ottenere tramite la piattaforma? Quali sono i valori da comunicare e trasmettere? E come raggiungere le finalità a livello pratico? Queste sono solo alcune delle domande a cui rispondere quando si affronta il rebranding da comunicare nei diversi canali usati dall’impresa, tra cui il sito web.

Rebranding: una strategia multicanale

Il rebranding interessa l’azienda e tutti i canali che utilizza per promuoversi e fare brand awareness. Tra questi, il sito web ha un ruolo cruciale, ma non è l’unico da considerare. Bisogna, infatti, concentrarsi su altre attività, tra cui l’invio della newsletter sia prima di iniziare il restyling del sito web, sia quando questo sarà terminato. Inoltre, occorre comunicare il cambiamento con una svolta sui social, cruciali per trasmettere i valori del brand e mostrare in modo concreto come si sta virando verso il cambiamento. Ma le idee sono davvero tante, per esempio si può anche pubblicare un video in cui l’imprenditore parla col suo pubblico e presenta tutte le necessità e le motivazioni che hanno portato al cambio di rotta.

Con questo tipo di attività di vuole fornire una nuova immagine aziendale, più fresca, capace di aderire ai bisogni del momento, di evolversi e seguire le nuove tendenze del mercato. La crescita di un’azienda, così come la capacità di cambiare e adattarsi sono spesso scelte azzeccate che possono permetterle di ritagliare uno spazio nel mercato.

Comunicare il rebranding nel sito web

Sicuramente, prima di agire a livello operativo occorre intervenire a livello strategico. La comunicazione col proprio pubblico di riferimento è cruciale. Per gestire questa parte si può fare affidamento sul Blog aziendale e sui social: si possono usare questi spazi per spiegare al target il bisogno di cambiare e adattarsi a nuove esigenze, che possono essere dettate dal target, dal contesto e dal momento storico. Agire senza alcuna motivazione può, infatti, destabilizzare il pubblico e provocare incomprensioni. Al contrario, gli utenti vogliono essere coinvolti e informati circa le scelte dell’azienda a cui hanno dato la loro fiducia.

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Il restyling deve poi aderire alla nuova idea che si vuol dare del brand. Si può decidere di agire a più livelli. Quello più drastico è sicuramente il cambio del nome del marchio e in questo caso si dovrà operare, nel sito web, un attento lavoro dal punto di vista della SEO. Ciò è particolarmente importante nel caso in cui le pagine web abbiamo un buon posizionamento sui motori di ricerca anche per ciò che concerne il nome dell’azienda. Significa che il brand è conosciuto e un cambiamento di nome deve essere studiato nei particolari, in modo da evitare danni all’immagine aziendale. Si potrebbe creare un nuovo sito web senza eliminare quello già esistente e incanalare i visitatori sul nuovo sito web in modo lento e graduale, spiegando questa scelta in più punti, dalla Home Page, ai social, alla newsletter fino al Blog.

Un cambiamento più lieve riguarda, invece, il logo e i colori del sito web. In questo caso si può mettere il sito in manutenzione e procedere al restyling del sito dal punto di vista grafico. Naturalmente, non ci si può limitare a questo, perchè un cambio di questo tipo deve essere motivato. Quindi, all’interno della pagina del “work in progress” si potrebbe inserire un contenuto esplicativo che comunicare le esigenze di modificare l’identità dell’azienda. Si potrebbe anche sfruttare l’occasione per modificare la struttura del sito e l’architettura delle informazioni, in modo da mettere in risalto particolari aspetti che – magari – prima erano trascurati.

Rebranding e restyling sito web: aspetti da considerare

Il restyling del sito non è un aspetto da sottovalutare, poichè può essere più difficile rispetto a creare una nuova piattaforma da zero. Per evitare penalità lato SEO, danni all’immagine del brand, confusione da parte del target o altre problematiche bisogna rispondere ad alcuni quesiti:

  • qual è l’obiettivo del rebranding? Le motivazioni possono essere tante: si vuole più visibilità, si intende puntare su altri valori, l’azienda si è evoluta e non si riconosce più nei valori del passato, si vuol quindi raggiungere un nuovo target oppure si desidera soddisfare meglio i bisogni del pubblico preesistente. Queste sono alcune delle motivazioni possibili.
  • qual è il target di riferimento? L’analisi del pubblico è cruciale e deve essere seguita dall’individuazione delle attività mirate a conquistarlo
  • qual è l’architettura delle informazioni che rispecchia al meglio il rebranding? In base ai valori da trasmettere e al pubblico da conquistare, si devono organizzare i contenuti nel sito web
  • quali sono gli elementi grafici più accattivanti ed efficaci per raggiungere l’obiettivo?
  • quali sono le Parole Chiave capaci per ottimizzare il sito web? La strategia SEO potrebbe essere diversa rispetto al passato
  • quali sono i migliori contenuti da produrre per raggiungere l’obiettivo? Potrebbe essere necessario modificare il blog e la struttura dei contenuti, ma anche fare una revisione di quelli già esistenti, oltre a scriverne di nuovi. Una pianificazione è cruciale in questo caso.

Questi sono solo alcuni degli aspetti da valutare per fare il rebranding e attuarlo nel sito web. Per gestire questa delicata operazione è importante affidarsi a professionisti. Italiaonline è pronta a supportare aziende di ogni tipologia nello sviluppo del sito web professionale o nel suo restyling.

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