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Imprese digitali: quali sono i contributi più richiesti e le tecnologie più ambite

Dal bando Mise per la Digital Transformation ai voucher digitali 4.0: le agevolazioni aiutano le aziende a diventare più forti e competitive

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I contributi statali rappresentano una vera opportunità per cittadini e aziende, che possono risparmiare su un range di spese mirate a particolari progetti. Esistono agevolazioni di ogni tipologia, molte di queste sono mirate ad incentivare la digitalizzazione. Infatti, tra i contributi di maggiore successo degli ultimi mesi spicca quello per Digital Transformation pubblicato dal MISE. Il bando finora conta circa 90 domande presentate e la richiesta di 47 milioni di euro di contributi. Ma perchè avere un contributo per la digitalizzazione può essere una enorme opportunità per le pmi? Cosa permette di fare? Ecco i dettagli.

Contributi digitalizzazione: il successo del bando Digital Transformation

Quando si parla di agevolazioni mirate alla digitalizzazione vengono in mente in particolare due tipi di contributo, il primo è a livello nazionale ed è quello per la Digital Transformation del MISE e gli altri sono a livello locale, ovvero i voucher digitali concessi dai PID (Punti Impresa Digitale) delle Camere di Commercio italiane.

Il Ministero ha stanziato 100 milioni di euro e con questo fondo mira a incentivare la trasformazione tecnologica dei processi produttivi delle imprese e incentivare l’innovazione. Il bando per la Digital Transformation è gestito da Invitalia e Infratel ed è partito il 15 dicembre 2020. Fin da subito ha registrato numeri interessanti, che confermano quanto oggi le imprese siano consapevoli dell’importanza del digitale.

Questo contributo permette di ottenere un enorme risparmio per gli investimenti digitali: il 10% è a fondo perduto e il restante 50% finanziamento agevolato. Tra gli investimenti ammessi troviamo tutti i progetti per la digitalizzazione dell’azienda e le soluzioni legate al Piano Nazionale Impresa 4.0 varato dal Governo e finanziato grazie alle risorse del D.M. del 22 maggio 2017. Infatti, già da qualche anno le istituzioni del nostro Paese hanno lanciato diverse iniziative mirate alla digitalizzazione. Durante la pandemia hanno avuto un enorme successo, ma eventi come lo smart working o l’e-commerce non sono affatto una novità per le aziende italiane. Le più innovative e lungimiranti si sono mosse su questa strada già da tempo.

Queste sono le tecnologie cruciali che caratterizzeranno il mercato del futuro: soluzioni digitali per gestire e controllare tutta la filiera produttiva, sviluppo di app, e-commerce e altre piattaforme digitali, sistemi di pagamento da mobile, ma anche tecnologie legate all’intelligenza artificiale, blockchain e internet of things. Il 45% delle richieste arriva da piccole imprese, mentre le Regioni maggiormente interessate sono Emilia-Romagna, Campania e Lazio.

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Il bando è molto apprezzato anche da settore che un tempo erano estranei all’innovazione, ma che oggi invece hanno scoperto come usare le nuove tecnologie. Parliamo di turismo e cultura. D’altronde l’emergenza sanitaria ha imposto alle aziende di ogni tipo e dimensione un cambiamento radicale. Nello stesso tempo la società si è abituata a usare le nuove tecnologie per soddisfare i propri bisogni: dall’e-commerce allo streaming, fino alla DAD o smart-working. Ed è in questo contesto che è davvero utile un altro tipo di contributo che sta avendo enorme successo: i voucher digitali.

Voucher digitale: come funziona e quali sono i vantaggi

Un’altra tipologia di contributo che ha avuto un incredibile successo tra le aziende è il voucher digitale i4.0. Si tratta di un contributo a fondo perduto concesso alle micro, piccole e medie imprese dai PID di tutta Italia. I Punti Impresa Digitale sono degli spazi nati appositamente per informare le aziende sulle opportunità del digitale e accompagnarle verso percorsi di digitalizzazione ad hoc. Al loro interno ci sono diversi consulenti ed esperti a cui affidarsi. E non mancano le iniziative, tra queste c’è appunto il voucher.

L’ammontare del contributo dipende dalle risorse stanziate da ogni Camera di Commercio ma in via generale tutti sostengono le spese per servizi di consulenza e formazione sulle nuove tecnologie per l’acquisto di beni materiali e immateriali utili per digitalizzare l’azienda.

Insomma, oggi più che mai le imprese stanno capendo che la digitalizzazione rappresenta una strada ormai obbligatoria se si vuole crescere ed essere competitivi. E i bandi per contributi rivolti alle pmi possono essere di enorme aiuto per adottare nuove tecnologie.

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