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Competenze digitali: presentato programma nazionale

Per la prima volta l'Italia ha una strategia mirata alla costruzione delle competenze digitali. Quattro ambiti di azione, coinvolte anche le pmi. Ecco i dettagli

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Il gap legato alle competenze digitali tra il nostro Paese e alcune Nazioni Europee, come Germania, Spagna e Francia deve essere colmato entro il 2025. Con questo obiettivo, la Ministra dell’Innovazione Paola Pisano e il Capo dell’Unità della Digital Economy and Skills della Commissione Europea hanno presentato la Strategia nazionale per le competenze digitali. Tra i risultati da maturare entro cinque anni spicca quello di portare il 70% della popolazione italiana ad avere competenze digitali, anche di base. Questa percentuale attualmente è ferma al 40% ma la pandemia ha sicuramente dato l’impulso giusto per farla aumentare.

Strategia nazionale per le competenze digitali: ecco i dettagli

Nei prossimi cinque anni il nostro Paese diventerà sempre più digitalizzato: il cambiamento coinvolgerà tutti i settori della società, a partire dalla scuola. Infatti tra gli obiettivi spicca anche quello di portare il 90% di classi della scuola primaria a introdurre l’insegnamento del pensiero computazionale entro il 2023. Si vuole aumentare anche il numero di laureati in materie Ict, che attualmente è troppo basso (secondo l’ultimo report Desi è dell’1%).

Incrementare il numero di giovani specialisti in materia innovative è un passo fondamentale: sono loro che formeranno la forza lavoro nei prossimi anni e avranno quindi il compito di portare avanti la digitalizzazione delle aziende. L’obiettivo per il tessuto imprenditoriale italiano è quello di essere più innovativo, al passo coi tempi e quindi competitivo.

Anche la Ministra Paola Pisano ha sottolineato questa esigenza e il bisogno di agire fin dalla giovane età per costruire i migliori professionisti del domani:

“Per questo la cultura tecnologica e l’educazione all’informatica sono da sviluppare in modo strutturale in tutti gli ordini scolastici in stretto raccordo con i percorsi universitari, la ricerca e l’impresa, in una logica ampia di sistema educativo connesso con gli ecosistemi di innovazione”.

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Secondo la Ministra al giorno d’oggi non è più possibile conoscere i verbi latini, le lingue straniere ma allo stesso tempo non sapere come “parla un computer”. Occorre fondare l’insegnamento su analisi dei dati, algoritmi e altri particolari legati all’informatica.

Strategia nazionale per la digitalizzazione: i 4 pilastri

Per la realizzazione degli obiettivi della strategia sono stati individuati quattro ambiti di intervento:

  • Sistema istruzione nazionale: grazie coordinamento col il Miur si introdurranno nelle scuole materie legate all’informatica, mirate ad aumentare le competenze digitali nei bambini
  • Mondo del lavoro: tutte le aziende dovranno avere competenze digitali di base, che saranno sia generali sia legate al settore in cui si lavora. In tal caso, le attività saranno coordinate col Ministero della Pubblica Amministrazione e col Mise
  • Competenze Ict: il Paese deve offrire maggiori opportunità di occupazione a chi conosce e sa usare le tecnologie emergenti. Questo aspetto sarà cruciale in futuro.
  • Cittadini: tutta la comunità sarà coinvolta per innalzare il livello generale di digital skill.

L’elaborazione del piano nasce da una collaborazione tra i diversi organismi del Governo ed enti del Paese: hanno partecipato alla stesura della strategia anche Comuni, Regioni, centri di ricerca ma anche associazioni di imprese e professionisti.

Si tratta di un risultato molto importante per il nostro Paese: per la prima volta si crea una strategia per le competenze digitali ben strutturata e mirata. Le cosiddette digital skill si rivelano ancora una volta prioritarie e strategiche per la crescita del Paese.

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