E-commerce: quanto impatta sull'ambiente e quali sono le buone pratiche green

Recenti studi riportano che anche gli e-commerce e lo shopping online possono avere un elevato impatto ambientale: ecco alcuni consigli per renderli più sostenibili

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Verrebbe da pensare che rispetto a un negozio tradizionale, un e-commerce sia decisamente più sostenibile, ma un recente report di una società di consulenza ambientale, Quantis, rivela che anche lo shopping online può avere un forte impatto sull’ambiente.

Dalle emissioni legate alle spedizioni, al packaging, fino ai processi di resa, gli e-commerce sono responsabili di una buona fetta di gas serra rilasciati nell’ambiente ogni anno. Bastano tuttavia poche pratiche per migliorarne la sostenibilità fin da subito.

L’impatto del packaging sull’ambiente

La prima voce in termini di impatto ambientale per quando riguarda gli e-commerce è senza dubbio il packaging; questo è responsabile infatti di ben il 75% delle emissioni di gas serra ed è quindi il fattore su cui bisogna porre maggiore attenzione in termini di investimenti e miglioramenti.

Come risolvere il problema? Innanzitutto investendo in packaging riciclato e riciclabile, che volte ha dei costi leggermente più elevati, ma ripaga in termini di immagine (il brand viene percepito come più attento alle buone pratiche ambientali). Inoltre il packaging va anche alleggerito: inutile spedire una busta, in una scatola a sua volta contenuta in un’altra busta. La soluzione ideale è packaging ridotto al minimo e realizzato con materiali riciclati e riciclabili.

Logistica, spedizioni e resi

La seconda voce responsabile delle emissioni di gas serra quando si parla di e-commerce è quella legata alla logistica.

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Le spedizioni e le consegne contribuiscono infatti al 15% delle emissioni, se si tiene in considerazione una spedizione entro 480 km dal cliente finale. Solo lo shopping online, ovvero il processo di ricerca del prodotto e il completamento dell’ordine, produce il 7% delle emissioni di gas serra, mentre i resi contribuiscono circa al 3% dell’impatto sull’ambiente.

Anche qui il report consiglia alcune buone pratiche per rendere l’e-commerce più green, privilegiando innanzitutto i veicoli elettrici o comunque meno inquinanti per le consegne. Poi consigliano, in caso di consegne a corto raggio, di optare per un servizio di corrieri in bicicletta (un po’ come fanno molti ristoranti).

Considerato che anche il tempo speso a navigare online impatta sull’ecosistema, anche migliorare l’e-commerce rendendo più facile trovare informazioni e prodotti ha un suo peso; infine il consiglio è quello di ridurre per quanto possibile il numero dei resi e promuovere la scelta di tempi di consegna più sostenibili, disincentivando consegne extra veloci ma anche molto inquinanti.

Il discorso dei resi merita poi un’attenzione particolare: secondo il report, per quanto riguarda il settore della moda, nell’82% dei casi i resi non presentano difetti e possono rivenduti attraverso i normai canali, negli outlet, oppure regalati, o peggio, buttati. Questo smaltimento avviene però solo se obbligati dalle cattive condizioni del reso e si riscontra solo nel 3,9% dei casi.

Anche qui è opportuno abituare i consumatori ad acquistare con attenzione e a considerare il reso una scelta obbligata solo nel caso l’acquisto fosse fallato o del tutto errato. Migliorando le informazioni a disposizione sull’e-commerce, ad esempio su taglie e vestibilità, è possibile diminuire il numero dei resi migliorando al contempo l’esperienza di shopping dell’utente.

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Un ultimo aspetto da considerare parlando di spedizioni è l’impatto del traffico aereo, che comporta il 73% di emissioni; ovviamente non è semplice risolvere questo problema se si ha un e-commerce che consegna in tutto il mondo, Il consiglio qui è di potenziare una rete di magazzini nei principali mercati di interesse, in modo da far partire direttamente le merci in loco, senza dover ricorrere a lunghe e inquinanti spedizioni via aerea.

Migliorare l’esperienza del cliente

Potrebbe non essere semplice abituare i consumatori a queste buone pratiche, in particolare abituarlo a tempi di consegna più lunghi e packaging più scarni.

Tuttavia, comunicando con attenzione queste nuove pratiche e promuovendo il proprio impegno in termini di ecosostenibilità, è possibile trasformare queste scelte responsabili in leve di marketing, attirando l’attenzione e soddisfacendo le necessità dei consumatori più attenti all’ambiente, migliorando al contempo il posizionamento del brand per una più vasta audience di consumatori.

Ovviamente prima ancora di poter attuare queste buone pratiche in termini di sostenibilità, bisogna avere un e-commerce ben strutturato, facile da navigare e con tutte le informazioni ben organizzate per gli utenti finali; se cerchi una soluzione chiavi in mano per il tuo e-commerce, Italiaonline è la piattaforma che fa per te.

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