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Cosa è la SEO On Page e come può migliorare il posizionamento di un sito web

Ogni attività che ha un sito web può usare diversi strumenti per ottimizzare il posizionamento nei motori di ricerca: ecco cos’è la SEO On Page

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Avere un sito web al giorno d’oggi è un passo fondamentale per costruire la presenza online di un’azienda o di un libero professionista. Il sito rappresenta una vetrina digitale dei servizi e prodotti offerti, che se ben gestito permette di aumentare il bacino di clienti e ottenere un numero maggiore di conversioni. Affinché i potenziali clienti del brand possano facilmente trovare il sito, questo dovrà essere ottimizzato lato SEO per consentire un miglior posizionamento nei risultati dei motori di ricerca, come Google e Bing. In aiuto viene la SEO On Page, che tiene conto di tutti gli elementi presenti nelle pagine web e nella scrittura dei contenuti affinché il sito scali la pagina dei risultati di ricerca (SERP). Ecco quali sono i fattori da tenere di conto e come utilizzare la SEO On Page per ottimizzare il posizionamento di un sito web.

SEO On Page: i 5 fatto da valutare

I siti web possono essere considerati degli ecosistemi organici, che sono composti da tante entità differenti e per questo motivo vanno valutati tutti gli aspetti: da quelli relativi ai contenuti, fino a quelli più tecnici come la velocità di caricamento e la user experience. Con il termine SEO si indica la Search Engine Optimization, cioè tutte le tecniche per ottimizzare un sito web e migliorarne il posizionamento nella SERP. La SEO On Page si riferisce in particolare all’ottimizzazione di tutti gli elementi che si trovano all’interno della pagina web di un sito: titoli, meta, URL, testi, descrizioni e didascalie dei contenuti multimediali, link interni, ma anche leggibilità e usabilità della pagina stessa.

Guidati da keyword e lunghezze massime e minime di titoli e meta description, si potranno migliorare tutti gli aspetti che portano a un buon posizionamento. I fattori da tenere di conto quando si pianifica una strategia SEO On Page sono 5: contenuti, user engagement, struttura tecnica del sito, link building e responsivity mobile.

SEO On Page: l’importanza dei contenuti e dei tag

Content is king. I contenuti sono il “re” dell’ottimizzazione di una pagina web e rappresentano il primo passo per migliorare la SEO On Page di un sito. Quando si scrivono dei contenuti si dovrà tenere conto della psicologia dell’utente e intercettare quello che viene definito il “search intent”, cioè le intenzioni di ricerca, usando delle keyword ben studiate. Per migliorare questo aspetto, è necessario trovare le parole chiave che descrivono il prodotto o servizio e possono intercettare il search intent, verificarne la presenza nella SERP e comprendere quali sono le keyword secondarie e correlate, così da poterle usare per contenuti che scaleranno i risultati dei motori di ricerca.

Anche la struttura della pagina web è soggetta a miglioramenti e un ruolo importante è svolto dai tag SEO, come title e header, che permettono di organizzare le informazioni da fornire a utenti e motori di ricerca, così che siano scansionabili più facilmente. Le keyword principali dovranno quindi apparire in tag title, slug URL e titoli di pagina, mentre l’uso delle keyword correlate è consigliato negli header, cioè le sezioni H2, H3 o H4.

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SEO On Page: la user engagement

C’è poi il fattore della user engagement, che fa riferimento alle metriche da valutare per capire se la strategia SEO On Page applicata sia efficace o meno. Tra queste, ci sono le pagine per sessione, la frequenza di rimbalzo o bounce rate, è il Click-Through Rate (CTR). Questi parametri dipendono sia dai motori di ricerca che dal comportamento dell’utente e l’obiettivo è intervenire in ottica SEO per aumentare l’interazione e quindi l’engagement degli utenti sul proprio sito web.

Il numero di pagine per sessione, cioè le pagine del sito visitate da un singolo utente prima di abbandonarlo, permette di comprendere quali sono gli eventuali errori nel sito che portano l’utente a non navigarlo. Potrebbe trattarsi di errori nel funnel di vendita, oppure di articoli di un blog che non generano interesse. La frequenza di rimbalzo indica la soddisfazione degli utenti su una landing page: più è alta, meno la pagina crea engagement. Analizzando le pagine con bounce rate elevato, si potranno capire gli aspetti su cui intervenire per migliorare anche le pagine per sessione.

Infine, c’è il CTR, cioè la prima interazione che un utente ha con il sito web. Quando questo valore è basso, significa che l’utente non ha trovato interessanti o rilevanti per la sua ricerca la meta description e il title tag che appaiono in SERP. Migliorare questi aspetti con tag di lunghezza adeguata, permetterà di attirare più utenti.

SEO On Page: la struttura tecnica e link building

Un’analisi SEO On Page deve tenere conto anche della struttura tecnica del sito e delle attività di link building. Un sito web che si carica lentamente, che non è responsive per i dispositivi mobili, dove le pagine non sono scansionabili dagli spider dei motori di ricerca e che non rispettano il protocollo HTTPS che garantisce la sicurezza delle transazioni, abbassano il posizionamento nella SERP.

Anche i link sono molto importanti per l’ottimizzazione del posizionamento, dato che guidano l’utente e gli spider dei motori di ricerca nei percorsi immaginati con la SEO tecnica. Per questo motivo, un broken link che porta a Error 404 danneggia e molto il sito. Utilizzare una sapiente attività di link building significa migliorare la navigabilità del sito web, e aumentarne così l’autorevolezza agli occhi degli algoritmi dei motori di ricerca, che lo premieranno con una posizione più alta nella SERP e maggiore visibilità per il brand.

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