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DPCM 18 ottobre: novità per Pmi e mondo del lavoro

Il Presidente del Consiglio ha annunciato le nuove misure anti-contagio. All'interno del Decreto tante novità per diverse tipologie di impresa: ecco i dettagli

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Il 18 ottobre 2020 il Presidente del Consiglio ha firmato il nuovo Decreto che contiene le norme per contrastare la diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale. L’approvazione ha richiesto tempi molto lunghi, perchè le misure hanno diviso la maggioranza, che ha trovato difficoltà a raggiungere un accordo definitivo.

Alla fine, si è deciso di evitare una linea dura e dare tempo ad alcuni esercizi di adattarsi alle norme anti contagio, per esempio le palestre e le piscine hanno una settimana per regolarizzarsi. Allo stesso tempo, il DPCM introduce alcune novità che coinvolgono chi ha un ristorante o altra attività di ristoro, ma anche le aziende che hanno attivato lo smart working. Il provvedimento si aggiunge al Decreto Ottobre, che a quanto pare non è risultato sufficiente per notare risultati importanti legati alla riduzione dei contagi. I provvedimenti sono stati finalmente comunicati dal Presidente Conte nella serata ed entrati subito in vigore. Ecco quali misure coinvolgono aziende e, in generale, il mondo del lavoro.

DPCM 18 ottobre: cosa cambia per bar e ristoranti

Le attività del settore ristorazione sono anche stavolta quelle maggiormente coinvolte dalle decisioni del Governo. Con il nuovo Decreto si è infatti deciso di modificare gli orari di apertura e chiusura di ristoranti, bar, pub, pizzerie, pasticcerie, gelaterie e tutti quei locali che servono cibo di qualsiasi natural. Nel dettaglio, dalle ore 18:00 potranno fare esclusivamente servizio a tavolo, quindi le persone non potranno consumare in piedi. La chiusura invece sarà a mezzanotte, ora in cui è fissata anche la fine del servizio di asporto, mentre potranno riaprire solo a partire dalle 5:00.

Per quanto riguarda le consegne a domicilio invece non c’è alcun vincolo orario, perciò chi ancora non lo avesse fatto è invitato a trovare soluzioni digitali per effettuare questo servizio e non subire conseguenze estreme del Decreto. Infatti, a partire dal lockdown i consumatori sono sempre più abituati a utilizzare lo smartphone per prenotare la consegna delle pietanze a casa: è possibile affidarsi ad uno dei tanti servizi di delivery oppure, soluzione più impegnativa, sviluppare una piattaforma proprietaria.

In alternativa, molti esercenti si affidano ai social network per accogliere e gestire le ordinazioni o incrementare la loro visibilità. Naturalmente, per raggiungere il proprio target e informarlo della possibilità di usufruire del servizio di consegna a domicilio è possibile affidarsi anche a tanti strumenti digitali e costruire una campagna pubblicitaria online.

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Un’altra novità per i ristoranti è che ogni tavolo non potrà ospitare più di sei persone e ogni ristoratore dovrà valutare il numero massimo di clienti in base alla capienza del proprio locale. Mentre sono sospese tutte le sagre e fiere di carattere locale, ma non quelle nazionali e internazionali.

Parrucchieri, centri estetici e palestre: cosa cambia

Per il momento parrucchieri, centri estetici e palestre non chiudono, devono però mettersi in regola se non lo hanno ancora fatto. Nello specifico, alle palestre è stata data una settimana di tempo per rispettare i protocolli di sicurezza.

Smart working: novità introdotte nel DPCM del 18 ottobre

Il Governo incentiva il ricorso allo smart working per il pubblico e il privato. Nel comparto pubblico, il 75% dei dipendenti dovrà lavorare da casa e tutte le riunioni dovranno tenersi solo tramite videoconferenza. Le aziende invece dovranno preferire lo smart working ogni qualvolta sia necessario.

Il Presidente del Consiglio ha motivato la firma del nuovo Decreto durante la diretta con queste parole: “Il nuovo DPCM ci consente di contrastare questa nuova ondata di contagi. Dobbiamo evitare un nuovo lockdown generalizzato, non possiamo permettercelo.”

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