Fotografia delle imprese femminili in Italia: innovative ma poco longeve

Le imprese femminili in Italia sono solo il 22% del totale, la strada è tanta da fare ma si nota un DNA innovativo: ecco tutti i dati di Unioncamere

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Unioncamere, in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne e Si.Camera ha pubblicato il V Rapporto dedicato all’imprenditoria femminile, un documento cruciale per comprendere l’andamento del sistema socio-economico del nostro Paese. Dallo studio si apprende che in Italia le imprese femminili rappresentano solo il 22% del totale. Sono in tutto 1 milione e 345 mila (dati relativi a giugno 2022) e sono vicine alle tematiche più importanti del momento, come il digitale e la sostenibilità.

Insomma, siamo davanti a un ecosistema innovativo e proiettato al futuro. Purtroppo, accanto a tante luci bisogna anche prendere in considerazione le ombre, come la scarsa longevità delle imprese guidate da donne.

Gli ultimi dati sulle imprese femminili in Italia

Rispetto alle aziende gestite da uomini, quelle al femminile hanno delle peculiarità:

  • sono più attive nel settore dei servizi
  • hanno dimensioni minori
  • sono molto diffuse nel Mezzogiorno
  • Vivono meno a lungo

A tre anni dalla nascita, solo il 79,3% delle attività guidate da donne sopravvivono, rispetto all’83,9% di quelle gestite da uomini. Rispetto al 2021, quest’anno sono nate 1.727 imprese femminili, che sono maggiormente attive nell’industria e nei servizi. Ma c’è un altro dato interessante: le imprenditrici sono particolarmente interessate al green e alla transizione tecnologica, su cui investono importanti risorse.

Imprese femminili: DNA innovativo e green

Secondo il report, la consapevolezza del bisogno di essere più innovative e sostenibili è arrivata soprattutto dopo la pandemia. Nel periodo post-Covid il 14% delle imprese femminili ha aumentato gli investimenti nel digitale (contro l’11% di quelle maschili) e il 12% nella sostenibilità (contro il 9% delle aziende maschili). Mentre, il 39% ha mantenuto costanti gli investimenti nelle nuove tecnologie, nonostante le difficoltà legate alla crisi e al periodo storico incerto. Molte imprese, purtroppo, hanno dovuto interrompere proprio a causa delle difficoltà economiche.

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Investire nelle nuove tecnologie oggi si rivela cruciale per essere competitivi, anche perchè – insieme al green – sono un elemento cruciale presente nelle linee guida espresse nel PNRR nazionale. Le imprese femminili sono solo il 22% del totale. Il 76% è una ditta individuale mentre il 15% è una Società di Capitali mentre l’8% è una Società di Persone. Il lavoro da fare è ancora tanto per avvicinarsi alla percentuale di quelle guidate da uomini.

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