Cos’è il proofreading e a cosa serve

Il proofreading è un’attività che, se eseguita nella maniera corretta, consente di pubblicare un articolo o un testo privo di qualsiasi tipo di errore: scopri come funziona questa particolare operazione sul nostro blog

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Chi pubblica testi o articoli sul web, così come su qualsiasi altra piattaforma online o offline, dovrebbe sapere molto bene cos’è il proofreading, a cosa serve questa particolare operazione e quali sono le modalità per svolgerla al meglio. Si tratta, infatti, di un passaggio fondamentale nel processo di scrittura di un testo, in quanto, se eseguito nella maniera corretta, consente di pubblicare un contenuto testuale privo di errori di qualsiasi tipo.

Spesso, si tende a far confusione e a far coincidere il significato di editing e proofreading, ma quest’ultima attività, tradotta generalmente in italiano con la formula “correzione della bozza”, risponde a esigenze specifiche (diverse da quelle che guidano un editor nel suo lavoro) e ha una sua metodologia ben precisa da seguire.

Il proofreading conferisce autorevolezza e credibilità al testo e a chi lo ha scritto e, per questo motivo, va eseguito nella maniera più corretta e nei tempi giusti. È opportuno sottolineare, inoltre, che il proofreading è un’operazione in grado di rendere più efficaci e a prova di errore qualsiasi testo, anche una “semplice” e-mail di lavoro. Per evitare di commettere errori, però, è necessario conoscere con precisione ogni aspetto di questa particolare attività, dal suo significato preciso al metodo corretto da seguire, passando per lo scopo specifico dell’operazione definita proofreading.

Cos’è il proofreading o correzione della bozza

Il proofreading, o correzione della bozza, fa riferimento a una fase specifica del processo di scrittura di un testo o articolo, cioè quella che precede l’atto finale (la pubblicazione di un articolo o di un testo oppure l’invio del messaggio nel caso in cui sia una e-mail). In termini pratici, questa particolare attività consiste nel controllare la presenza nel testo di eventuali errori ortografici, errori grammaticali o errori di formattazione.

Come già sottolineato, non di rado il proofreading è confuso con l’editing, ma è doveroso ribadire che si tratta di due operazioni distinte, che fanno riferimento a momenti diversi del processo di scrittura e che sono guidate da scopi differenti.

L’editing, infatti, consiste nel controllare che il testo sia scritto bene, sia ben organizzato e sia facile da leggere e capire. L’editor si occupa anche di rimuovere gli errori presenti all’interno del contenuto testuale, ma il suo scopo specifico è, in realtà, un altro: verificare che il testo abbia un senso compiuto e che questo sia facilmente intuibile da chi lo legge.

La ricerca e la correzione degli errori, invece, è un aspetto assolutamente centrale dell’attività di proofreading: nello specifico, come già accennato, l’attenzione è dedicata in questo caso all’utilizzo improprio di alcuni termini, alla presenza di errori ortografici, errori grammaticali o errori di formattazione e a un cattivo uso della punteggiatura.

A cosa serve il proofreading e perché è così importante

Come ormai sarà più chiaro, il proofreading serve a individuare e a correggere ogni possibile minimo errore presente all’interno del testo o articolo che bisogna pubblicare. Microsoft Word e altri programmi di scrittura simili prevedono al loro interno alcune specifiche funzioni di proofreading, ma questi software non assicurano un risultato efficace al 100%, dal momento che è possibile che essi non siano in grado di cogliere tutte le sfumature di una lingua così complessa e in continua evoluzione come l’italiano (ma lo stesso discorso vale anche per le altre lingue).

Fare solo ed esclusivamente affidamento su questi software oppure, addirittura, ritenere di essere infallibile e sottovalutare l’importanza della fase di controllo degli errori nel testo è assolutamente sbagliato e sconsigliabile.

Non bisogna dimenticare, infatti, che un errore all’interno di un testo pubblicato può tradursi in conversioni mancate, in commenti negativi e in ulteriori spese da sostenere. La presenza di un errore può minare l’autorevolezza, la credibilità e la reputazione di un brand, con tutto ciò che ne consegue in termini di costi o mancati introiti.

C’è, ovviamente, errore ed errore: non si tratta, infatti, solo di correggere eventuali sviste e disattenzioni dettate da distrazione e superficialità, ma anche di prestare particolare attenzione a possibili ambiguità nel significato del messaggio che si intende veicolare e di dedicare del tempo alla scelta di un modo di scrivere più o meno settoriale e di un tone of voice quanto più adeguato alla propria audience.

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Come fare proofreading nella maniera corretta

Spesso si tende a considerare la correzione della bozza come una fase che segue, a livello temporale, la scrittura del testo. Ciò, però, è vero solo parzialmente, perché per ottimizzare e rendere davvero efficace l’attività di proofreading è necessario anche scrivere, fin da subito, il testo in un certo modo.

Nello specifico, ancora prima di iniziare a scrivere, è molto importante prestare una particolare attenzione alla struttura del testo: il modo in cui il testo è organizzato e, più precisamente, la maniera in cui le informazioni sono disposte al suo interno è ciò che assicura la possibilità di veicolare il proprio messaggio in modo chiaro e senza possibilità di incomprensioni.

Prima di iniziare a buttar giù parole sul foglio, pertanto, è opportuno prendersi un po’ di tempo per riflettere su ciò che si vuole comunicare, focalizzandosi sulle informazioni più rilevanti e sulla maniera in cui è possibile disporle per dare loro la giusta visibilità e chiarezza. Ognuno ha un suo metodo di scrittura personale, costruito e testato nel corso del tempo. Ciò nonostante, è possibile individuare alcuni generali consigli molto utili per tutti coloro che desiderano organizzare in maniera efficace le informazioni all’interno di un testo.

Partire da alcune parole chiave o da alcune frasi e costruire uno scheletro di titoli che guideranno la scrittura del testo, per esempio, è un accorgimento che, generalmente, si rivela particolarmente efficace.

Se è vero che, come appena sottolineato, dare fin da subito una struttura al testo è molto utile, lo è altrettanto un altro suggerimento: nelle prime fasi della scrittura, cioè quando è maggiore il rischio di ritrovarsi a lungo davanti a una pagina bianca per il tanto temuto “blocco dello scrittore”, è importante scrivere quanto più possibile, senza prestare particolare attenzione alla cura della forma, che potrà (e dovrà) essere sistemata in un secondo momento.

La fretta è sempre cattiva consigliera quando si tratta di dover scrivere un testo: nel momento in cui si ha “nero su bianco” la prima bozza del testo, quindi, è opportuno prendersi ulteriore tempo. A mente fredda, infatti, è più facile capire se il senso generale di quanto scritto è fedele o meno al messaggio che si intendeva comunicare e notare, così come anche correggere i possibili errori presenti all’interno del testo.

Un ulteriore consiglio è di stampare la bozza del testo o di trasferirla su un e-reader: leggere il testo su carta o su un dispositivo dedicato proprio alla lettura permette di massimizzare l’attenzione sul contenuto testuale che si sta leggendo, aumentando in questo modo anche la possibilità di rendersi conto di eventuali errori da correggere.

Per eseguire il proofreading in maniera corretta è molto importante soffermarsi su un problema alla volta. A tal proposito, è consigliabile dedicare (almeno) una rilettura per ciascun aspetto: dalla formattazione all’ortografia, passando per la grammatica. In questo modo si evita il rischio di trascurare qualche dettaglio e si può anche procedere alla correzione del testo in maniera più coerente.

Una buona attività di proofreading non può prescindere da una verifica accurata su dati (e date) e citazioni presenti all’interno del testo: si tratta di errori che, come e forse più di altri, balzano subito all’occhio del lettore e che, proprio per questo motivo, rischiano di compromettere la credibilità dell’intero lavoro. Il web, oggigiorno, dà la possibilità di ottenere ogni minima informazione su ogni evento, ma è opportuno far molta attenzione all’accuratezza delle fonti che si scelgono come riferimento in questa ulteriore fase di verifica (ovviamente, è sempre meglio prediligere le fonti ufficiali).

Può capitare che ci si ritrovi a dover scrivere un articolo o un testo in tempi molto rapidi, contraddistinti da scadenze particolarmente ravvicinate. Questo, ovviamente, rischia di incidere sulla qualità del testo stesso. Ancora una volta, però, è necessario ribadire la necessità di prendersi il giusto tempo per il proofreading. Una volta provveduto a correggere tutti gli errori che sono stati individuati all’interno del testo, è opportuno fare un altro break, per rileggere poi a mente fredda quella che si ritiene essere la versione finale del testo (non è escluso, però, che possa esserci bisogno di tornare a metterci mano).

In questa particolare fase, è molto importante fare attenzione all’armonia e alla coerenza tra tutti gli interventi eseguiti sul testo: può capitare, infatti, che anche una piccolissima modifica in una determinata parte del testo abbia ripercussioni su altri elementi del testo stesso. In questo caso è necessario correggere tutti gli elementi “collegati” in modo da evitare discordanze, ripetizioni e possibili fraintendimenti.

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Solo una volta che si è arrivati a questo punto, quando si è svolta passo dopo passo ogni singola operazione che compone l’attività di proofreading, è il momento di procedere allo step finale, ossia quello della pubblicazione (o dell’invio, nel caso di una e-mail), con la ragionevole certezza di aver fatto tutto il possibile per scongiurare la presenza di errori nel testo.

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