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Export digitale è la chiave della ripresa: i dati parlano chiaro

L'internazionalizzazione è la chiave di ripresa dopo le restrizioni legate al Covid-19. Anche le aziende italiane sono interessate a questa attività

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Dopo il difficile periodo legato al Covid-19, i Paesi di tutto il mondo stanno riaprendo le frontiere, per lo meno per quel che riguarda la circolazione di prodotti. L’internazionalizzazione è una cruciale chiave di ripresa, proprio come afferma la nuova ricerca condotta da Alibaba Group, realizzata in partnership con YouGov. Il report rivela un divario: il 52% delle piccole e medie imprese dell’Unione Europea esporta i propri prodotti verso altri Paesi europei. Tra queste, circa il 54% ammette che l’export digitale ha un ruolo fondamentale per la permanenza e crescita nel mercato di riferimento, sempre più affollato e competitivo. Le aziende europee contano di ripartire normalmente con l’attività di export una volta terminata la pandemia: ecco tutti i dati dichiarati dal report.

Internazionalizzazione: gli ostacoli secondo le PMI europee

Nonostante ci sia una ripresa di diversi settori, molte aziende non stano sfruttare pienamente tutte le opportunità fornite dall’export digitale, nonostante la richiesta di prodotti europei a buon prezzo sia aumentata. Per le PMI europee gli ostacoli sono diversi: non si hanno i mezzi e le risorse adatte, nè l’organizzazione interna in grado di affrontare un’espansione del business. Inoltre, per il 19% del campione i costi di trasporto sono eccessivi, mentre per il 18% il personale e le competenze scarseggiano; il 15% è preoccupato circa la mancanza di una normativa che regolamenti in modo dettagliato le operazioni dedicate all’internazionalizzazione.

Il 42% delle aziende ritiene necessario semplificare la burocrazia e in questo caso chiedono l’aiuto dei governi. Infine, più dell’80% delle PMI dell’Unione Europea che già vende a livello internazionale valuta positivamente i marketplace, che aiutano ad esportare molto più rispetto a un sito web indipendente, almeno nella prima fase. Quindi piattaforme come Amazon possono aiutare le PMI a farsi strada nei mercati europei, ma una volta acquisita una certa identità anche all’estero è consigliabile avviare un e-commerce proprietario e curare maggiormente l’immagine del brand.

Export: come lavorano le PMI italiane

La ricerca si concentra anche sulle attività delle imprese nostrane: il 60% ha esportato all’interno dell’Unione Europea, mentre circa la metà (il 32%) si è spinta fino agli Stati Uniti, e solo il 21% vende anche in Cina. Sono ancora tante le aziende che ritardano l’esordio in mercati internazionali per paura o per colpa del Covid-19 (20%) mentre altre non comprendono i regolamenti locali (19%) oppure ritengono difficile la gestione della logistica, dei servizi e dei trasporti (24%). Infine, molte PMI ritengono necessario l’assistenza finanziaria per creare negozi online e l’accessibilità dei pagamenti transfrontalieri (35%). Infatti, per garantire il successo dell’internazionalizzazione è cruciale creare un sistema di pagamenti digitali internazionale, condiviso da tutti i Paesi dell’Europa.

Insomma, l’allentamento delle restrizioni legate al Covid-19 rappresenta sicuramente un vantaggio ma le piccole e medie imprese intenzionate ad esportare devono organizzarsi adeguatamente e dotarsi degli strumenti adatti. Italiaonline fornisce i servizi necessari, come la realizzazione di un e-commerce adatto anche a vendere online all’estero.

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