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Come scrivere contenuti perfetti per un target giovane

Come scrivere contenuti efficaci rivolti a un target giovane, perfetti per conquistare la cosiddetta Generazione Z? Ecco un report e tante idee da cui prendere spunto

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Quando si parla di “target giovane” si fa riferimento generalmente a quella che, nel marketing, è definita come la Generazione Z. Questo gruppo è costituito da persone nate tra il 1997 e il 2012. Parliamo della prima generazione di “nativi digitali”, coloro che non hanno conosciuto il mondo senza tecnologia, nati e cresciuti in piena rivoluzione digitale. Questi consumatori sono molto interessanti per tutte le imprese che operano online, magari tramite un e-commerce. Worldz ha realizzato un’analisi per chiarire il rapporto tra e-commerce e Gen Z, questa indagine può essere un utile spunto di partenza per capire quali sono i contenuti più coinvolgenti, persuasivi ed efficaci per questi utenti ed elaborare una strategia di content marketing ad hoc.

E-commerce e Generazione Z: il report

Gli utenti più giovani non conoscono la differenza tra mondo prima e dopo il digitale e, forse anche per questo motivo, si trovano perfettamente a loro agio con gli acquisti online: preferiscono l’e-commerce al punto vendita e scelgono prettamente i pagamenti digitali. L’esperienza d’acquisto è importante quanto il prodotto. Inoltre, sono molto attenti ai valori posseduti e trasmessi dal brand e scelgono dove fare shopping anche in base al servizio clienti. Inoltre, tendono a parlare con amici e coetanei dei brand e negozi, suggerendo i migliori e mettendo in guardia da quelli in cui non hanno avuto una buona esperienza.

Il passaparola e il bisogno di creare e sentirsi in una community sono molto forti. Ecco perchè lo storytelling e la creazione di contenuti sono fattori fondamentali per un’impresa che si rivolge proprio ad un target giovane, quello che va dai 18 ai 24 anni.

Scrivere contenuti per la Generazione Z: come fare

Come anticipato, la Generazione Z è quella composta dai nativi digitali per eccellenza, coloro che quotidianamente inventano nuovi contenuti e un nuovo linguaggio per interagire col mondo, perciò il miglior modo di comunicare con loro è ascoltarli e prendere ispirazione dai termini usati, dalle espressioni e dal loro modo di parlare. Ma soprattutto usare gli stessi canali che presidiano, come TikTok. Il linguaggio di evolve, i canali cambiano e quindi anche i contenuti devono essere flessibili, il piano di content marketing deve essere monitorato e modificato in base ai trend del momento.

La generazione di giovani non sceglie il prodotto ma il brand, la sua identità, i valori proposti. Ecco perchè i contenuti devono emozionare, toccare particolari corde, come quella legata all’inclusività o alla tutela per l’ambiente. L’empatia con i consumatori, la presenza e la vicinanza con le esigenze dei più giovani sono aspetti che vengono sempre più considerati.

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Woke-washing: cos’è e perchè evitarlo

Naturalmente la comunicazione deve essere sincera, non il frutto di opportunismo del momento. I consumatori si accorgono del cosiddetto “woke-washing” che avviene quando i brand appoggiano la “causa sociale” del momento senza possedere e rappresentarne davvero i valori, ma solo per trarre profitto. Temi come quelli del femminismo, diritti civili, ambiente vengono usati per conquistare in modo più facile il target, facendo leva sulla sua sensibilità. In realtà quando parliamo di “washing” non c’è alcun attivismo, ma solo un interesse per il profitto e per concludere più vendite.

Sono tante le imprese che negli ultimi anni sono state smascherate. Per abbracciare davvero determinati ideali occorre fare un lavoro più profondo, graduale, impegnarsi davvero in una causa, comunicando ai propri consumatori tutte le iniziative messe in atto, coinvolgendo i dipendenti e i collaboratori dell’azienda. L’obiettivo deve essere quello di contribuire davvero a una specifica causa non sfruttarla per un proprio tornaconto.

La diversità e l’inclusione sono temi molto sentiti dai giovani. Secondo il report “Getting to Know Gen Z: How the Pivotal Generation is Different From Millennials“, il 60% degli utenti tra gli 11 e i 20 anni si affida e supporta marchi che prendono posizione su cause sociali.

Generazione Z tra video e influencer marketing

Non bisogna, infatti, confondere la Generazione Z con i Millennial, sono consumatori completamente diversi e bisogna costruire contenuti specifici. Per esempio, i più giovani consumano soprattutto contenuti in formato video, lo fanno continuamente attraverso piattaforme diverse. Non guardano la tv tradizionale, tantomeno fruiscono dei classici spot, quindi una strategia di marketing basata sui mass media classici (come la tv) sarebbe completamente inutile. Inoltre, per le proprie scelte d’acquisto si affidano sempre più agli influencer, persone di spicco capaci di influenzare le decisioni dei più giovani e non solo.

Questi sono tutti gli elementi da prendere in considerazione quando si costruire una strategia di content marketing per la Generazione Z. Sono tante le aziende che si rivolgono a questa fascia di consumatori. Da dove partire? Dallo sviluppo di un e-commerce che incarni tutte le esigenze che abbiamo appena citato. Italiaonline supporta la tua attività nella progettazione e realizzazione di un negozio online professionale!

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