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Differenza tra deduzioni e detrazioni fiscali: cosa c’è da sapere

Pubblicato il 24 Ottobre 2025 da Redazione Italiaonline

Deduzioni e detrazioni fiscali sono degli sconti fiscali che abbattono l’IRPEF da pagare, ma il loro funzionamento è differente. In questa guida scopriremo da vicino le differenze tra questi due sconti, con degli esempi concreti.

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Deduzioni e detrazioni fiscali sono due concetti differenti, sebbene entrambi facciano riferimento ad agevolazioni fiscali che permettono di usufruire di sconti da parte del fisco. Molto spesso vengono utilizzati indistintamente, come se fossero dei sinonimi, ma in realtà indicano due meccanismi fiscali diversi.

La definizione di deduzione fiscale e di detrazione fiscale è differente. La prima si riferisce a un abbattimento del reddito imponibile e quindi con una conseguente aliquota minore dell’IRPEF, mentre la detrazione fiscale opera sull’imposta lorda da pagare ed entra in azione in un secondo momento.

Conoscere il significato e il reale funzionamento delle detrazioni e deduzioni fiscali è molto importante in fase di dichiarazione dei redditi, in modo da essere consapevoli su quali spese portare dal commercialista o al CAF. Ecco tutto quello che c’è da sapere su deduzione e detrazione fiscale.

Deduzione fiscale: cos’è e come si calcola

Partiamo da un fatto incontrovertibile: la deduzione fiscale è un’agevolazione fiscale. Le deduzioni abbattono il reddito imponibile su cui viene calcolata l’aliquota IRPEF per il pagamento dei tributi. Gli oneri deducibili operano direttamente sul reddito complessivo, riducendo la base imponibile su cui viene calcolata l’aliquota IRPEF. Le principali deduzioni sono elencate negli articoli 10 e seguenti del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Il reddito imponibile, quindi, si compone di due fattori: il reddito complessivo (quanto si è guadagnato in un anno fiscale) meno gli oneri deducibili.

Cosa rientra, quindi, nelle deduzioni fiscali? Rientrano nelle deduzioni fiscali le donazioni alle organizzazioni non governative riconosciute idonee che operano con paesi in via di sviluppo, erogazioni liberali a enti o associazioni benefiche, culturali o scientifiche, i contributi versati per la previdenza complementare (fino a un massimo di poco più di 5000 euro), contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose, contributi previdenziali per gli addetti ai servizi domestici e familiari, spese mediche e assistenziali per persone con disabilità, gli assegni di mantenimento in caso di separazione o divorzio.

Ovviamente le deduzioni fiscali possono variare a seconda del paese e del sistema fiscale specifico, ma in generale possono includere. È importante verificare le specifiche normative fiscali del proprio paese per conoscere esattamente quali spese sono deducibili e quali requisiti devono essere soddisfatti per poter beneficiare delle deduzioni fiscali. In Italia, le deduzioni sono regolate annualmente dalla Legge di Bilancio e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Ora che è stata spiegata la deduzione fiscale passiamo a parlare della detrazione.

Detrazione fiscale: cos’è come si calcola

La detrazione fiscale è una diminuzione dell’Irpef lorda ottenuta dopo aver applicato l’aliquota al reddito imponibile. Le detrazioni si applicano principalmente sull’IRPEF, ma possono riguardare anche altre imposte, come l’IRES per le imprese o l’IMU in casi specifici.

Dal 2020, per la maggior parte delle spese detraibili, è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito o bonifico), ad eccezione di farmaci e dispositivi medici. Nel 2025 restano in vigore le riduzioni progressive delle detrazioni per i contribuenti con redditi superiori a 120.000 euro, secondo quanto previsto dall’art. 15 del TUIR.

Per calcolare le detrazioni fiscali è necessario conoscere le percentuali stabilite dal Tuir (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e le cifre da cui far partire l’agevolazione fiscale.

Ad esempio per le spese sanitarie il Fisco permette una detrazione pari al 19% (ma solo per un importo annuale superiore ai 129,11 euro), mentre per i lavori di ristrutturazione sale fino al 50%. Altre spese da portare in detrazione sono l’affitto, il leasing delle automobili, spese scolastiche e le rate del mutuo.

Dal 1° gennaio 2020 sono cambiati alcuni requisiti per le spese da portare in detrazione. La più importante riguarda il metodo di pagamento: valgono solamente le spese pagate con moneta elettronica e tracciabile. Un cambiamento epocale che ha un unico obiettivo: diminuire l’evasione fiscale.

Novità 2025: Bonus Ristrutturazioni

Dal 1° gennaio 2025 il Bonus Ristrutturazioni è tornato alla percentuale standard del 36%, con un limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare.

Fino al 31 dicembre 2024 era invece in vigore la detrazione del 50% fino a 96.000 euro, introdotta dalla Legge di Bilancio 2022. La riduzione dell’agevolazione ha segnato la conclusione del periodo di maggiore sostegno al settore edilizio, anche se non si escludono future proroghe o nuove formule di incentivo.

I contribuenti che hanno avviato i lavori entro la fine del 2024 continueranno comunque a beneficiare delle condizioni precedenti, secondo quanto previsto dalle norme transitorie.

Parallelamente, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto il nuovo “Bonus Casa Verde”, che prevede agevolazioni specifiche per gli interventi di riqualificazione energetica e sostenibilità ambientale, cumulabili in parte con la detrazione per ristrutturazioni.

Differenza deduzione e detrazione fiscale: un esempio pratico

Ora che abbiamo dato una definizione di deduzione e detrazione fiscale, è necessario un esempio pratico per capire realmente come funzionano.

Mario ha un reddito complessivo pari a 10.000 euro, spese deducibili pari a 2.000 euro e quelle detraibili pari a 1.000 euro. Prima di tutto, dai 10.000 euro del reddito complessivo vengono tolti i 2.000 euro delle spese deducibili. Otteniamo così 8.000 euro sui quali verrà calcolata l’imposta lorda.

Nel caso in cui l’imposta lorda sia pari a 1.500 euro, da quest’ultimi andranno tolte le spese detraibili pari a 190 euro (19% dei 1.000 euro), così, si andranno a pagare 1.310 euro, invece che 1.500.

Questo esempio permette di capire che oneri deducibili e oneri detraibili sono due entità diverse, ma entrambe aiutano a diminuire l’Imposta sul reddito delle persone fisiche che si paga a fine anno.

Solitamente la deduzione fiscale aiuta soprattutto le fasce più alte della popolazione (l’IRPEF ha aliquote progressive: più si guadagna, più tasse si pagano), mentre la detrazione fiscale aiuta le fasce più basse della popolazione ad abbattere l’IRPEF netta.

Differenza tra deduzione e detrazione fiscale per le PMI

Le differenze tra deduzione e detrazione fiscale per le PMI (Piccole e Medie Imprese) possono essere delineate in base al contesto normativo e fiscale specifico.

Tuttavia, generalmente parlando, una deduzione fiscale per le PMI si riferisce alla possibilità di dedurre determinate spese aziendali dal reddito imponibile della società. Questo riduce il reddito su cui viene calcolata l’imposta sul reddito delle società (IRES).

Esempi di deduzioni per le PMI:

  • Spese per investimenti in ricerca e sviluppo (R&S);
  • Costi di formazione del personale;
  • Spese per innovazione tecnologica;
  • Ammortamenti e svalutazioni su attività aziendali.

Anche in questo caso le deduzioni fiscali riducono direttamente il reddito imponibile della società, determinando un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota fiscale applicabile.

Una detrazione fiscale per le PMI si riferisce a una riduzione diretta dell’imposta da pagare, piuttosto che una riduzione del reddito imponibile. Questo può essere applicato in diversi modi, come un credito d’imposta o una riduzione dell’aliquota fiscale applicabile.

Esempi di detrazioni per le PMI:

  • Credito d’imposta per assunzioni di giovani o disoccupati;
  • Detrazioni fiscali per investimenti in determinati settori (es. ecologico, innovativo);
  • Agevolazioni fiscali per incentivi all’occupazione o allo sviluppo territoriale.

Le detrazioni fiscali riducono direttamente l’imposta dovuta dalla società, indipendentemente dal reddito imponibile. Possono essere utilizzate per ridurre l’imposta a debito o come credito d’imposta, che può essere rimborsato o compensato con altre imposte dovute.

Altra differenza tra deduzioni e detrazioni che è possibile evidenziare è che le deduzioni sono solitamente legate a spese e costi sostenuti dall’impresa, mentre le detrazioni possono essere legate a investimenti specifici, assunzioni o altre attività incentivanti.

Le deduzioni offrono un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota fiscale applicabile, mentre le detrazioni possono fornire un beneficio fiscale diretto e talvolta più significativo in termini di riduzione dell’imposta.

C’è da aggiungere, inoltre, che nel 2025 sono stati prorogati anche i crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali e formazione 4.0, che rientrano tra le agevolazioni dirette a favore delle PMI innovative.

Ora che abbiamo visto questa panoramica generale su detrazione vs deduzione non resta che passare alla pratica e cominciare ad applicare queste conoscenze nella gestione fiscale personale o aziendale. Continuare a educarsi sulle opportunità fiscali disponibili può fare una differenza significativa nel bilancio finanziario complessivo, sia a livello individuale che aziendale.

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