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Decreto Rilancio, investimenti per far ripartire le PMI

Credito di imposta e Fondo Patrimonio: firmati i decreti attuativi per dare il via ai nuovi bonus per le piccole e medie aziende. Ecco in cosa consistono

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La crisi sanitaria da Covid-19 ha avuto numerose ripercussioni tra le imprese italiane. Come sappiamo, molte sono state costrette a chiudere o rallentare e per tale motivo hanno registrato perdite di fatturato. Fortunatamente adesso possono affrontare la fase post-emergenziale con l’aiuto di diversi contributi statali, previsti nei diversi provvedimenti del Governo.

L’ultimo è il Decreto Rilancio, che prevede alcuni aiuti come il Fondo Patrimonio e il credito di imposta per la capitalizzazione delle aziende danneggiate dal Coronavirus. Entrambi gli aiuti sono inseriti nell’articolo 26. Finalmente queste misure sono operative, infatti il Ministro dell’Economia e dello Sviluppo Economico hanno firmato i decreti attuativi. Ora manca solo l’ulteriore provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che detterà i termini e i modi per presentare la domanda di contributo. Le aziende interessate devono inviare la richiesta all’ente per ottenere il contributo. Ma vediamo nello specifico in cosa consistono queste due novità.

Credito d’imposta: caratteristiche

Il primo aiuto inserito nel Decreto Rilancio è appunto il credito d’imposta pensato per gli investitori, cioè coloro che intervengono apportando risorse per aumentare il capitale di un’azienda. Chi eseguirà un’operazione di questo tipo potrà avvalersi di un credito di imposta pari al 20% dell’importo totale investito per la patrimonializzazione. L’investimento non potrà essere superiore ai 2 milioni di euro e la partecipazione dovrà essere sostenuta fino al 31 dicembre 2023. Qualsiasi riserva da parte dell’investitore prima del 1° gennaio 2024 causa la revoca del beneficio e l’obbligo di restituire quanto concesso, oltre agli interessi legali.

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Questo provvedimento permetterà alle aziende più interessanti del panorama italiano di ricevere risorse private in modo da poter crescere e sviluppare i propri progetti. Saranno interessate tutte le società di capitali e cooperative con sede in Italia, eccetto quelle che operano nel settore assicurativo, finanziario e gli istituti bancari. Inoltre, le aziende dovranno avere ricavi tra i 5 e i 50 milioni di euro e a marzo-aprile 2020 aver registrato un calo uguale o superiore al 33% rispetto allo stesso bimestre del 2019.

Il provvedimento, oltre ad offrire un bonus all’investitore, concede un contributo anche all’azienda su cui si concentrano le nuove risorse: un credito del 50% delle perdite che superano il 10% del patrimonio netto, fino a concorrenza del 30% dell’aumento del capitale stesso.

Fondo Patrimonio: di cosa si tratta?

Il secondo provvedimento è il Fondo Patrimonio PMI, che ha l’obiettivo di aumentare le disponibilità finanziarie delle aziende colpite dal Covid-19, grazie a una dotazione di 4 miliardi di euro per il 2020.

L’obiettivo è sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito emessi da compagnie con meno di 250 dipendenti che nel 2019 abbiano registrato ricavi tra i 10 e i 50 milioni di euro e che nel 2020 abbiano subito una riduzione del fatturato maggiore del 33% a causa della crisi da Coronavirus.

I beneficiari sono le società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni, cooperative.

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