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Sostegno alla liquidità delle imprese, 400 miliardi richiesti dalle aziende

Il Decreto Agosto e le altre misure del Governo hanno registrato un boom di richieste da parte delle aziende. Ecco gli ultimi dati

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Il Decreto Agosto (DL 104/2020) è l’ultimo provvedimento voluto dal Governo Conte per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Al suo interno troviamo 115 articoli pensati per sostenere le diverse sfere sociali in questo delicato momento: dalle famiglie, ai privati fino alle aziende.

E a proposito di queste ultime, una delle misure più importanti è contenuta nell’articolo 65: si tratta della moratoria dei mutui e dei prestiti, che permetterà a tanti imprenditori e professionisti di rimandare il pagamento delle rate e risparmiare così sulle spese in tempo di pandemia. Inizialmente, era stata prorogata al 30 settembre 2020, ma visto il proseguire dell’emergenza si è reso necessario aggiungere ulteriori quattro mesi a tale termine di scadenza. Ora si potrà rimandare il pagamento fino al 31 gennaio 2021. Per avere l’autorizzazione, gli interessati devono inviare una apposita richiesta e dai numeri pervenuti si nota che la misura ha avuto un enorme seguito.

Moratoria e domande pervenute

Le domande di moratoria pervenute sono già al 21 agosto sono più di 2,7 milioni, per un importo totale di 301 miliardi di euro. Sono state inviate da aziende ed enti di diverso tipo. Secondo le stime, più del 93% verrà accolto dalle banche, mentre il 3% verrà rigettato, mentre il rimanente è ancora in fase di valutazione.

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A queste si affiancano le richieste di finanziamenti che sfiorano i 75 miliardi per il Fondo di Garanzia PMI e 13 miliardi per il SACE. Questi numeri sono costantemente monitorati perché ritenuti fondamentali per effettuare una fotografia alla situazione attuale in cui versano le aziende. Inoltre, hanno un impatto importante su eventuali stanziamenti aggiuntivi e ulteriori misure pensate dai Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo, ma anche per le attività degli istituti di credito e organizzazioni attinenti: Banca d’Italia, Mediocredito Centrale, SACE e Associazione Bancaria Italiana.

La moratoria è stata dunque una vera e propria boccata di ossigeno per tante aziende, poiché estende ulteriormente la validità delle misure su prestiti e mutui adottate dall’articolo 56 del Decreto Cura Italia (DL n. 18/2020). In seguito alla proroga sono rimandate le linee di credito in conto corrente, ma anche le scadenze di prestiti a breve termine, mutui e altri canoni. Per le aziende del settore turistico la proroga potrebbe estendersi al 31 marzo 2021, ma occorre attendere l’autorizzazione della Commissione Europea.

Prestiti garantiti: la reazione delle aziende

Anche la moratoria dei prestiti garantiti ha avuto un enorme successo tra le aziende. In base all’analisi a cadenza settimanale effettuata dalla Banca d’Italia, fino al 21 agosto le domande del Fondo di Garanzia sono state più di 1,2 milioni di euro. Il relativo importo supera i 91 miliardi di euro. La percentuale dei prestiti è dell’89% ma questa circa è destinata a salire.

Il MISE ha calcolato che al primo settembre le domande pervenute hanno raggiunto cifre importanti: 1 milione 28mila 852 domande per un valore di 74,7 miliardi di euro. La maggior parte è legata alle misure di sostegno pensate per sostenere le aziende danneggiate dal Covid-19. Le richieste di prestiti fino a 30mila euro sono 857.519, per un importo di 17 miliardi di euro. Infine, occorre considerare le richieste prestiti di competenza SACE, ovvero quelle legate a Garanzia Italia, che salgono nelle ultime settimane a circa 12,9 miliardi di euro, infatti sono attualmente in lavorazione 468 operazioni.

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