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Decreto Cura Italia: le misure per le PMI

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Dopo giorni di studio e di analisi, il Governo ha varato il “Decreto Cura Italia” che stanzia fino a 25 miliardi di euro per potenziare il servizio sanitario nazionale e per sostenere le famiglie, i lavoratori e le aziende travolte dall’emergenza Covid-19. L’obiettivo è aiutare il tessuto economico italiano in questo momento complicato nel quale la maggior parte dei negozi e delle PMI sono ferme e non possono fatturare.

Il primo intervento in favore delle PMI è la sospensione dei tributi, dei contributi e di altri adempimenti fiscali che vanno in scadenza a marzo e nelle prossime settimane. La seconda parte riguarda la liquidità e il sostegno all’occupazione dei lavoratori: tutti i licenziamenti sono bloccati per i prossimi mesi e le aziende potranno mettere in cassa integrazione in deroga i propri dipendenti fino a un massimo di nove settimane. La cassa integrazione viene estesa a tutti i comparti, anche a quello turistico (uno dei più colpiti dall’emergenza) e anche alle aziende con un solo dipendente. Ecco tutte le misure messe in campo dal governo in favore delle PMI.

Decreto Cura Italia: tutto quello che devono sapere le PMI

Il Decreto Cura Italia emanato dal Governo è diviso in quattro parti. La prima è dedicata al rafforzamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione Civile e degli altri soggetti pubblici che stanno affrontando l’emergenza sanitaria, gli altri tre, invece, sono dedicati all’emergenza economica che milioni di famiglie e di aziende stanno vivendo. Ecco i tre punti che interessano maggiormente le PMI:

  • sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
  • supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
  • sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Decreto Cura Italia: sostegno all’occupazione, cosa cambia per le PI

Il primo provvedimento economico riguarda la cassa integrazione. Le micro, piccole e medie imprese, anche con meno di cinque dipendenti, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga fino a un massimo di nove settimane utilizzando la causale “COVID-19”. La norma può essere utilizzata anche dalle aziende che già utilizzano la cassa integrazione straordinaria.

I lavoratori delle aziende iscritte al Fondo di Integrazione salariale (FIS) possono richiedere un assegno straordinario utilizzando la causale “COVID-19”. Alle partite IVA e ai lavoratori autonomi verrà riconosciuto un indennizzo di 600 euro al mese per affrontare questi mesi difficili nei quali non potranno lavorare. Sono coinvolti in questa misura: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli.”

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Il periodo di quarantena con sorveglianza attiva viene equiparato alla malattia e vale per tutti i dipendenti del settore privato, comprese milioni di PMI. Inoltre, per i genitori lavoratori che non possono utilizzare lo strumento dello smart working e hanno figli con un’età inferiore ai 12 anni, sono previsti 15 giorni aggiuntivi di congedo parentale al 50% dello stipendio. In alternativa è stato istituito un voucher di 600 euro mensili per servizi di baby-sitting (1.000 euro per coloro che lavorano nel Sistema sanitario nazionale o nelle Forze dell’ordine).

Decreto Cura Italia: sostegno alla liquidità di famiglie e imprese

Assicurare liquidità nei prossimi mesi affinché il sistema economico non abbia dei contraccolpi. Questo uno degli obiettivi della “parte tre” del Decreto Cura Italia, che vara delle misure economiche straordinarie per evitare problemi di soldi a famiglie e imprese.

La prima misura riguarda una moratoria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese che riguarda tutto, dai mutui, al leasing, alle aperture di credito fino ai finanziamenti a breve scadenza. Il fondo centrale di garanzia è stato potenziato per favorire l’accesso al credito da parte delle PMI e anche per rinegoziare prestiti già esistenti. Richiedere la garanzia del fondo sarà gratuito e ci sarà la sospensione dei versamenti per le commissioni. Inoltre, l’accesso sarà immediato anche per le operazioni di rinegoziazione dei debiti già in essere. Le PMI potranno cumulare la garanzia del fondo governativo con altre garanzie ottenuti da enti accreditati. Il limite per la concessione della garanzia viene aumentato fino a 5 milioni per ogni singolo finanziamento. Parallelamente ci sarà un rafforzamento dei Confidi.

Oltre al potenziamento del Fondo di Garanzia, verrà introdotto anche un meccanismo di controgaranzia per le banche da parte di Cassa depositi e prestito, per venire incontro alle necessità delle imprese medio grandi. Obiettivo liberare 10 miliardi di investimenti.

Per i lavoratori autonomi verrà semplificato l’utilizzo del fondo per mutui prima casa.

Decreto Cura Italia: misure fiscali in favore delle PMI

L’ultima parte del Decreto Cura Italia riguarda le misure fiscale che hanno un impatto immediato sulle imprese in modo da bloccare o sospendere le scadenze del mese di marzo e di aprile.

La prima norma, infatti, riguarda la sospensione per tutte le aziende dei settori più colpiti del versamento delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali, oltre al versamento Iva di marzo. I settori interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse. La sospensione degli adempimenti fiscali e contributivi viene estesa anche a tutte le PMI di tutti i settori con un fatturato inferiore ai due milioni di euro.

Per i professionisti senza dipendenti a carico con ricavi inferiori ai 400.000 euro c’è una disapplicazione della ritenuta d’acconto sulle fatture di marzo e aprile.

Sospesa anche l’attività di riscossione e di contenzioso da parte dell’Agenzia delle Entrate, così come la riscossione per le cartelle saldo e stralcio e rottamazione-ter. Per la sanificazione e la sicurezza del luogo di lavoro sono previsti incentivi e contributi sotto forma di credito d’imposta. Per i negozi e le botteghe viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo.

Queste sono le prime misure varate dal Governo in sostegno delle PMI e non saranno le ultime. Ad aprile è previsto un nuovo decreto legge per dare un ulteriore spinta all’economia italiana.

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