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Dall'e-commerce al multicanale: 4 nuove abitudini che rimarranno secondo Google

Le aziende hanno reagito in tanti modi alla pandemia, tante evoluzioni rimarranno anche in futuro. Ecco quali sono e come si devono comportare le pmi

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La pandemia ha cambiato radicalmente le abitudini di tante persone in tutto il mondo. Basti pensare agli acquisti online, che spesso sostituiscono quelli nei punti vendita, oppure il lavoro effettuato a casa invece che in ufficio, ma anche le riunioni online, le videochiamate e così via.

Mentre molte persone socializzavano con le nuove tecnologie, le aziende cercavano una soluzione per andare avanti. Alcuni settori sono poi stati fortemente danneggiati e attualmente lavorano per tornare sulla scena e recuperare più di un anno di blocco, come il turismo, eventi e spettacoli. Ora la domanda è: quali cambiamenti permarranno anche dopo il Covid-19? Google ha cercato di rispondere a questa domanda studiando i dati e le ricerche a disposizione. Leggere l’analisi permette agli imprenditori di scegliere bene quali strategie adottare già da ora.

Cambiamenti che rimarranno nel post-Covid: la vendita omnicanale

Zharmer Hardimon nel blog ufficiale di Google ha fatto un’analisi dei cambiamenti causati dalla pandemia. Innanzitutto, ha messo in chiaro che tutte le aziende hanno dovuto modificare il proprio modo di fare fare marketing. Infatti, le abitudini dei consumatori si sono evolute velocemente. Le aziende più reattive hanno saputo osservare e interpretare i cambiamenti proponendo soluzioni capaci di soddisfare le nuove necessità del consumatore.

Gli utenti fin da subito si sono affidati al motore di ricerca per soddisfare i propri bisogni. Le ricerche fin da subito hanno riguardato l’acquisto presto negozi vicini in modalità innovative: click and collect, e-commerce e consegna a domicilio. Con l’andare del tempo si è confermata questa tendenza. In questo contesto, si è rafforzato il marketing di prossimità, effettuato da punti vendita che hanno trovato modalità di vendita alternative al contatto fisico.

La vendita omnichannel, dove le aziende si affidano a diversi canali di vendita per soddisfare il consumatore, diventerà la normalità nel futuro. Nonostante si pensi che l’e-commerce abbia danneggiato i punti vendita, in realtà li ha rafforzati, come dimostrano diverse ricerche in merito. Quindi le piccole imprese dovranno organizzarsi per offrire diverse soluzioni: non solo il punto vendita ma anche l’e-commerce o la possibilità di prenotare online e ritirare il prodotto in negozio.

La rete è usata anche per capire quali aziende hanno un particolare articolo in magazzino prima di uscire per acquistarlo. Negli Stati Uniti sono incrementate le ricerche con parole chiave specifiche “can to freeze” (puoi fermare… tale prodotto?) oppure in Francia è aumentata la richiesta di “livraison à domicile” (consegna a domicilio) o anche la presenza un particolare articolo “in stock” ovvero in deposito.

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Nuovi consumatori: tra risparmio, eventi virtuali e alternative

Durante la pandemia, complice la crisi economica che ha seguito quella sanitaria, sempre più persone hanno cercato di risparmiare. Il risparmio ma anche l’acquisto preferenziale di elementi essenziali rimarranno anche in futuro. La spesa è diventata più ragionata ed è scadenzata nel tempo. Ciò significa che si preferisce fare una spesa grossa piuttosto che andare giornalmente nel negozio sotto casa. Gli imprenditori devono pensare a questa nuova modalità di acquisto quando elaborano la loro strategia di marketing.

Un altro settore destinato ad evolversi è quello degli eventi, che è cambiato radicalmente durante il Covid-19. Molti appuntamenti dal vivo sono sospesi da più di un anno. Al loro posto, nascono gli eventi online da guardare comodamente da casa. Questa alternativa permarrà soprattutto in alcuni settori, come quelli degli eventi online. Le organizzazioni devono però impegnarsi per migliorare l’esperienza, personalizzandola e rendendola coinvolgente e interattiva anche se vissuta, non in presenza, ma da remoto a casa.

Reagire velocemente ai cambiamenti anche grazie all’uso dei dati

La pandemia ha dato numerose lezioni alle aziende. Tra queste c’è quella di costruire una strategia B e saper reagire a tutte le difficoltà. Le aziende oggi possono contare su tecnologie davvero all’avanguardia. Per migliorare le previsioni e prendere decisioni devono affidarsi ai dati. Secondo Zharmer Hardimon le aziende che già lavoravano coi dati hanno saputo reagire meglio alla crisi, lavorare sulle automazioni e prendere decisioni mirate, ottenendo risultati.

La normalizzazione degli acquisti online: l’e-commerce è destinato a crescere

Sicuramente il mondo imprenditoriale ricorderà la pandemia per il boom dell’e-commerce: durante la crisi sanitaria sono aumentati i consumatori online. Molte persone si sono rivolte ai negozi online per la prima volta in vita loro mentre altre hanno rafforzato il rapporto di dipendenza con questi mezzi. Contemporaneamente sono aumentate le vendite di prodotti che, fino al 2020, erano marginali.

Parliamo per esempio dei prodotti alimentari o delle automobili. Nei primi sei mesi del 2020, il 10% delle auto è stato venduto online, contro l’1% del 2019. Google ha chiarito che l’e-commerce avrà un ruolo sempre più centrale nella vita dei consumatori e spesso sarà preferito anche all’acquisto presso i punti vendita.

In conclusione, le imprese devono e dovranno sempre concentrarsi sempre di più per prendere decisioni basate sui dati e offrire al cliente un’esperienza d’acquisto multicanale.

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