Stare al passo con la SEO: soluzioni aggiornate e consigli

Andiamo a scoprire quali strategie SEO possono essere considerate ormai superate e quali invece sono efficaci per l'obiettivo: rendere performante il tuo sito Web.

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La SEO non si ferma mai. In altre parole l’ottimizzazione di un sito Web non è un’attività da flaggare come “completata” e poi abbandonare. Così facendo, infatti, si corre il rischio di non raggiungere un buon posizionamento in SERP, senza il quale si vanificano gli obiettivi di marketing impostati.

In questo articolo vogliamo evidenziare quali sono le tecniche SEO che possiamo accantonare perché non più performanti e quali invece sono quelle da implementare.

La Keyword Stuffing non funziona

Un tempo la ripetizione quasi ossessiva della parola chiave aveva buone possibilità di successo per l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Oggi questo non funziona più, semplicemente perché il motore di ricerca per eccellenza, Google, ha perfezionato progressivamente il suo algoritmo basato sulla maggiore capacità di apprendere dell’Intelligenza Artificiale.

La conseguenza diretta è che Google ha cominciato ad ‘amare’ la varietà di espressioni e i sinonimi e a penalizzare la Keyword Stuffing. Tale cambio di rotta deve fare riflettere chi si occupa di SEO e di Content Marketing. Se da un lato infatti la Keyword Research è ancora importante, dall’altro la sua importanza è subordinata all’analisi dell’intento di ricerca.

In sostanza, più che sulla parola chiave è importante concentrarsi sulle risposte da dare alla ricerca dell’utente e realizzare un contenuto il più possibile pertinente e soddisfacente. Aspetto questo che approfondiamo nel prossimo capitolo.

User is the King?

No, nessun spodestamento! Il contenuto è ancora il Re del Web, ma il suo modo di regnare è cambiato. Come tutti i monarchi ha dovuto mettersi al passo con i tempi e fare i conti con i suoi principali interlocutori: gli utenti del Web, piuttosto che il motore di ricerca.

Anche questo è un evidente cambio di paradigma lato ottimizzazione SEO. Si tratta di creare contenuti user friendly, strutturati per il lettore umano prima che per la macchina. Come si traduce tutto ciò nella pratica? Con alcune best practise ispirate ai seguenti principi:

  • Naturalezza: il testo scorre senza forzature, come nel linguaggio naturale.
  • Efficacia: la risposta all’user intent emerge con chiarezza e autorevolezza.
  • Qualità: le informazioni sono pertinenti, soddisfacenti e originali.

D’altro canto, il modo nel quale si struttura il contenuto tiene conto di alcuni capisaldi SEO che agevolano anche la lettura e la valutazione di Google e degli altri motori di ricerca, senza i quali il sito Web non ha alcuna possibilità di emergere agli occhi degli utenti.

Ci riferiamo all’uso di:

  • Keyword
  • Heading Tag
  • Elenchi puntati, corsivi e grassetti.
  • No Article Spinning: l’originalità al potere

Ne abbiamo fatto cenno nel capitolo precedente, parlando in modo generico di qualità e di originalità. Si tratta di concetti intuitivi che, in realtà, nascondono al loro interno diversi strumenti di metodologie SEO.

Oggigiorno Google non apprezza chi non fa sforzi e si limita a produrre contenuti in serie, come nella tecnica dell’Article Spinning che consiste nel creare più articoli simili su un medesimo argomento, limitandosi a cambiare qualche parola in qua e in là.

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Big G è ormai abbastanza ‘smaliziato’ da riuscire a comparare contenuti simili, così da individuare quale è l’originale e quale è la copia. E se da un lato l’originale beneficia nella valutazione del motore di ricerca e si rivela (proprio grazie alle imitazioni) un contenuto autorevole e affidabile, dall’altro chi copia e cerca scorciatoie viene penalizzato nella SERP.

La risposta giusta è perciò quella di dedicare del tempo allo studio e all’approfondimento dell’argomento trattato, esporlo in modo personale e chiaro e, quando serve, aggiornarlo nel corso del tempo.

SEO e link: come stanno le cose?

Inserire i link nelle pagine Web è una buona pratica, senza alcun dubbio, perché serve a dare profondità alla struttura del contenuto, migliorando al contempo la user experience. Ma quale tipologia di Anchor Text funziona meglio nella SEO moderna? Intanto, diamo una rapida scorsa a quelle maggiormente utilizzate:

  • Link su parola chiave
  • Link su parola generica (p. es. qui, scopri di più, questa pagina)
  • Anchor Text ‘nudo’ (Naked URL): si linka la URL che rimanda direttamente all’indirizzo Web
  • Anchor text ‘brand’: si utilizza come testo di ancoraggio una parola contenuta nel nome a dominio.

Nessuna di queste tipologie ha un netto vantaggio rispetto alle altre in ottica SEO. Se un tempo la corrispondenza esatta sulla parola chiave era la regola, oggi questa tecnica non dà più i vantaggi di prima in termini di ranking.

La soluzione è sempre la stessa: naturalezza. Linkare in modo naturale e non forzato è ciò che fa guadagnare punti agli occhi del motore di ricerca. Le parole di ancoraggio devono essere pertinenti rispetto alla pagina di atterraggio e il collegamento deve essere utile nel contesto.

Per la SEO occorre essere sempre sul ‘pezzo’. Aggiornarsi sulle novità in fatto di ottimizzazione per i motori di ricerca è un lavoro che richiede esperienza e competenza in materia. L’analisi delle parole chiave, l’applicazione delle tecniche e la misurazione dei risultati possono fruttare a dovere soltanto se realizzati con metodo professionale. Se vuoi migliorare le prestazioni del tuo sito Web, contatta senza impegno gli specialisti SEO di Italiaonline.

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