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Digitalizzazione, i dati confermano: è un passo cruciale per le PMI

La pandemia da Covid-19 ha dato una importante spinta alla digitalizzazione, che diventa cruciale anche per le piccole e medie imprese: ecco i dati e come prepararsi al futuro

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Dopo lo stop dettato dalle restrizioni per la pandemia da Covid-19, il settore dei servizi comincia a riprendersi e il fattore cruciale è rappresentato dalla digitalizzazione delle piccole e medie imprese. Secondo i dati del report di Excelsior Unioncamere, entro luglio verranno firmati circa 1,2 milioni di nuovi contratti di lavoro, soprattutto nel settore dei dell’ospitalità e del turismo, che è in fase di ripresa anche con l’aumento dei vaccini e le riaperture. Anche se il settore dei servizi è ancora il 30% sotto rispetto ai livelli pre-covid degli stessi mesi del 2019, quello della manifattura continua a migliorare: è salito del 3% rispetto al periodo precedente. In questo, appare chiaro come la digitalizzazione stia trainando il Paese nell’uscita dalla crisi dovuta alla pandemia.

Digitalizzazione: come cambia il mondo del lavoro

Nell’ultimo anno il mondo del lavoro è profondamente cambiato e in questo un ruolo cruciale è legato proprio alla digitalizzazione delle imprese, di ogni settore e dimensione. Attraverso l’utilizzo di servizi digitali, le piccole e medie imprese possono ottimizzare i propri sistemi di produzione e fornitura dei servizi, così da ritrovare il proprio posto nel mercato di riferimento. La digitalizzazione ha tanti vantaggi: permette di razionalizzare la gestione delle risorse interne delle aziende, ottimizzando tempi e processi. Inoltre, la presenza online costruita nell’ultimo anno gli permette di ampliare il bacino di potenziali clienti, così come fidelizzare quelli già acquisiti.

Digitalizzazione: industria 4.0 e nuovi mercati

La trasformazione tecnologica ha permesso a nuove generazioni di imprese artigiane di affacciarsi su un nuovo mercato. Si pensi agli artigiani che ottimizzano la produzione attraverso le nuove tecnologie, come le stampanti 3D, e che grazie alla digitalizzazione possono vendere online, puntando su un e-commerce proprietario, e ampliare il proprio mercato di potenziali clienti grazie alle spedizioni e all’export. L’avvento dell’industria 4.0,dove il digitale è cruciale per le piccole e medie imprese, sta rivoluzionando anche il mercato del lavoro. Cresce infatti la domanda di nuovi profili professionali specializzati, che abbiano competenze specifiche in ambito digitale.

Digitalizzazione: i nuovi contratti entro luglio 2021

Proprio questo tipo di figure professionali, secondo i dati di Excelsior Unioncamere, sono le più richieste e quelle per cui potrebbe scattare tra giugno e luglio un contratto per oltre 1,2 milioni di nuovi dipendenti. Sicuramente in crescita sono i settori del turismo e della manifattura. In particolare, nel periodo tra maggio e luglio 2021 le aziende si troveranno a dover assumere professionisti qualificati nelle attività commerciali e nei servizi, operai specializzati, conduttori di impianti di macchinari, persone per le professioni tecniche, impiegati con diverse mansioni, dirigenti, persone per professioni che non richiedono qualifica.

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