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Come usare al meglio Google Analytics ed evitare gli errori più comuni

Comprendere gli errori più comuni nell’utilizzo di Google Analytics ti permette di massimizzare la tua attività online. Ecco cosa sapere in questo articolo di Italiaonline.

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Usare Google Analytics ed evitare gli errori più comuni è determinante per garantire alle aziende di ottenere risultati sulla propria attività online. Il tool di Google è uno strumento imprescindibile per qualsiasi attività web, ma spesso può rivelarsi ostico per chi non mastica al meglio le nozioni informatiche. Come fare per gestire al meglio Google Analytics? Ecco i consigli di Italiaonline sugli errori assolutamente da evitare.

Google Analytics: cos’è e perché è così importante

Prima di analizzare nel dettaglio come usare Google Analytics e come evitare gli errori più comuni cerchiamo di capire cos’è questo tool e qual è il suo enorme potenziale.

Google Analytics è uno strumento completamente gratuito che Google mette a disposizione di chi gestisce siti web per monitorare, analizzare e valutare la propria attività online. Per raggiungere questo scopo mette a nostra disposizione una serie di statistiche, metriche e strumenti analitici determinanti per comprendere se la nostra strategia digitale sta portando dei risultati.

L’importanza di Google Analytics è evidente per qualsiasi azienda che ha un presidio web. Attraverso questo strumento è possibile, ad esempio, comprendere il volume di traffico generato dal proprio sito, capire il numero di conversioni, la frequenza di rimbalzo, i dati di acquisizione e di comportamento degli utenti.

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Errori da evitare: come usare Google Analytics al meglio

Ecco nel dettaglio alcuni errori tra i più comuni nell’utilizzo di Analytics. Si tratta di errori che, lo ricordiamo, possono pregiudicare una corretta analisi dell’attività del proprio sito.

  • Configurazione errata: la configurazione di Google Analytics è di per sé abbastanza semplice e guidata dal percorso creato dagli ingegneri di Google. E’ innegabile però che un errore in questa fase iniziale può compromettere totalmente le proprie campagne di marketing. Il primo passo è capire nel dettaglio la fondamentale differenza tra “Account”, “Proprietà” e “Vista”. L’”Account” rappresenta l’azienda. Ovviamente è possibile creare un account Google a nome dell’azienda per impostare Analytics. La “Proprietà” rappresenta il sito dell’azienda. Un brand può avere anche più siti e diverse attività. Nel caso è quindi necessario creare diverse “Proprietà”.
  • Monitoraggio non correttamente impostato: per fare in modo che ogni pagina del sito restituisca i dati necessari alle valutazioni un errore da evitare è quello di non inserire correttamente i codici nelle sorgenti delle pagine web. Può essere un lavoro svolto in autonomia per chi è esperto di linguaggio informatico, altrimenti affidato ad un professionista del settore. L’importante è non sbagliare.
  • Analisi non costante dei dati: che senso ha utilizzare Google Analytics senza analizzare costantemente i dati? Molte aziende non danno la giusta importanza all’enorme mole di informazioni restituita da Analytics, precludendosi così la possibilità di migliorare e ottimizzare le campagne. Non solo, un altro errore comune è quello di non confrontare i dati tra loro. Il commercio, si sa, è fatto anche di momenti stagionali, di variabili decisive che vanno oltre alla campagna stessa. E’ importante conoscerle approfonditamente per avere successo.
  • Non impostare gli obiettivi: qual è il succo del successo? Porsi degli obiettivi, raggiungerli e possibilmente superarli. In Google Analytics c’è la possibilità di impostare degli obiettivi a medio o lungo termine. Solo in questo modo si riesce ad estrapolare il massimo dalle informazioni che restituisce il tool. Chi non lo fa si limita ad analizzare le statistiche senza capire se queste riportano risultati positivi o negativi per il proprio business.
  • Non considerare i diversi device: un contenuto ben visualizzato su desktop non è per forza performante anche su smartphone. Viceversa può succedere che una campagna su dispositivi cellulari ottenga più conversioni che una su desktop o tablet. E’ importante presidiare e comprendere al meglio le performance dei diversi device, anche perché richiedono il più delle volte degli accorgimenti grafici completamente differenti per performare.
  • Non dare la giusta attenzione alle conversioni: qual è lo scopo finale di una campagna? Vendere, ottenere visibilità, convertire. Questo non lo si può sapere se non si dà la giusta importanza al monitoraggio delle conversioni, ovvero a come si comportano gli utenti sul proprio sito web.

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