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Strategia Nazionale Competenze Digitali: come funziona il Piano Operativo

L’Italia presenta il primo Piano Operativo per costruire le competenze digitali dei suoi cittadini e recuperare il gap con gli altri Paesi europei

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La trasformazione digitale delle aziende è in atto e l’Italia rischia di rimanere indietro, a causa della carenza di figure professionali che abbiano solide competenze digitali. In un mondo del lavoro che cambia sempre più repentinamente, spinto anche dallo smart working dettato dalle misure per contrastare la pandemia da Covid-19, diventa necessario colmare il gap che si è creato nell’ambito delle competenze digitali tra Italia e altri Paesi europei.

Per questo motivo, il ministro dell’Innovazione italiano Paola Pisano ha lavorato a stretto giro con il Capo dell’Unità della Digital Economy and Skills della Commissione Europea fino a presentare il Piano Operativo per mettere in atto la Strategia Nazionale Competenze Digitali, che si pone come obiettivo di azzerare questo gap entro il 2025. Quattro gli ambiti di intervento individuati dal Piano operativo: l’istruzione, la forza lavoro attiva sia nel privato che nel pubblico, lo sviluppo di competenze specialistiche ICT e l’innalzamento del livello di digital skill per la cittadinanza.

Strategia Nazionale Competenze Digitali: la struttura del Piano operativo

Il Piano operativo è stato elaborato con un metodo partecipativo dei diversi attori coinvolti nelle istituzioni sulla base delle 41 linee di intervento individuate nella Strategia Nazionale Competenze Digitali, concentrandosi su 4 aree di intervento principali i cui risultati saranno monitorati attraverso oltre 60 indicatori, basati sugli indici previsti dal Digital Economy and Society Index (DESI) della Commissione Europea e dai Digital Maturity Indexes (DMI) dell’Osservatorio Agenda Digitale.

Si tratta di un totale di 111 azioni per ognuna delle quali sono fissate le milestone e gli indicatori di risultato coi relativi obiettivi, così da poter tenere sotto controllo sia sul breve, medio che lungo termine l’evoluzione delle competenze digitali e i risultati effettivamente ottenuti nell’attuazione della strategia.

Strategia Nazionale Competenze Digitali: gli obiettivi entro il 2025

Le istituzioni si danno 5 anni per abbattere l’analfabetismo digitale della popolazione italiana e colmare il gap con gli altri Paesi europei. Entro il 2025 si intende attuare un percorso di cambiamento culturale per la digitalizzazione di tutta la società e raggiungere questi obiettivi:

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  • competenze digitali, almeno di base, per il 70% della popolazione, attuando un incremento significativa dall’attuale 42% registrato nel 2029 in Italia e azzerando il divario di genere
  • raddoppiare la popolazione con competenze digitali avanzate
  • triplicare il numero di laureati in materie ICT, soprattutto le donne, e raddoppiare la quota di aziende che utilizzano i big data
  • aumentare del 50% la quota di PMI che fanno ricorso alle figure professionali degli specialisti ICT
  • aumentare di 5 volte la quota di popolazione che utilizza i servizi digitali pubblici.

Competenze digitali: i quattro assi di intervento

Il raggiungimento degli obiettivi è articolato passo dopo passo nel Piano Operativo, che si sviluppa in quattro assi di intervento per ottenere il massimo risultato nei tempi previsti, e con particolare attenzione all’eliminazione del divario di genere favorendo l’inclusione digitale.

Istruzione e formazione superiore. Digitalizzare il Paese passa dalla scuola, attraverso l’attuazione del piano banda ultra larga e di ausili didattici che consentano di innovare gli ambienti di apprendimento. Gli studenti approcciano alle competenze e cultura digitale già nei primi anni di formazione, rafforzando i percorsi di orientamento e le nozioni nel settore dell’ICT. Anche i docenti di qualsiasi grado di istruzione dovranno costruire le proprie solide competenze digitali, grazie all’utilizzo del modello DigCompEdu e corsi di formazione continua.

Forza lavoro attiva. Nel settore privato si punta a potenziare le competenze digitali attraverso corsi di formazione e l’indirizzamento delle imprese alla trasformazione tecnologica, spingendo sull’innovazione a tutti i livelli con azioni come il Credito Imposta Innovazione 4.0 e la Digital Transformation. Nel settore pubblico, invece, è previsto il reclutamento di dirigenti che abbiano competenze digitali, oltre al reclutamento di dipendenti in grado di lavorare in una PA sempre più digitale.

Competenze specialistiche ICT. Il Piano prevede il sostegno alla formazione sul campo, al trasferimento tecnologico e alla nascita di startup, ad esempio consentendo ai dipendenti aziendali di trascorrere dei periodi in università o centri di ricerca per favorire lo scambio di conoscenze. E ancora, la creazione di percorsi di formazione ad hoc potenziando sia gli istituti tecnici superiori che i dottorati post-universitari.

Competenze digitali dei cittadini. Attuazione di percorsi formativi, anche all’interno delle istituzioni scolastiche, che consentano alla popolazione di avvicinarsi alla tecnologia e acquisire le skill digitali di base, soprattutto alle fasce di età adulta e anziana. Corsi e formazione da attuare con azioni come anche il Servizio Civile Digitale o le iniziative RAI per la cultura digitale.

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