Digitalizzazione in Italia: a che punto siamo

L'Italia si piazza in ventesima posizione in Europa per quanto riguarda la digitalizzazione nel 2021. Il più grande ostacolo è il capitale umano. Ecco i dati

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La digitalizzazione è tra le sfide più importanti del momento, sostenute non solo dal nostro Paese ma da tutto il mondo. Nonostante, le tante risorse stanziate e gli incredibili passi in avanti, anche da parte di Pubblica Amministrazione e aziende, l’Italia si trova ancora indietro rispetto ad altre nazioni. Ciò è quanto rivelato dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano. La strada da percorrere è ancora lunga ma grazie alle risorse del PNRR e il coordinamento tra Pubblica Amministrazione, aziende e cittadini sarà possibile continuare il percorso di digitalizzazione in modo efficace.

Digitalizzazione: il ruolo del PNRR

Secondo il report Digital Maturity Indexes, nel 2021 l’Italia è alla 17° posizione su 27 Paesi dell’Unione Europea per quanto riguarda i “fattori abilitanti della trasformazione digitale” mentre si piazza addirittura alla 23° posizione per quanto riguarda la digitalizzazione, con particolari lacune nel capitale umano. Ciò significa che i maggiori limiti si hanno proprio dal punto di vista delle competenze digitali di livello specialistico, che nel nostro Paese risultano essere una rarità.

Per poter accelerare la trasformazione digitale occorrono risorse e in quest’ottica i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Si prevedono circa 65 milioni di euro da destinare a diverse mission, tra queste spicca la transizione tecnologica. Sarà la Pubblica Amministrazione ad avere il ruolo da protagonista in questo processo. Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Agenda Digitale, ha confermato che il PNRR offre le risorse necessarie, ma occorre indirizzarle in modo mirato perchè siano davvero efficaci: “Bisogna raccordare infatti il PNRR con gli altri piani strategici, le risorse previste con le altre disponibili per la trasformazione digitale, il centro con i territori, le esigenze di breve con quelle di lungo periodo”.

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Ha aggiunto che la PA dovrà sicuramente collaborare con le imprese del territorio e stimolare i cittadini ad usare le risorse e gli strumenti digitali per accedere ai dati e gestire le pratiche. La cooperazione tra gli attori sociali si rivela strategia e fondamentale.

Digitalizzazione: differenze tra regioni

Lungo lo stivale, il digitale è distribuito in modo eterogeneo. Lo conferma l’Osservatorio con un DESI focalizzato su regioni e province autonome italiane. La media ottenuta dai territori italiani è di 50. Al primo posto per quanto riguarda la crescita digitale spicca la Provincia Autonoma di Trento con 57,5. Segue la Lombardia con 56,2 punti. Al terzo posto troviamo la Provincia Autonoma di Bolzano (56,1). Le regioni del mezzogiorno sono sotto la media italiana.

Secondo l’Osservatorio Agenda Digitale, per sfruttare davvero le risorse del PNRR, oltre al coordinamento tra PA e aziende, sarà necessario allineare le risorse ai piani strategici italiani, in particolare il Piano Triennale per l’Informatica della PA, il Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale, il Codice dei Contratti Pubblici ma anche il Piano Operativo delle Competenze Digitali. Molte delle risorse saranno gestite a livello locale, quindi le regioni devono individuare le criticità interne e cercare di colmare le distanze rispetto ad altri territori nazionali più avanzati ma anche e soprattutto rispetto al resto d’Europa.

Le aziende hanno un ruolo cruciale nella digitalizzazione dell’Italia. Anche le piccole realtà possono offrire il proprio contributo dotandosi di strumenti e competenze digitali. Italiaonline si impegna per supportare le aziende in questo percorso tramite strumenti avanzati e un team di esperti pronto a offrire una consulenza attenta e competente.

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