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SERP di Google, come analizzarla

Pubblicato il 29 Luglio 2021

Sapere come analizzare la SERP di Google è fondamentale per costruire una strategia di contenuto davvero efficace e competitiva: scopri di più sul blog di Italiaonline.

Contenuto:

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Conosciuta anche come SEO, l’ottimizzazione per i motori di ricerca è una strategia di content marketing che ha come obiettivo quello di far apparire i contenuti nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca più popolari (dette SERP).

La SEO è composta da una serie di modifiche ai contenuti della pagina web. Ma, prima di iniziare ad inserire le parole chiave nei tuoi testi, devi analizzare la SERP di Google per capire come muoverti. Solo comprendendo la sua composizione e le classifiche per le parole chiave che per te sono più pertinenti e hanno un maggior valore, puoi ideare una strategia SEO infallibile che ti porterà nella prima pagina di Google.

Cos’è la SERP e come funziona la sua analisi? Scopriamolo insieme.

Cos’è una SERP?

SERP è l’acronimo di Search Engine Results Page, ed è ciò che si visualizza quando viene effettuata una ricerca su un motore di ricerca. Ovviamente il più grande motore di ricerca è Google, ed è inevitabile fare riferimento ad esso quando si parla di analisi della SERP.

Le principali componenti che formano la SERP sono:

  • notizie
  • immagini
  • people also ask
  • snippet in primo piano
  • grafico della conoscenza
  • risultati organici
  • annunci PPC

Notizie

Quando si effettua una ricerca è possibile individuare la scheda “notizie”. Come suggerisce la parola, sono notizie dai contenuti informativi su ciò che l’utente sta cercando. Per ogni argomento vengono mostrati gli aggiornamenti più recenti e pertinenti.

Immagini

Tra le sezioni più utili e funzionali della SERP c’è quella dedicata alle immagini. Si tratta di un elenco di immagini che fanno riferimento all’argomento che si è cercato (query di ricerca).

People also ask

A seconda della query di ricerca, questo strumento permette di conoscere ricerche aggiuntive e termini simili che fanno riferimento all’argomento richiesto. Una sorta di “suggerimento” per l’utente.

Snippet in primo piano

Google seleziona una parte di testo ampio che risponde alle richieste dell’utente. Una volta effettuata una ricerca, tra i risultati in SERP può esserci anche il cosiddetto rich snippet (o snippet in primo piano), e dunque una parte di testo in primo piano che risponde in maniera specifica a quello che si è cercato.

Grafico della conoscenza

Un grafico della conoscenza è una sorta di incrocio tra una enciclopedia e un database. Ogni articolo viene chiamato “entità” dagli sviluppatori e “argomento” quando ci si rivolge agli utenti Google. È un modo più semplice per ricevere una risposta alle proprie ricerche sul motore.

Risultati organici

L’algoritmo di Google fornisce tutta una serie di risultati organici per ogni risultato di ricerca. Una buona strategia SEO condurrà i tuoi contenuti tra questi risultati.

Annunci PPC

Gli annunci PPC, e dunque gli annunci a pagamento pay-per-click, sono racchiusi nella parte alta della pagina in un rettangolo verde che avvisa “Annuncio”.

Come analizzare la Serp di Google

Dopo aver compreso tutte le funzionalità e le caratteristiche della SERP, è necessario capire come analizzarne la struttura. Una volta individuate le parole chiave interessanti per il proprio business, infatti, bisogna capire cosa la gente cerca, quali sono i suoi intenti di ricerca. Inoltre, è utile capire quale tipo di utente compie una determinata ricerca, come si comporta e come lavora la concorrenza per fare in modo di essere il risultato scelto dall’utente.

Una delle tattiche più utili è quella di testare con ricerche proprie e capire quali sono i risultati che vengono fuori. In questo modo si otterrà una panoramica generale del tipo di contenuto che ha ottenuto più letture e un buon suggerimento per capire che strategia impiegare. È importante però sapere che esistono tre tipologie di query di ricerca:

  • navigazionali: l’utente effettua una ricerca per atterrare su un determinato sito web o per raggiungere una posizione geografica reale
  • informative: la ricerca viene effettuata per ottenere informazioni su un determinato argomento
  • transazionali: l’utente vuole acquistare un prodotto ed effettua quindi una ricerca con quell’intento

Dopo aver capito il genere di query è necessario porsi qualche domanda:

  • Si tratta di una richiesta effettuata per ottenere una risposta locale?
  • L’utente vuole ottenere un video o ha bisogno di un’immagine?
  • Si tratta di una ricerca correlata alle notizie?
  • Ha bisogno di informazioni su un determinato brand?

Proprio Google ha cercato di spiegare come nasce una ricerca da parte di un utente e ha analizzato la questione racchiudendo tutto l’intento di ricerca in quattro momenti importanti che si basano sul sapere, andare, fare o comprare.

Come classificare i contenuti

Per raggiungere l’obiettivo finale, e dunque per classificare il tuo contenuto, hai bisogno di più che un semplice testo ben scritto. Tre sono le strade che puoi percorrere per raggiungere lo scopo:

  • lavora sulle parole chiave per le quali sei già classificato ma non come primo risultato
  • se i contenuti dei tuoi concorrenti sembrano essere tutti uguali, adotta un approccio diverso all’argomento
  • usa parole chiave per le quali i tuoi concorrenti non si posizionano

Contenuti, cosa fare dopo aver scoperto le query

Dopo aver individuato la query interessata, bisogna studiare la concorrenza: in questo modo si può capire perché Google ha inserito determinati concorrenti ai primi posti. L’analisi può essere fatta con uno dei tanti software sul mercato e, ovviamente, è buona regola leggere i risultati presenti nella prima pagina per capire cosa si è sbagliato e cosa c’è da migliorare. Le domande da porsi sono semplici, ma hanno bisogno di una risposta certa: cosa stanno facendo bene i miei competitors? Cosa stanno facendo di sbagliato? Una volta compreso questo, sarai in grado di formare un piano di contenuti più completo.

Che cos’è l’autorità di un dominio?

L’autorità di un dominio è una metrica SEO in grado di prevedere quanto bene un sito web si può posizionare nella SERP. A seconda del punteggio creato da Moz, è possibile avere un’idea di quanto quel dominio è apprezzato da Google. Se si ottiene un punteggio basso, è necessario effettuare una strategia di contenuto differente, mentre in caso di punteggio alto è fondamentale curare i dettagli per non perdere il vantaggio che si ha a disposizione.

Come creare e ottimizzare i contenuti

Dopo aver capito come posizionarti nella SERP, è ora di ottimizzare. Parti dai contenuti già scritti sul tuo sito. Se hai sviluppato contenuti che non si sono classificati, puoi utilizzare la tua conoscenza della SERP per ottimizzare e spostare le pagine esistenti in classifica. Eventualmente, approfittane per cambiare il formato di alcuni dei tuoi articoli (ad esempio potresti trasformarne uno in pillar article, un articolo lungo e dettagliato che fa da riferimento e racchiude collegamenti ad articoli “minori”). Aggiungi nuove immagini e video ai tuoi vecchi contenuti, modifica i testi aggiungendo parole chiave. Aggiungi tag e titoli alternativi all’immagine. Assicurati di includere anche i metadati ottimizzati. Inoltre, collega tra loro le tue pagine: ti sarà utile quando tenterai di posizionarti su una SERP di Google. Una volta che i tuoi contenuti attuali sono ottimizzati, crea nuovi contenuti da zero pensando alla SEO.

Fai riferimento alle note che hai preso sulla concorrenza, in particolare alle analisi del contenuto e delle opportunità. Assicurati di creare contenuti di qualità, utilizzando le parole chiave in modo naturale: Google odia l’eccesso di keywords. E non creare mai contenuti duplicati: può sembrare allettante copiare e incollare alcuni contenuti ottimizzati da una pagina precedente, ma è un rischio che non rende a lungo termine. Anzi, questo tipo di approccio permette di risparmiare tempo ma è in grado di danneggiare il tuo punteggio SEO.

La SEO è una battaglia continua, ricordalo. Se riesci ad ottenere quel primo posto, c’è qualcun altro là fuori che analizza la SERP ed è pronto a seguirti. Assicurati di essere pronto a difendere la posizione ottenuta, analizzando costantemente la SERP.

Infine, non sottovalutare gli aggiornamenti di Google. Il motore di ricerca aggiorna il suo algoritmo migliaia di volte l’anno, il che significa fino a 9 volte al giorno. La maggior parte di questi cambiamenti passa inosservata. Tuttavia, di tanto in tanto, Google introduce un cambiamento così fondamentale da sconvolgere per sempre il modo di fare SEO.

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