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Impresa sicura, quali sono le PMI che riceveranno il finanziamento

Su Invitalia è possibile consultare l’elenco dei beneficiari ammessi e non ammessi al contributo per acquisto dei DPI. Ecco i dettagli

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Impresa Sicura è il bando pubblicato da Invitalia per sostenere le imprese durante la Fase 2 dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. L’obiettivo è quello di coprire le spese destinate all’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) per tutti i lavoratori. Per attuare Impresa Sicura sono stati stanziati 50 milioni di euro.

La risposta delle aziende italiane è stata incredibile, in pochi minuti il sistema telematico di Invitalia è stato letteralmente preso d’assalto. D’altronde, la misura abbraccia tanti potenziali beneficiari. Infatti, potevano partecipare tutte le aziende italiane di ogni forma, dimensione e operanti in qualsiasi settore. L’agevolazione permette di avere una copertura totale delle spese ammissibili, cioè quelle legate all’acquisto di DPI. Il rimborso è di 500 euro per ogni addetto dell’azienda che userà il dispositivo per un totale di 150 mila euro per impresa. Vediamo nel dettaglio chi sono le aziende beneficiarie e non.

Impresa Sicura: elenco dei beneficiari

Dopo aver pubblicato quello delle prenotazioni, è online l’elenco delle PMI che riceveranno il finanziamento Impresa Sicura. I nomi sono il risultato dell’istruttoria gestita da Invitalia. La lista delle PMI è stata creata in base a diversi criteri, tra cui l’ordine di arrivo in ordine cronologico delle domande di partecipazione al bando.

Sull’apposita pagina web di Invitalia è possibile consultare tre documenti. Il primo è il Provvedimento di Ammissione al Rimborso, che contiene tutte le istruzioni da seguire per procedere alla richiesta del rimborso, inoltre spiega cosa l’utente può trovare nell’Allegato A e B. E appunto veniamo a questi due importanti file, che contengono proprio i risultati dell’istruttoria.

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Nell’allegato A è possibile trovare i beneficiari ammessi al rimborso e quelli che richiedono un approfondimento istruttorio. Per questi ultimi l’Agenzia adotterà ulteriori verifiche per determinare se concedere o meno il contributo. In caso di esito positivo, questo verrà comunicato direttamente all’azienda interessata. L’Allegato B contiene le domande non finanziabili per insufficienza di risorse disponibili. Queste domande potranno essere finanziabili solo nel caso in cui si integrino i fondi del bando oppure nel caso in cui qualche azienda beneficiaria rinunci al contributo.

Alle aziende beneficiarie verrà erogato il rimborso sul conto corrente indicato, solo dopo alcune verifiche, come per esempio l’accertamento della regolarità contributiva, la veridicità delle informazioni fornite in materia di antiriciclaggio e altri adempimenti.

Impresa Sicura: boom di richieste

Come accennato, la misura ha riscontrato una risposta importante da parte delle aziende italiane. D’altronde, il contributo è di fondamentale importanza: permetterà alle aziende di evitare spese legate ai DPI, grazie al rimborso.

Dopo appena un minuto dall’apertura dello sportello online, il sistema ha ricevuto oltre 59 mila richieste di prenotazione da parte di 42.753 imprese, mentre dopo 11 minuti le prenotazioni sono salite a 91 mila.

Alle 9:42 dello stesso giorno, le risorse finanziabili erano già esaurite: le domande erano 110.749 per un importo di oltre un miliardo di euro. Il sito di Invitalia ha risposto positivamente e ha registrato le richieste. Purtroppo, non tutte le aziende hanno potuto usufruire dell’incentivo. Ci sono comunque altre agevolazioni che interessano le PMI nel 2020 e possono aiutarle a ripartire dopo la crisi sanitaria da Coronavirus.

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