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Decreto Ristori: cambiano requisiti per ottenere contributo

I requisiti per ottenere il contributo a fondo perduto dal Decreto Ristori sono cambiati: tutte le novità annunciate dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri

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Iniziano a emergere nuovi dettagli sul Decreto Ristori 5 su cui sta lavorando il governo Conte. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha annunciato alle commissioni Bilancio di Camera e Senato alcuni dei provvedimenti previsti nel decreto, tra cui nuovi requisiti per l’ottenimento dei contributi a fondo perduto per le attività più colpite dalla crisi dettata dall’emergenza Covid-19. Tra le misure al vaglio del governo anche una proroga per l’accesso agli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, da parte delle imprese e nuovi criteri per lo stop ai licenziamenti dei dipendenti. Camera e Senato hanno approvato lo scostamento di Bilancio da 32 miliardi di euro per finanziare le misure del quinto Decreto Ristori e l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri è prevista per la settimana dal 25 gennaio 2021.

Decreto Ristori e contributi a fondo perduto: i nuovi requisiti

Cambiano i requisiti per accedere ai contributi a fondo perduto destinati alle attività che sono state colpite dalle misure anti-Covid. Il ministro Gualtieri durante l’audizione alle commissioni Bilancio ha confermato che il criterio applicato sarà diverso da quello dei precedenti provvedimenti emanati per i ristori.

Non si terrà più conto dei codici Ateco delle attività, ma la perdita di fatturato, prendendo come riferimento un periodo più ampio rispetto a quello fissato ad aprile 2020. Il ministro dell’Economia ha specificato che il nuovo meccanismo dei ristori sarà basato sulla valutazione della perdita di fatturato dell’intero 2020, tenendo conto anche dei precedenti contributi che sono già stati incassati dalle imprese e dalle partite IVA, così da poter intervenire anche su situazioni al limite o in cui le attività possano essere state penalizzate.

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Al vaglio del governo anche la soglia di fatturato che darà diritto ai nuovi ristori, che potrebbe essere innalzata rispetto a quelle fino a oggi previste. Una delle possibili soluzioni ricalca il modello francese, dove il calo di fatturato che permette di accedere ai contributi statali è tra il 50% e il 75%, spiega il ministro: “Uscire dal perimetro dei codici Ateco e studiare criteri più generali richiede soglie adeguate, perché dobbiamo utilizzare risorse che non sono infinite”.

Nessun dettaglio invece è emerso per i risarcimenti dei professionisti iscritti a ordini e albi, ma solo la conferma dal governo che si sta lavorando anche allo studio di misure adeguate a questa categoria.

Decreto Ristori 5: cassa integrazione e stop ai licenziamenti

Il Decreto Ristori in arrivo prevede misure anche a tutela dei dipendenti delle aziende, con l’arrivo di altre settimane di cassa integrazione, che si aggiungono a quelle già utilizzabili fino a marzo 2021, e che potrebbero essere addirittura altre 26 settimane.

Il governo sta studiando anche una proroga dello stop ai licenziamenti, inserendo però un meccanismo più selettivo. Al momento, la legge di Bilancio prevede il blocco dei licenziamenti fino al prossimo 31 marzo per tutte le imprese, ma forse la proroga potrebbe riguardare solo le aziende nei settori che maggiormente sono stati colpiti dalle misure anti-Covid.

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