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Investimenti esteri in Italia: i dati sulle attività più interessanti

L'Italia è un Paese che attrae gli investitori esteri, ma ci sono ancora degli ostacoli da superare: ecco tutti i dati dell'Attractiveness Index di EY

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Quali sono i prodotti e servizi italiani più interessanti per gli investitori esteri? Questa domanda generalmente affiora nelle menti degli imprenditori che desiderano allargare i propri confini. Per rispondere al quesito possiamo affidarci ai tanti report di settore, uno dei più accreditati e aggiornati è l’Attractiveness Index di EY. Durante il 2020 gli investimenti sono aumentati del + 5% anche se la quota di mercato del nostro Paese rimane ferma al 2% rispetto ad altre nazioni europee. Quei cinque punti di percentuale rappresentano però un importante segnale per la riprese dell’economia italiana: l’Italia è attraente per gli investitori esteri e i brand italiani non possono ignorarlo.

Investimenti esteri: da dove provengono

I servizi e prodotti più interessanti per gli investitori mondiali sono sono soprattutto i Servizi B2B, che si aggiudicano la quota del 13%. A questo seguono software, IT, logistica e vendita B2B. Gli investimenti provengono soprattutto dagli Stati Uniti (24%) ma sul podio troviamo anche Francia (16%) e Germania (12%) e si concentrano soprattutto verso imprese situate nell’Italia del Nord-Ovest (58%) seguita dal Centro (24%).

Investimenti esteri: quali sono gli ostacoli

nonostante il trend sia in crescita, rimangono delle criticità che fungono da deterrente:

  • incertezza sulla regolamentazione legata a investimenti provenienti da Paesi stranieri (56%)
  • troppa burocrazia (55%)
  • tasse eccessive

Questi sono i tre principali motivi per cui molti investitori preferiscono guardare altrove. L’Italia dovrebbe invece incentivare queste attività che portano ricchezza a tutto il territorio. Quindi, la riduzione delle tasse, la semplificazione degli iter burocratici legati alle operazioni di investimento, ma anche il sostegno alle piccole e medie imprese e la riduzione del costo del lavoro sono aree su cui il nostro Paese deve lavorare. Questo è quanto consigliano i manager delle società che vorrebbero investire in Italia. Chi già lo fa, vorrebbe invece, maggiori politiche volte alla sostenibilità ambientale (35%) e interventi sul costo del lavoro (20%) giudicato davvero troppo alto. Nonostante le difficoltà, c’è ottimismo sul futuro. Il 48% del campione vuole investire in futuro nel nostro Paese, mentre addirittura il 60% pensa che tra tre anni l’Italia sarà ancora più attrattiva.

Marco Daviddi, Mediterranean Leader per l’area Strategy and Transactions di EY ha commentato così il report:

“Gli investitori esteri guardano all’Italia con fiducia rinnovata ed ottimismo. Il 60% dei manager intervistati è infatti convinto che nei prossimi tre anni il Paese avrà migliorato la propria competitività a livello europeo, e quasi la metà si dichiara pronto a espandere le proprie attività sul nostro territorio”.

Se le autorità politiche devono rendere il nostro Paese più appetibile agli investitori esteri, anche le aziende devono migliorare la propria visibilità online. Per iniziare si può sviluppare o migliorare il proprio sito web istituzionale!

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