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Come collegare Google Analytics al tuo sito web professionale

Google mette a disposizione un insieme di tool fondamentali per raccogliere importanti dati di utilizzo dei siti web. Ecco come collegarlo al proprio spazio online sfruttandone le varie funzionalità

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Google Analytics è uno degli strumenti di marketing che dovrebbe fare parte dei tuoi tools di uso quotidiano. Che tu gestisca un sito web aziendale, un blog personale oppure un e-commerce, il sofisticato sistema di web analytics di Google ti consente un monitoraggio puntuale di dati indispensabili per capire se il tuo progetto digitale sta funzionando: informazioni come quanti utenti raggiungono le tue pagine, da dove provengono le visite, quanto convertono i tuoi contenuti o quale sia il browser più usato dai tuoi potenziali clienti non saranno più un segreto.

Configurare correttamente Google Analytics può tuttavia sembrare un procedimento complesso: per quanto imparare padroneggiare i report della piattaforma richieda tempo ed impegno costanti, le fasi iniziali che servono per il setup del tuo account e per collegare un sito a Google Analytics sono in realtà abbastanza semplici.

Seguendo i pochi step che trovi di seguito infatti potrai completare Il procedimento nel giro di pochi minuti ed iniziare subito a raccogliere i dati salienti del sito web che desideri monitorare.

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Collegare il tuo sito a Google Analytics: i passaggi chiave

Per iniziare ad utilizzare Google Analytics e renderlo a pieno titolo parte della tua strategia di marketing, dovrai semplicemente seguire alcuni punti fondamentali: la creazione di un account Google e di un profilo Google Analytics, l’impostazione del codice di monitoraggio e la verifica del corretto funzionamento del tuo nuovo alleato di business.

Fase 1. Creazione di un account Google

Prima ancora di procedere con il collegamento di Google Analytics ad un sito web e con il tracciamento delle statistiche di tuo interesse, dovrai assicurarti di possedere un account Google valido ed un account Google Analytics configurato correttamente.

Se hai creato in passato oppure usi quotidianamente un account Gmail, potrai utilizzare proprio quei dati per avere accesso agli strumenti messi a disposizione da Big G, come ad esempio Google Analytics. Se invece non sei titolare di alcun account Google, dovrai crearne uno nuovo per poter procedere con i restanti passaggi cruciali.

È sufficiente visitare la pagina principale di Google e scegliere di Creare Un Account: dopo aver inserito i tuoi dati anagrafici di base ed aver scelto username e password, avrai a disposizione un profilo Google e potrai comodamente utilizzarlo per fruire in ogni momento dei servizi, delle app e delle piattaforme che la società offre ai suoi membri, che si tratti dell’e-mail GMail, dello spazio di archiviazione Drive o di strumenti come Calendario, Mappe o Google Play.

Fase 2. Creazione account Analytics

Con i tuoi dati di accesso a Google tra le mani, potrai dedicarti quindi alla creazione ed alla configurazione completa di Google Analytics. Recandoti sulla pagina principale di Google Analytics infatti ti verranno richiesti ID e password per l’accesso a Google: invece, se sei già collegato al tuo profilo Google personale, ti basterà navigare verso Analytics per trovarti sulla pagina di atterraggio della sua configurazione guidata.

Cliccando su Configura Gratuitamente ti verrà domandato il nome che desideri dare al tuo account Google Analytics e ti verranno inoltre richieste conferme e spunte circa le impostazioni di condivisione dell’account: puoi lasciare flaggate le impostazioni standard e puoi scegliere il nome account che preferisci e che più rappresenta il tuo business o progetto digitale.

La schermata successiva ti permetterà invece di selezionare cosa desideri monitorare in particolare, ossia un sito web oppure un’app: se la tua intenzione è quella di collegare il tuo sito a Google Analytics, selezionerai ovviamente la prima opzione. A questo punto ti verrà chiesto di inserire tutti i dati salienti relativi alla “Proprietà”, che non è altro che il modo in cui la piattaforma si riferirà al tuo sito web ed ai suoi dati.

Immetti quindi il tuo nome utente, il nome del sito web e la sua URL completa, accompagnata dal corretto prefisso HTTP o HTTPS, nonché il settore o categoria commerciale di cui lo spazio web si occupa e la time zone che definirà il fuso orario in cui verranno mostrati i tuoi report.

L’ultimo passo sarà quello accettare i Term Of Services (o Termini di Servizio) di Google Analytics e le clausole relative al trattamento dati. Completate queste fasi, potrai finalmente mettere le mani sul tuo ID Di Monitoraggio.

Fase 3. Ottenimento ed applicazione dell’ID di monitoraggio

Uno dei momenti che generalmente più sembra più ostile nella procedura di configurazione e settaggio di Google Analytics è proprio l’ottenimento e l’utilizzo pratico del codice di monitoraggio fornito dalla piattaforma: non si tratta in realtà di nulla di impossibile, quando sai come muoverti con cognizione.

Cos’è esattamente l’ID di monitoraggio? Si tratta di un codice univoco di tracciamento formato dalle lettere iniziali UA seguite da una serie di numeri. Tale stringa numerica è strettamente personale ed è quella che Google Analytics utilizzerà per identificare con precisione la tua Proprietà.

Insieme all’ID di monitoraggio riceverai anche uno script, che comincia con l’indicazione : questo codice dovrà essere applicato al tuo sito web e consentirà ad Analytics di raccogliere ed inviare alla piattaforma tutti i più dettagliati rapporti relativi alle tue visite ed al tuo pubblico di utenti.

L’inserimento dello script di Google Analytics sul tuo portale online prevede l’accesso diretto al codice sorgente dello stesso ed alcuni passaggi particolarmente delicati: se non ti senti molto ferrato in materia e non sai come orientarti nell’universo della programmazione, puoi chiedere aiuto ad un web developer o a chi generalmente si occupa del tuo sito e della sua manutenzione.

Tieni presente comunque che esistono due metodi per inserire l’ID di monitoraggio sul tuo spazio web: la prima prevede un inserimento manuale, ed è leggermente più complessa, mentre la seconda chiede aiuto ai numerosi plugin per WordPress o altri CMS, ideali per procedere ad un’installazione più sicura.

Inserimento del codice di monitoraggio tramite file header.php

Per eseguire questa piccola operazione devi accedere al codice HTML del tuo sito web, in particolare al file header dello stesso. Se lavori in un ambiente WordPress, all’interno dell’area Bacheca puoi cliccare su Aspetto e successivamente su Editor, per avere a disposizione la lista di file del tuo sito e selezionare quello denominato Header.php.

Per collegare Analytics con successo, dovrai copiare lo script fornito dal sistema di web analytics di Google ed incollarlo prima del tag di chiusura : cliccando su Aggiorna file confermerai le modifiche ed il tuo codice inizierà a lavorare.

Inserimento del codice di monitoraggio tramite plugin

Ancora una volta, la procedura non è affatto difficile, specialmente se utilizzi il CMS WordPress: esistono infatti sul mercato numerosi plugins realizzati apposta per l’inserimento dell’ID di monitoraggio in maniera snella ed a prova di inesperto.

Ti basta recarti nella sezione Plugin di WP per scaricare uno dei tanti tools di inserimento disponibili: una volta installato il plugin dovrai semplicemente fornirgli il tuo ID di monitoraggio e lui penserà a tutto il resto.

Fase 4. Check del codice e verifiche finali

Perché Google Analytics possa registrare informazioni e statistiche complete e sempre aggiornate di ogni movimento che avviene sul suo sito web, è indispensabile che il suo codice di monitoraggio sia installato su ogni singola pagina che ti interessa tracciare. Per assicurarti che ciò avvenga senza intoppi esistono numerosi siti a cui rivolgerti, come ad esempio GA Checker, che scansionano in pochi istanti ogni singola pagina del tuo website e ti restituiscono un report completo della situazione.

Una volta collegato nel modo corretto Google Analytics al tuo sito, inizierai a veder comparire nella tua dashboard i primi dati statistici nel giro al massimo di 24/48 ore. Puoi comunque verificare che l’inserimento dell’ID di Analytics sia andato a buon fine semplicemente facendo un piccolo test.

Apri su una pagina del tuo browser il tuo sito web e su un’altra la piattaforma di Google Analytics: dovresti poter vedere nella Homepage alla sezione “Utenti attivi in questo momento” un utente collegato, ovvero tu stesso. Dovessero esserci dei problemi, è consigliabile controllare uno per uno i passi compiuti fin qui per verificare di averli portati a termine nella maniera più corretta e conforme.

Fase 5. Studio di Google Analytics

La configurazione della piattaforma di Google non basta per poter dire di aver reso Analytics l’efficiente partner che potrebbe essere per il tuo business: per sfruttarne tutte le enormi potenzialità ti sarà necessario impiegare tempo ed energie per apprenderne tutti i segreti e fare pratica sul campo studiando una per una le sue sezioni e le sue funzionalità.

Google stessa mette a disposizione dei corsi gratuiti per imparare a muoversi con più sicurezza su Analytics: la sua Google Analytics Academy è aperta sia a principianti che ad utenti più esperti. Un’alternativa è quella di mettere a punto una completa marketing strategy in collaborazione con un’affidabile digital agency ed affiancarti ad un esperto del settore che possa suggerirti tutti i modi più proficui di utilizzare i dati ricavabili da Google Analytics, dall’usabilità alla pubblicità online.

Per prendere il massimo da ciò che Analytics è in grado di offrire dovrai insomma essere in grado di rispondere ad una serie di domande e sapere ad esempio quali dati esattamente sono estrapolabili dalla piattaforma, nonché come possono essere elaborati e riportati in tabelle e grafici comprensibili.

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Ma dovrai anche conoscere il modo più efficace di leggerli per tramutarli in performanti strategie di marketing che guidino il tuo progetto digital verso una crescita costante e risultati sempre più promettenti.

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