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Keyword stuffing : cosa è perchè può mettere in pericolo il tuo sito

Il keyword stuffing, ovvero l'uso smodato della parola chiave, è una pratica scorretta agli occhi di Google, che può penalizzare il sito web

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Nella realizzazione della strategia SEO, la ricerca delle parole chiave ha un’importanza enorme. Infatti, individuare e usare correttamente le keyword permette ad una pagina web di essere capita da Google, che la rende visibile per una specifica ricerca online, o meglio per una query, la domanda posta dall’utente al motore. Tuttavia, non basta conoscere le parole chiave, ma usarle correttamente. Spesso, la tentazione di inserirle ovunque è forte: erroneamente si pensa che Google premi le pagine in cui la keyword è ripetuta più volte. In realtà, se si esagera si rischia di venire penalizzati per keyword stuffing.

Cos’è il keyword stuffing

Stuffing è un termine inglese che si traduce con “imbottitura” e viene usato per descrivere la farcitura del tacchino durante le Feste, come il Giorno del Ringraziamento. Se applichiamo il concetto a una pagina web, troviamo che keyword stuffing è letteralmente l’imbottitura di una pagina con la keyword per cui ci si vuole posizionare.

Si potrebbe pensare che sia una tecnica lecita: più si ripete la parole e più Google sarà contento. In realtà, avviene l’esatto contrario, il keyword stuffing è una pratica odiata dal motore di ricerca. Infatti, se fino a dieci anni fa, la SEO era caratterizzata soprattutto dall’individuazione di parole chiave e dalla loro ripetizione strategica, oggi ci sono altri elementi che influenzano il posizionamento di un sito web nel motore di ricerca. Per esempio, si può lavorare sul guest posting ma anche sulla link building.

A partire dal mese di maggio 2021, per esempio, Google ha introdotto un nuovo algoritmo che per indicizzare i siti web tiene conto della loro usabilità, della velocità di caricamento e dalla stabilità del sito. Insomma, rispetto alle origini sono stati fatti numerosi passi in avanti.

Perchè fare keyword stuffing può penalizzare un sito

Utilizzare fino all’ossessione una parola chiave ha pericolose ripercussioni per un sito web. Per esempio, può perdere man mano il posizionamento nella SERP di Google e nei casi più gravi si rischia di addirittura di sparire totalmente dalla SERP (Search engine results page ) è la pagina che elenca i risultati del motore di ricerca ed è strutturata per fornire pagine pertinenti con la ricerca, quindi davvero utili e interessanti per l’utente.

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Per esempio, se la persona accede a un articolo cliccando su un risultato di Google, desidera ottenere subito le informazioni cercate, ma se trova davanti a sé un muro con la stessa keyword ripetuta nel titolo dell’articolo, in quello dei paragrafi, nel testo, e magari messa in evidenza dal grassetto, si troverà sicuramente infastidita. Quindi per Google una pagina web zeppa di parole chiave è sinonimo di scarsa qualità dei contenuti, perchè è palese che sia stato scritto, non per l’utente, ma per l’algoritmo di Google.

Per tutti questi motivi, l’uso smodato di parole chiave fa parte del gruppo di tutte le pratiche negative definito come Black Hat SEO, cioè le tecniche oscure e proibite da evitare assolutamente nella propria strategia.

Keyword Stuffing: ecco come evitarlo

Naturalmente è sempre difficile tracciare una linea netta tra il numero consentito e proibito di parole chiave da usare in un contenuto, anche perchè Google non fornisce la ricetta per piazzarsi ai primi posti della SERP. Sicuramente però, per evitare il keyword stuffing occorre conoscere un altro concetto, quello di Keyword Density, cioè il livello di concentrazione della parola chiave all’interno di una pagina web. In poche parole, calcola sotto forma di percentuale la frequenza con cui è ripetuta una keyword nel testo.

Se una parola è ripetuta per 8 volte in un testo si farà il seguente calcolo: (8 / 50) x 100 = 16%

La Keyword Density è del 16% e ricordiamo che NON è un fattore di ranking ma ci permette di capire come gestire l’inserimento di parole chiave nel testo. Anche in questo caso non esiste la percentuale perfetta, ma diciamo che secondo diverse fonti, la keyword density dovrebbe aggirarsi intorno al 5%.

Quindi, quando si scrive un testo SEO Friendly, che vuole essere ben visibile su Google, occorre non incaponirsi con la stessa parola, ma utilizzare sinonimi e parole correlate. Questo permette a Google di capire ancora meglio il contenuto e migliorare l’indicizzazione.

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