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Piramide rovesciata: come applicarla nella scrittura di contenuti web

Come e perché utilizzare la tecnica della Piramide Rovesciata (preso in prestito dal giornalismo) nella scrittura dei contenuti per siti web e blog. Scopri di più su Italiaonline

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Coinvolgere il lettore e soddisfare tutti i requisiti per essere ben indicizzati dagli spider dei motori di ricerca: questo è il duplice obiettivo di chi realizza contenuti per il web e desidera crearne di accattivanti e ben costruiti. La piramide rovesciata è uno dei segreti per ottimizzare i contenuti online e renderli sia altamente fruibili che decisamente SEO oriented.

Nel giornalismo la piramide rovesciata è utilizzata da sempre e negli ultimi anni, con l’avanzare della digitalizzazione e l’espandersi del mondo virtuale, è stata presa in prestito da chi si occupa di marketing e web content creation. Un contenuto ben organizzato risulta infatti altamente leggibile sia per gli utenti in carne ed ossa, che per i search engines che tentano di scansionarlo e coglierne argomenti e finalità.

La base di partenza essenziale di un testo scritto secondo la tecnica della piramide rovesciata è sempre uno: la conoscenza del pubblico target. È solo conoscendo i trigger points dell’audience di riferimento che si può fare leva sulle giuste argomentazioni e creare contenuti attraenti e davvero irresistibili. Come applicare quindi la strategia della piramide rovesciata?

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Com’è fatta la piramide rovesciata

Per chi si occupa di scrittura, la piramide rovesciata è un concetto all’ordine del giorno. Il suo funzionamento è in realtà estremamente semplice e prevede di suddividere il testo da realizzare in tre blocchi principali ovvero l’attacco, il corpo del testo e le conclusioni. Sostanzialmente si parte quindi dalle informazioni principali, per poi dare una trattazione completa dell’argomento e per terminare, infine, con delle conclusioni riassuntive o utili al lettore. Analizziamo meglio ogni singola sezione.

L’attacco

Il primo paragrafo di un testo è essenziale ed è questo, in pratica, a determinare se l’utente proseguirà o meno nella lettura: è qui che dovrebbero essere inserite le leve emozionali che si desiderano utilizzare e che più probabilmente intercetteranno l’attenzione del lettore. È bene utilizzare inoltre le parole chiave più rilevanti in ottica SEO e ricordarsi di fornire a chi legge la risposta alle classiche 5 W del giornalismo che svelano in sostanza il chi, il cosa, il come, il quando e il perché. L’attacco è anche definito “lead” dell’articolo e include quindi le informazioni più importanti per chi si appresta ad approfondire il testo.

Il corpo centrale

Dopo aver definito l’introduzione, si passa al cuore pulsante del contenuto. Qui vengono forniti tutti i dettagli sull’argomento trattato, articolate idee e concetti e forniti particolari e specifiche sul tema. Possono essere inseriti in questa sezione del testo anche immagini, video, elementi multimediali o esempi pratici che consentano a chi legge di avere un’esposizione completa dell’argomento e di comprenderlo a fondo, soddisfando l’intento che lo ha portato a leggere il testo in principio.

Le conclusioni finali

Le considerazioni finali di un testo possono fare una sintesi utile dei temi trattati lungo l’articolo, ma la loro funzione non si ferma qui. È consigliabile infatti che queste diano all’utente spunti utili, link di approfondimento o ulteriori dettagli che stimolino la continuazione dell’esperienza online, preferibilmente all’interno dello stesso sito web su cui il lettore è atterrato o, in ogni caso, verso altri contenuti strategici per chi scrive.

Tecnica della piramide rovesciata: quali sono i vantaggi?

Utilizzare la tecnica della piramide rovesciata consente una trattazione approfondita di ogni argomento, tenendo in considerazione però un principio fondamentale: oggigiorno ognuno di noi è bombardato da centinaia di informazioni, contenuti e messaggi provenienti dagli ormai numerosissimi media tradizionali e digitali. La soglia di attenzione si è quindi inesorabilmente abbassata, assottigliandosi sempre di più in favore di una fruizione quasi compulsiva dei contenuti web.

Si stima che la concentrazione di chi naviga online sia ridotta a un range di pochissimi secondi e chi produce informazioni dovrebbe conoscere questo dato per riuscire a sfruttare al meglio quel frangente temporale. Il modello della piramide rovesciata pone infatti nelle prime righe di un testo le informazioni più rilevanti, svelandole sì, ma solo parzialmente, per raggiungere un obiettivo più alto: agganciare l’attenzione del lettore e guidarlo attraverso il resto del testo.

Dare a un contenuto web una precisa gerarchia informativa e utilizzare saggiamente keywords e regole semantiche all’interno dei paragrafi, consente di fornire al testo un ritmo convincente, massimizzando l’engagement del pubblico e, potenzialmente, incrementandone anche l’eventuale tasso di conversione: un lettore coinvolto sarà senza dubbio un lettore più propenso a cliccare su nuovi link o a compiere le azioni suggerite dalle CTA presenti nel testo.

Studiare e applicare la strategia della piramide rovesciata consente quindi di dar vita a contenuti ben strutturati, facilmente scansionabili dall’occhio umano, nonché ottimizzati sia a livello comunicativo che a livello SEO: un metodo da non sottovalutare.

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