Cosa significa C2C: i vantaggi e gli esempi

Il C2C, o Consumer-to-Consumer, è un particolare modello di business che è diventato sempre più diffuso con la crescita degli ecommerce e lo sviluppo della sharing economy: scopri come funziona sul blog

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Quando si parla di C2C si fa riferimento a un particolare modello di business in cui un consumatore può effettuare acquisti da un altro consumatore. Tale modello, anche chiamato “Consumer-to-Consumer”, è divenuto particolarmente diffuso negli ultimi anni con la crescita degli ecommerce e con lo sviluppo della sharing economy.

Per questo motivo è importante conoscere al meglio tutte le implicazioni legate al modello di business C2C, in modo da capire così se e come è possibile beneficiare dei vantaggi da esso assicurati.

Cosa significa C2C

Come già poc’anzi accennato, la sigla C2C sta per “Consumer-to-Consumer” (in italiano, “da consumatore a consumatore”). Questo acronimo individua un modello di business che permette a un consumatore di acquisire beni o servizi da un altro consumatore, attraverso specifiche piattaforme online che mettono in contatto le due parti e che favoriscono le transazioni (ma anche, più semplicemente, tramite le più tradizionali sezioni di annunci su giornale).

Proprio l’esistenza di una terza parte (la piattaforma o il giornale) che facilita la possibilità di effettuare scambi tra consumatori è una delle caratteristiche principali del modello C2C.

Esempi di C2C

Come già accennato, il web offre già diverse piattaforme specializzate nel commercio di tipo C2C. Uno degli esempi più celebri è eBay, piattaforma C2C che, ormai già da diversi anni, permette di vendere e acquistare prodotti attraverso un meccanismo di asta online oppure, tramite la specifica opzione “Compralo subito”, direttamente al prezzo che è stato fissato dal venditore.

Anche Amazon, oltre che come piattaforma B2C, può funzionare come marketplace C2C: il sito, infatti, offre a chiunque la possibilità di registrarsi e di vendere i propri prodotti online ad altri consumatori.

Lo stesso Mark Zuckerberg, con Facebook, ha intuito le potenzialità del commercio C2C: la piattaforma Facebook Marketplace, interna al social network, mette in collegamento in maniera semplice e veloce i venditori e i potenziali acquirenti.
Ulteriori esempi di modello di business “Consumer-to-Consumer” sono Vinted e Wallapop, due piattaforme online C2C dedicate alla vendita di prodotti second-hand tra consumatori.

Quali sono i vantaggi del C2C

La possibilità di reperire con più facilità prodotti difficili da trovare nel mercato B2C, magari perché sono ormai fuori produzione o perché sono oggetti da collezione, è solo uno dei vantaggi offerti dalle piattaforme C2C. I siti specializzati nel commercio Consumer-to-Consumer mettono in contatto consumatori provenienti da ogni parte del mondo, allargando in maniera esponenziale i confini del mercato.

Su queste piattaforme, la competizione favorisce la riduzione dei prezzi dei prodotti venduti. Il vantaggio economico non si limita, però, a questo aspetto: nonostante la presenza di commissioni sulla pubblicazione dell’annuncio e/o sulla vendita dei prodotti, i costi legati alla diffusione dei beni su questi portali sono contenuti.

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La possibilità di inserire recensioni su venditori e acquirenti, inoltre, serve a rendere più sicure le compravendite che è possibile realizzare all’interno di queste piattaforme, che forniscono assicurazioni anche per quanto riguarda la sicurezza delle transazioni.

Quali sono i problemi del C2C

Proprio la sicurezza delle transazioni che avvengono sulle piattaforme dedicate al commercio di tipo C2C è uno degli aspetti più delicati di questo particolare modello di business. Le ampie garanzie offerte generalmente dalle piattaforme C2C (come, per esempio, la possibilità di usare PayPal e altri analoghi sistemi di pagamento), talvolta, non bastano a superare la diffidenza di alcuni consumatori, intimoriti dal rischio di subire una truffa dal venditore o acquirente di turno.

Un altro punto considerato critico delle piattaforme che si occupano di commercio C2C è rappresentato dal rigore nei controlli sui prodotti che sono venduti all’interno di esse. Siti di questo tipo, come già sottolineato, agiscono solo con la funzione di intermediari tra acquirenti e venditori e lasciano ampia autonomia nella regolazione delle modalità delle transazioni, pur vietando esplicitamente, per regolamento, la vendita di beni o servizi illegali e prevedendo un apposito sistema di controllo su questo particolare aspetto.

Appare evidente dai problemi appena enunciati che la capacità di gestire e, soprattutto, di trovare una tempestiva e soddisfacente soluzione alle possibili controversie che possono sorgere in una compravendita tra consumatori è uno dei parametri maggiormente considerati dai consumatori stessi nella fase di scelta della piattaforma C2C da utilizzare, in aggiunta ad altri aspetti come l’ampiezza del catalogo di prodotti offerti e i prezzi a cui essi sono venduti.

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