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E-commerce, sempre più italiani lo utilzzano, ma la consegna resta un problema

I consumatori sono più assidui e consapevoli: ora è il momento di lavorare su più fronti e offrire un’esperienza completa e soddisfacente

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Il confinamento domestico avvenuto durante l’emergenza da Covid-19 ha modificato numerose abitudini e tanti comportamenti. Lo ha fatto improvvisamente ma i suoi effetti si sentiranno anche a lungo termine. Per esempio, durante la quarantena molti consumatori hanno provato per la prima volta lo shopping online, altri hanno frequentato in modo più assiduo gli e-commerce. Tant’è che nei primi sei mesi del 2020 il commercio elettronico ha avuto un vero e proprio boom.

Allo stesso tempo, l’ondata di acquisti online ha fatto emergere in modo ancora più chiaro quali sono i limiti del sistema. Una delle maggiori criticità, soprattutto in Italia, è la consegna dei prodotti. L’indagine condotta da Ipsos Strategy 3 – nuova divisione del Gruppo Ipsos – ha fatto una panoramica della situazione attuale, cercando di capire quali sono i punti da migliorare e anche le tendenze del futuro per quanto riguarda il commercio elettronico.

E-commerce in quarantena: dati del Gruppo Ipsos

Durante l’emergenza sanitaria, tre italiani su quattro hanno effettuato almeno un acquisto online, integrando l’e-commerce tra le abitudini quotidiane, preceduto solo dal tempo trascorso con la famiglia e gli amici o quello dedicato alle proprie passioni e all’informazione.

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Secondo David Parma, componente principale della Divisione Strategy 3 in Italia: “Il Covid ha avuto un impatto epocale sull’e-commerce italiano, che non ha paragoni negli altri Paesi europei. L’Italia è il Paese in cui la frequenza delle pratiche di shopping online è aumentata di più negli ultimi mesi, segnando addirittura un +31%. Si tratta di un dato quasi doppio rispetto a Francia (+16%) e Regno Unito (+18%), Paesi dove eCommerce in fase più matura hanno avvertito meno il fattore lockdown. Per chi fa business oggi l’eCommerce è passato da nice-to-have a must-have nell’arco di pochi mesi”.

L’indagine rassicura gli imprenditori: la tendenza non si fermerà ma anzi è destinata a rafforzarsi. Infatti, il 37% degli italiani ha intenzione di acquistare online nei prossimi 6-12 mesi e intraprendere, in generale, uno stile di vita in cui il digitale riveste un ruolo importante. Per esempio, la tendenza è quella di usare piattaforme di delivery per acquistare cibo e altri beni oppure abbandonare progressivamente il contante a favore della carta e altri strumenti innovativi.

E-commerce: cosa acquisteranno gli italiani?

La ricerca si sofferma anche sulle abitudini di acquisto e sulla tipologia di prodotto destinata ad avere un aumento di richiesta online. Secondo Ipsos Strategy 3 è destinata ad aumentare del 44% la spesa dedicata alla pulizia della casa e cura della persona, che è una diretta conseguenza legata al bisogno di igiene maturato durante la pandemia. Inoltre, l’e-commerce rappresenterà un porto sicuro per l’acquisto di alimenti, che aumenterà del 31% ma anche di medicinali (29%).

La tendenza a fare la spesa online rappresenta una novità importante: fino all’anno scorso coloro che si affidavano a questo tipo di servizio erano ancora pochi, ma con la Quarantena questa è diventata una necessità per tante persone. Aumenteranno anche gli acquisti in abbigliamento (44%) ed elettronica (34%). Insomma, il consumatore è sempre più consapevole delle opportunità offerte dal commercio elettronico, come sostiene lo stesso Parma: “La tendenza che rileviamo nelle nostre indagini internazionali ci descrive uno shopper più consapevole di quanto spende quando fa acquisti rispetto al periodo pre-Covid (60%). Più in particolare, l’emergere di una maggiore coscienza dell’equazione qualità-prezzo sta portando i consumatori a dedicare sempre più tempo alla ricerca di prodotti in rete (45%) e più attenzione a controllare i prezzi negli e-commerce (30%)”.

Criticità dell’e-commerce: la consegna

L’indagine naturalmente oltre a far risaltare gli aspetti positivi ha rilevato anche alcune criticità su cui è necessario lavorare. Tra queste spicca il problema della consegna, indicato da 1 italiano su 2. Per il 44% dei consumatori le tempistiche sono troppo lunghe e in alcuni casi non si sono ricevuti i prodotti (11%) oppure sono arrivati danneggiati (4%). Occorre quindi impegnarsi per risolvere questo problema legato alla logistica.

Parma mette in luce anche la necessità di migliorare la personalizzazione dei prodotti, facilitare la vendita direct to consumer e usare in modo più strutturato e stabile i social network per l’attività dell’impresa. Insomma, le opportunità di vendita sono aumentate e ora è il momento che anche le aziende italiane alzino l’asticella offrendo esperienze multicanale davvero soddisfacenti.

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