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E-commerce: quali sono gli aiuti di Stato in arrivo

Le vendite online rappresentano una priorità anche per il Governo. L'obiettivo è studiare nel dettaglio la transizione digitale. Ecco quali sono i piani per il futuro

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La pandemia ha chiarito definitivamente che oggi più che mai le aziende e i professionisti devono affidarsi alle nuove tecnologie per gestire efficacemente la propria azienda, studio e in generale la propria attività. Infatti, le imprese che hanno reagito alla pandemia attraverso la digitalizzazione hanno evitato di bloccarsi completamente e, anzi, hanno trovato un’opportunità di crescita nonostante la crisi.

In questo contesto, l’e-commerce ha avuto una grande importanza e ha aiutato molte imprese a non bloccarsi con la crisi, ma trovare una strategia per continuare a vendere. Ora il Governo vuole puntare sempre più su questo canale. L’obiettivo è regolamentare l’e-commerce, grazie anche a una serie di manovre e aiuti di Stato. Il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti durante un’audizione in Senato ha voluto proprio soffermarsi sulle opportunità offerte dal commercio elettronico e svelare alcuni programmi a sostegno delle aziende online.

Aiuti di Stato ed e-commerce: in lavorazione una piattaforma ad hoc

Tra i progetti stabiliti dal Mise troviamo innanzitutto un database nazionale che raccolga le agevolazioni economiche e altre opportunità riservate a chi vuole sviluppare un e-commerce. Il sistema permetterà di capire quali sono gli aiuti riservati a un’impresa in base alle sue caratteristiche, ma anche eventualmente di quali agevolazioni ha già usufruito. Ancora non si conoscono i dettagli del progetto ma, potenzialmente, si potrà sapere se un’azienda ha già usufruito dei voucher digitali I4.0 e se ha diritto a cumularli con altri aiuti.

Con questa soluzione si vogliono risolvere le criticità dell’Italia legate al mondo degli incentivi. Giorgetti, infatti, ha affermato che: “Le politiche pubbliche hanno oscillato, spesso in maniera contraddittoria e incoerente, tra la dispersione di interventi di sostegno ‘a pioggia’ e scelte dettate da una insufficiente istruttoria fondata sull’analisi delle condizioni e delle compatibilità più generali. La stessa strategia Industria 4.0, così come in precedenza alcuni dei crediti di imposta, sono stati di fatto rimesse alle scelte discrezionali delle singole imprese”.

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Occorre invece accompagnare le aziende nella scelta degli strumenti sulla base della loro reale utilità, dell’esperienza e dei potenziali sviluppi. Questi sono i punti di partenza per ripensare alle dinamiche degli incentivi, in modo che, da una parte le istituzioni facciano azioni più accurate, dall’altra le aziende italiane scelgano gli aiuti in base alle reali necessità e alle possibilità di crescita.

E-commerce, transizione ecologica e non solo: le sfide del futuro

L’e-commerce ha avuto un ruolo cruciale in pandemia, per esempio ha rafforzato i negozi fisici come esprime un recente studio in merito. Infatti, il futuro del mercato italiano e internazionale sarà omnichannel: chi saprà integrare diversi canali di vendita soddisfacendo così le differenti esigenze del target crescerà e diventerà competitivo. Accanto a questo punto, il Governo sta sempre più di puntando sulla Transizione Ecologica, una necessità condivisa in tutto il mondo. Non a caso esistono regolamenti e normative che mirano a incentivare questo cambiamento. Giorgetti si è espresso anche su questo punto:

“Abbiamo apportato alla bozza iniziale del Piano nazionale alcune modifiche e integrazioni, per la parte di competenza del Mise, in una logica che cerca di coniugare gli obiettivi indicati a livello europeo, della promozione della digitalizzazione e della transizione ecologica, con la realtà del tessuto produttivo nazionale in modo da collocare una parte più consistente di imprese alla frontiera tecnologica”.

La Commissione Europea ha recentemente lanciato una consultazione pubblica sugli aiuti di Stato invitando i Paesi a fare le loro proposte per facilitare attività innovative, di ricerca e sviluppo. Si ipotizzano poi nuove soluzioni per incentivare la nascita di infrastrutture tecnologiche e gli investimenti. Insomma, l’e-commerce e il digitale rappresentano un valore per tutte le imprese europee: è il momento di investire in questo canale iniziando a vendere e operare online in modo stabile ed efficace.

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