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Una PMI su tre non ha un sito web: i dati di Confcommercio

Dallo studio emerge la necessità di affidarsi al digitale per sopravvivere e crescere in un mercato sempre più complesso, in particolare dopo la crisi sanitaria

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Espressioni come digitalizzazione o trasformazione tecnologica sono sulla bocca di tanti imprenditori. Il ricorso a tali termini si è intensificato negli ultimi mesi, quelli che hanno visto le imprese – e tutta la società – combattere contro un virus minuscolo quanto distruttivo.

Durante la pandemia, molte aziende si sono affidate a strumenti digitali, come l’e-commerce, riuscendo così a non fermarsi. Accanto a questi esempi positivi, esistono però tante aziende che non hanno neanche un sito web istituzionale. Probabilmente tali imprenditori non sanno che oggi avere un sito web non è semplicemente un’opportunità, ma una vera e propria necessità. Confcommercio ha realizzato uno studio a tal proposito, rilevando che su 200 PMI italiane del terziario, una su tre non ha un sito web. La ricerca è stata presentata ufficialmente in occasione del webinar “Il ruolo del digitale nel post Covid” organizzato da Edi Confcommercio e Tim.

Avere un sito web: necessità impellente dopo il Covid-19

Lo scoppio della pandemia globale ha avuto un enorme impatto sulle aziende di tutto il mondo e soprattutto su quelle italiane, che sono state tra le prime a subire gli effetti della crisi. Chiusure improvvise, riduzione della produzione, distanziamento e misure anti-contagio: a partire da marzo 2020 le imprese hanno dovuto sviluppare un nuovo modo di operare e gestire il cliente, molte di queste sono state costrette a chiudere temporaneamente, altre a ridurre la produzione.

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Il Covid-19 ha chiarito quanto il digitale può rivelarsi una salvezza oggi più che mai: infatti solo le aziende pronte a trasferire l’offerta online o accettare pagamenti da remoto hanno potuto sostenere gli effetti della pandemia, purtroppo però non tutte erano preparate. Il virus ha messo in luce il ritardo dell’Italia circa la digitalizzazione delle aziende. Secondo l’indagine, per l’80% delle aziende intervistate il digitale è ormai necessario per vendere e comunicare con la clientela, anche se spesso viene vissuto come mero strumento di presenza in rete. Il 36% del campione dichiara di non avere un sito web, l’89% usa solo i social network a scopo promozionale, mentre per il 76% degli imprenditori sarebbe utile seguire dei corsi di formazione per acquisire competenze digitali.

Digitale e Covid-19: l’unione fa la forza

Un altro aspetto che emerge dall’analisi è il bisogno di collaborare tra diverse aziende: il 57% dichiara che oggi è necessario unirsi per fronteggiare la crisi. L’obiettivo è produrre qualità e conquistare così la fiducia del cliente, oltre a creare una filiera fatta di stima e rispetto reciproci. Inoltre, grazie alla collaborazione, le aziende possono mettere insieme le proprie competenze e interscambiarle in base agli obiettivi. Questo consente quindi di raggiungere risultati in un tempo minore, affidandosi anche a strumenti digitali e innovativi.

Connubio tra innovazione e crescita aziendale

Ma per crescere e diventare competitive, le aziende devono riconoscere la necessità di avere e sapere usare strumenti digitali. Paola Generali, Presidente di Edi Confcommercio ha valutato positivamente i dati, reputandoli molto interessanti: “In particolare mi ha colpito la voglia delle aziende di lavorare insieme, a dimostrazione che l’emergenza Covid rappresenta per loro un’opportunità per riprogettarsi, essere più competitive e creare una nuova economia. Obiettivo di Edi è supportarle in modo professionale puntando sulla concretezza”.

Durante il webinar è intervenuto anche Gian Paolo Manzella, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, che ha ribadito l’importanza di aiutare anche a livello statale la diffusione di una cultura digitale tra le imprese, attraverso iniziative di vario genere. Insomma, il virus ci ha proiettati in una nuova realtà, e solo chi riuscirà ad adattarsi potrà sopravvivere e crescere.

Uno degli strumenti fondamentali da impiegare durante tale processo di trasformazione e adattamento è proprio il digitale. Per tale motivo, le aziende che ancora non hanno un sito web dovrebbero recuperare il prima possibile: c’è in ballo la loro competitività, sopravvivenza nel mercato attuale e anche l’evoluzione dell’intero Paese Italia, che deve recuperare un profondo gap tecnologico con altre realtà mondiali.

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