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Carrello abbandonato: come scrivere le email di recupero

Le email di recupero del carrello abbandonato sono una vera e propria strategia di marketing che ogni e-commerce dovrebbe adottare per massimizzare le sue possibilità di finalizzare le vendite. Ecco come scriverle correttamente

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Sono molti gli aspetti che possono influenzare l’andamento di uno store e-commerce: dagli aspetti tecnici del sito web alla persuasività e completezza delle descrizioni prodotto, dall’affidabilità dei sistemi di pagamento all’efficacia delle campagne promozionali.

La gestione delle email di recupero dei carrelli abbandonati è uno degli elementi che non dovresti sottovalutare quando punti ad ottimizzare il successo del tuo e-commerce. Ecco come creare email di recupero perfette, per non perdere nemmeno un’occasione di vendita.

Cosa sono le email di recupero carrello abbandonato?

Quando si parla di email di recupero ci si riferisce a quei messaggi inviati via posta elettronica ai clienti che hanno aggiunto prodotti al loro carrello senza però completare la fase di check-out ed effettuare l’acquisto del prodotto.

Sono uno strumento potente, che offre l’opportunità di non perdere il contatto con il potenziale cliente, ricordandogli i motivi che lo hanno attratto verso il prodotto e risolvendo con tempestività eventuali problemi nel check out che egli potrebbe aver riscontrato, come procedimenti troppo complessi o intoppi nel sito stesso.

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Lungi dall’essere semplici messaggi di servizio, le tattiche di remarketing del carrello abbandonato sono strumenti dall’efficacia sorprendente, poiché vanno a intercettare un’audience già estremamente vicina alla soglia di conversione.

Secondo i più recenti studi nel settore del commercio elettronico, si stima che in media circa il 69% dei consumatori abbandoni il suo carrello dopo averlo creato, per differenti motivi che vanno dalla volontà di effettuare più ricerche prima di acquistare, alla mancanza contingente di tempo per portare a termine l’operazione di acquisto.

Andando a colpire un target particolarmente interessato, le email di recupero carrello abbandonato hanno un tasso di apertura decisamente elevato (circa il 40%) che porta ad un alto livello di click ed a conversioni che si muovono attorno al 2%.

Automatizzare quindi un sistema di recupero carrelli è d’obbligo: con l’ausilio dei più comuni software di email marketing automation è possibile creare flussi di email perfette per lo scopo. Come organizzarle al meglio? Ecco qualche consiglio.

Non attendere troppo per inviare le email di recupero e sii chiaro

Premettendo che ogni buona strategia di marketing debba basarsi su test, esperimenti pratici ed una raccolta accurata di dati specifici per prodotto, brand e settore, numerosi studi concordano sul fatto che le email di recupero del carrello abbandonato siano più efficaci quando inviate dopo circa un’ora dall’abbandono da parte del potenziale cliente. Le conversioni maggiori si rilevano infatti proprio per quelle mail recapitate dopo questo lasso di tempo.

Quando formuli il contenuto della tue email di recupero, assicurati di essere chiaro e diretto, mantenendo un tono leggero e frizzante, anche se pur sempre professionale. Banditi toni disperati e sensazionalistici, così come le false promesse. Un messaggio conciso ed una call to action definita saranno sufficienti per farti ascoltare, unite ovviamente ai tuoi migliori recapiti, ai quali i clienti potranno contattarti in caso di necessità.

Sii curioso e disponibile: un approccio da servizio clienti

E’ possibile utilizzare nelle tue email di recupero carrello abbandonato un approccio simile a quello di un vero servizio clienti, interessato a conoscere e gestire le problematiche della clientela.

Nella prima email di recupero cerca di capire perché gli utenti non hanno concluso i loro acquisti: ciò ti sarà utile per scoprire le principali problematiche del tuo e-commerce e risolverle quanto prima, ma anche per fornire una reale assistenza ai potenziali clienti che desiderano procedere nella loro customer journey. Un tone of voice sincero e semplici domande quali “Come possiamo aiutarti?” fungeranno da ottimo stimolo per i tuoi clienti.

Non dimenticarti di inserire nelle tue email link utili come quello alla sezione FAQ del tuo sito o alle modalità di contatto dell’assistenza clienti, ed incorpora sempre anche un predominante link diretto per ritornare al carrello abbandonato. Procedure snelle di acquisto e pagamento completeranno l’efficace lavoro di recupero del cliente, favorendone la fidelizzazione.

Personalizza i tuoi contenuti

Un’attività di remarketing del carrello abbandonato prevede un buon livello di personalizzazione. Se in tuo possesso, utilizza nella tua email di recupero il nome proprio del tuo cliente, ed il nome dei prodotti abbandonati: ciò renderà i tuoi messaggi più familiari e convincenti.

Includi inoltre sempre delle immagini di ottima qualità dei prodotti a cui il cliente era interessato e non esitare ad accompagnarle con interessanti suggerimenti su altri prodotti dello store in linea con quelli già presenti nel carrello: si tratta di funzioni facilmente implementabili con i più moderni software di email automation.

Crea il giusto senso di urgenza e scarsità

La paura di restare esclusi da qualcosa è una delle leve di marketing più potenti ed utilizzate: la cosiddetta FOMO o “fear of missing out” è in grado di spingere gli utenti a concludere i loro acquisti nel minor tempo possibile. E’ possibile creare in loro una bruciante sensazione di scarsità, sottolineando come il prodotto da loro adocchiato stia per terminare tra le tue scorte in magazzino, oppure ricorndando loro che i pezzi in offerta sono limitati a pochi elementi.

Per instillare inoltre la persuasiva sensazione di urgenza puoi indicare il numero di utenti che hanno visitato la stessa pagina prodotto nell’ora precedente: tutti stimoli molto utilizzati nel marketing emozionale che spesso inducono ad agire rapidamente e recuperare il carrello da dove lo si era lasciato.

Usa recensioni e commenti dei clienti: social proof convincente

Per essere ancora più convincente puoi aggiungere nella tua email di recupero qualche testimonianza di clienti soddisfatti o recensioni positive dei consumatori che hanno già provato il prodotto oggetto del carrello abbandonato. Le opinioni di altri utenti sono spesso un fattore decisivo nelle decisioni di acquisto, come ammesso da molti consumatori che affermano di aver acquistato un prodotto solo dopo aver consultato le sue recensioni.

Accompagna ogni prodotto nel carrello abbandonato con una breve testimonianza, che fungerà da performante social proof e aumenterà i contenuti generati dagli utenti, nonché le tue chance di recuperare il cliente e convertirlo.

Crea call to action ben studiate

Il ruolo delle call to action è predominante in ogni campagna di marketing: non è sufficiente inserirle, ma è importante capire quante inserirne nei propri contenuti, dove inserirle esattamente e quali termini usare per invitare all’azione. Una buona call to action per una email di recupero carrello abbandonato dovrebbe essere una, chiara e collocata in una posizione molto facilmente cliccabile del corpo della mail.

Un bottone grande e ben armonizzato con il resto del design è ottimo, purché risalti ed attiri l’attenzione. Molti consigliano di inserirlo più in alto possibile nella mail di recupero, in modo che sia visualizzabile e cliccabile senza effettuare nemmeno uno scroll del messaggio.

Fai attenzione alla deliverability delle tue email

E’ fondamentale non dare ai server di posta l’idea che la tua email di recupero sia un tentativo di spam. Sono numerose le regole da seguire per creare email a prova di filtri anti-spam, tra le quali evitare caratteri sospetti e messaggi ingannevoli nell’oggetto e non utilizzare mail link shortener per inserire URL abbreviati nella tua email: potrebbero sembrare al server tentativi di phishing

Anche la migliore strategie di recupero carrelli abbandonati ha infine bisogno di un passo fondamentale per funzionare: essere testata, monitorata e corretta in base ai dati raccolti. Ogni scelta ed aggiustamento in corso d’opera dev’essere guidato da KPI e numeri precisi, e non da sensazioni e impressioni personali. Report, A/B test e statistiche saranno i tuoi più fedeli alleati nella costruzione di email di recupero carrelli abbandonati davvero performanti.

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