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Frequenza di rimbalzo: come abbassarla

Se si desidera che gli utenti restino sul proprio sito internet e, quindi, abbassare la Frequenza di Rimbalzo, è necessario porre in atto una serie di azioni precise che riguardano struttura e contenuti web

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Una delle metriche più importanti da tenere sotto controllo se si gestisce un sito internet è la Frequenza di Rimbalzo, altrimenti nota con il termine inglese Bounce Rate. Questo dato, infatti, fornisce un’indicazione molto utile sul comportamento degli utenti sul sito web, ancora più chiara se inserita all’interno di una panoramica più ampia fornita dall’analisi dei dati Analytics.

Anche se non esiste un numero fisso che sia sempre giusto in maniera assoluta per la metrica Frequenza di Rimbalzo, chi ha un sito internet dovrebbe conoscere bene i modi più utili ed efficaci per abbassare questo valore. Questa guida raccoglie i consigli più utili in tal senso.

Cos’è la Frequenza di Rimbalzo o Bounce Rate

Prima di capire come abbassare il valore della Frequenza di Rimbalzo, bisogna necessariamente sapere cosa indica esattamente questo dato. A tal proposito in soccorso giunge Google, con la sua definizione ufficiale di Bounce Rate (il termine inglese che indica la Frequenza di Rimbalzo): “È il rapporto tra le sessioni di una sola pagina divise per tutte le sessioni oppure la percentuale di tutte le sessioni sul sito in cui gli utenti hanno visualizzato solo una pagina e hanno attivato una sola richiesta al server Analytics”.

Al di là della definizione ufficiale di Google, in termini più pratici la Frequenza di Rimbalzo indica la percentuale di utenti che hanno visitato una sola pagina del sito web su cui sono approdati.

Si tratta di un valore compreso tra 0 e 100 e, come già detto, non esiste una Frequenza di Rimbalzo ideale per un e-commerce o per un sito. Una Frequenza di Rimbalzo bassa, però, indica che ci sono pochi utenti che arrivano sul sito web e visitano un’unica pagina e quindi, in linea di massima, è sinonimo di una buona partecipazione del pubblico.

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I consigli per abbassare la Frequenza di Rimbalzo

Il primo passo per abbassare la Frequenza di Rimbalzo è quello di migliorare i contenuti presenti sul sito web. Se, infatti, molti utenti sono soliti limitarsi a visitare una sola pagina del sito internet, probabilmente ciò significa che non trovano altri contenuti interessanti su di esso. Puntare sugli argomenti più “caldi” all’interno della propria nicchia di riferimento e costruire titoli accattivanti è il primo passo per catturare in maniera efficace l’attenzione degli utenti.

Non sempre un valore alto di Bounce Rate dipende dai contenuti presenti sul sito web. Talvolta, infatti, un Bounce Rate troppo elevato può essere determinato dal modo in cui proprio quanto presente sul sito è proposto all’utente. Per questo motivo è necessario correggere gli eventuali errori strutturali del sito.

I possibili disservizi per il visitatore del sito sono molteplici: per esempio, le pagine web potrebbero caricarsi troppo lentamente oppure la visualizzazione da mobile potrebbe nascondere o rendere illeggibili parti importanti del sito.

Oltre a preoccuparsi di migliorare i contenuti presenti sul sito web, quindi, è necessario dedicare del tempo alla correzione di eventuali errori strutturali, che renderebbero vano ogni sforzo editoriale.

Altrettanto importante è fare in modo che la navigazione all’interno del sito non sia troppo macchinosa. Lo scopo deve essere quello di permettere al visitatore del sito di scoprire altre risorse presenti su di esso in maniera facile, intuitiva e veloce.

Una buona organizzazione del sito web è fondamentale: bisogna lavorare, per esempio, sulla barra di navigazione superiore e sulla barra laterale, sui tag e sulle categorie, sui link interni e sugli articoli correlati, sulle landing page e sulle schede dell’ecommerce.

Ci sono altri elementi che potrebbero compromettere la user experience e che, quindi, andrebbero evitati se si desidera mantenere basso il valore della Frequenza di Rimbalzo di un sito. Nello specifico, bisogna evitare pubblicità, banner e pop up, che spesso infastidiscono l’utente e lo spingono a lasciare la pagina web.

Chi ha la necessità di mantenere contenuti pubblicitari sul sito si dovrebbe preoccupare, almeno, di utilizzare soluzioni coerenti con il contesto e poco invadenti, oltre a prevedere la possibilità di chiudere con un semplice clic il contenuto grafico.

Ora che abbiamo visto i consigli più utili ed efficaci per abbassare la Frequenza di Rimbalzo, in conclusione di questa guida è doveroso ricordare che tale metrica non va considerata come un’informazione isolata, ma sempre in relazione ad altri dati rilevanti, come per esempio la durata della sessione media sul sito o le pagine visualizzate per visita.

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