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E-commerce, ancora troppe sfide da affrontare per le PMI italiane: cosa migliorare

L'e-commerce è un'opportunità di crescita per le PMI ma ci sono ancora tanti ostacoli da superare: ecco quelli rilevati dalla ricerca UPS

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In Italia le piccole e medie imprese rappresentano ben il 70% del valore aggiunto dell’economia, il 15% rispetto alla media dell’Unione Europea. Contemporaneamente l’e-commerce continua a crescere a una velocità impressionante, complice la pandemia. Ma quali saranno le sfide e le opportunità del commercio elettronico dopo il Covi-19? Lo ha rilevato l’ultimo studio UPS che ha intervistato 69 PMI italiane, di queste circa la metà di occupa anche di vendite online. Dal report è emerso che il nostro Paese ha ancora tanta strada da fare.

PMI italiane ed e-commerce: cosa dice il report

Il 90% delle PMI intervistate si occupa di B2C e solo il 10% di B2B. I settori maggiormente rappresentati sono quello manifatturiero, fashion e food & drink. Molte aziende intervistate si occupa anche di esportazione e in tal senso l’e-commerce è visto come una vera e propria opportunità di espansione. La pandemia ha portato molti consumatori a prediligere l’e-commerce per i propri acquisti, come hanno reagito le piccole e medie imprese italiane? Per l’84% del campione iniziare a vendere online incrementerebbe le vendite, mentre il 59% vorrebbe attrarre nuovi mercati. Insomma, il commercio elettronico attrae, è visto come una concreta opportunità di crescita. Nonostante ciò, esistono ostacoli che frenano le aziende dal fare questo importante passo, soprattutto per chi vuole esportare. Perchè? Su questo ulteriore punto si è soffermata la ricerca.

Le sfide dell’e-commerce dopo la pandemia

Innanzitutto, uno degli ostacoli principali è rappresentato dai costi doganali e dai complessi sistemi di tassazione nei Paesi stranieri, oltre ai problemi legati alla tutela della proprietà intellettuale all’estero. Per il 38% delle PMI intervistate le merci contraffatte col Made in Italy sono un ostacolo all’esportazione di prodotti garantiti. Per agevolare l’apertura di nuovi e-commerce e delle esportazioni è fondamentale rafforzare le politiche centrali in materia di commercio ed export.

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D’altronde e-commerce e digitali hanno rappresentato importanti armi contro le restrizioni, lockdown e chiusure legate al Covid-19. Le aziende più reattive sono quelle che stanno superando con successo la crisi: hanno avviato un nuovo e-commerce, un servizio di delivery, smartworking e altre soluzioni simili. In quest’ottica, i fondi del PNRR rappresentano un’opportunità: sarà fondamentale usarli anche per migliorare aspetti relativi all’export e al commercio elettronico.

Le tre aree con cui le PMI chiedono supporto al governo sono relative a dazi e tasse, all’accesso a dati relativi ai mercati esteri e informazioni su accordi commerciali tra Paesi amici, non manca la richiesta di agevolazioni per coloro che vogliono espandersi oltre-confine. Il 68% del campione dichiara di aver beneficiato di aiuti statali messi in piedi durante il Covid-19 ma il 26% delle aziende non era a conoscenza di tali aiuti economici, come i Ristori. Ecco perchè molte aziende chiedono al Governo e agli enti pubblici un maggiore supporto e affiancamento durante le delicate fasi di ripresa ed eventuali avvio di e-commerce o vendita nei mercati internazionali.

Insomma, l’e-commerce per tanti imprenditori è sicuramente un’opportunità ma alcuni hanno paura di iniziare questo progetto: se sei un imprenditore o un professionista e cerchi un partner affidabile per iniziare a vendere online affidati a Italiaonline, siamo pronti a supportarti in tutte le fasi del tuo progetto. Inizia fin da subito a costruire il tuo e-commerce.

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