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E-commerce e social salvano il lavoro degli artigiani

La ricerca #RestartItalia rivela l’importanza del digitale per le aziende durante il Covid-19: molti commercianti e artigiani hanno continuato a lavorare grazie ai social e agli e-commerce

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L’emergenza Covid-19 ha provocato danni a diversi settori economici, tra i più colpiti spiccano gli artigiani e i commercianti, che improvvisamente sono stati costretti a chiudere i loro laboratori e bloccare la vendita di prodotti e manufatti. Fortunatamente molti di loro non si sono arresi e hanno continuato ad operare soprattutto grazie ai social network e agli e-commerce.

Il ruolo di questi canali è stato analizzato dalla ricerca #RestartItalia condotta da Wwworkers e Tree, con l’aiuto di AGIA (Associazione Giovani Imprenditori) di Cia-Agricoltori Italiani e GammaDonna. La ricerca ha preso in esame 400 piccole imprese commerciali italiane che durante la chiusura forzata hanno convertito la produzione o trovato soluzioni alternative per continuare a operare. Questi casi potrebbero segnare la via per un nuovo modo di fare valido anche in futuro.

Covid-19: ecco come le imprese hanno usato i social network

Secondo una ricerca di Confcommercio, i consumi di aprile sono crollati del 47,6% rispetto al 2019 provocando un -16% di PIL. Nonostante la situazione, molti esercenti si sono rimboccati le maniche e non si sono arresi alla chiusura. Tanti di loro hanno trovato soluzioni per continuare a lavorare.

La ricerca #RestartItalia di Wwworkers si è soffermata proprio sulla situazione delle imprese durante il Covid-19, mettendo in evidenza che il 27% del campione ha chiuso, il 31% ha scelto di ridurre ma non bloccare la produzione e il 16% ha riconvertito prodotti e servizi, cambiando anche i modelli di vendita.

Il 70% degli imprenditori ha affermato che il ruolo della rete è stato fondamentale per rimanere in contatto coi clienti. Giampaolo Colletti, fondatore di Wwworkers ha definito il digitale un “moltiplicatore di opportunità” e non un elemento accessorio come invece potrebbe sembrare. Internet ha quindi riscritto il modo di relazionarsi dei venditori e ha permesso di sviluppare nuove abitudini.

Andando nello specifico, il 42% degli intervistati ha sfruttato il digitale per sviluppare nuovi modi di vendere e comunicare, mentre l’87% ha puntato ai social network e alle app di messaggistica per comunicare in modo più veloce con i clienti. Applicazioni come Telegram o WhatsApp hanno fatto un vero e proprio boom: sono state usate dal 32% degli intervistati, mentre il 16% ha realizzato per la prima volta dei video promozionali su YouTube e il 32% ha fatto almeno una diretta in live streaming. Facebook è il social network più usato: è stato scelto dal 93% delle aziende.

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E-commerce: un’ancora di salvezza durante l’emergenza

Un altro canale fondamentale per le aziende durante la quarantena è stato l’e-commerce. #RestartItalia ha rilevato che i siti di vendita online sono stati usati dal 39% degli intervistati.

Le modalità di impiego sono molto varie e vengono sviluppate in base alle risorse disponibili e obiettivi. La ricerca si è soffermata su alcuni casi specifici, riuscendo a individuare così le imprese più reattive, quelle che hanno sfruttato la rete per continuare a operare o addirittura crescere.

Per esempio, Daje Shop a Roma ha sviluppato una piattaforma basata sul cosiddetto e-commerce di prossimità: il sito permette agli utenti di fare un acquisto presso il proprio negozio di quartiere preferito e ricevere l’ordine direttamente a casa. L’obiettivo è quello di sostenere le attività locali, anche quelle che non dispongono di un e-commerce proprietario.

Un altro caso interessante è Mulinum che durante il Covid-19 ha venduto la sua farina in tutta Italia proprio grazie ad un e-commerce ricco di prodotti e idee. Il negozio online propone anche i kit per fare la pizza in casa, cogliendo così uno dei maggiori trend dell’isolamento forzato. Grazie a prodotti e idee di qualità ha maturato circa 500 ordini al giorno.

Non mancano poi i casi di riconversione produttiva: il Progetto Quid ha iniziato a produrre mascherine certificate e le ha vendute online. Il Maglificio Angorelle ha addirittura creato un servizio di personal shopping da remoto. In che modo? È bastato sfruttare le tanto gettonate videochiamate per mostrare al cliente interessato l’abbigliamento del negozio. Insomma, le aziende vincenti sono quelle che hanno sfruttato le opportunità dell’e-commerce e dei social network aggiungendo altri servizi assolutamente innovativi e perfettamente aderenti alle necessità del momento.

Il segreto infatti è proprio questo: scegliere uno o più canali digitali su cui operare e trovare le soluzioni ideali ad hoc, per stabilire un rapporto di fiducia e stima coi clienti.

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