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Come è cambiato l'e-commerce dopo il Covid? Ecco i dati Netcomm

I consumatori acquistano online più spesso e prediligono i pagamenti digitali e le consegne contactless: ecco cosa ci dice la fotografia scattata dal Consorzio Netcomm

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L’emergenza sanitaria ha avuto in impatto importante sulle abitudini di acquisto degli italiani. In particolare, durante l’isolamento a casa, molti consumatori si sono affidati per la prima volta all’e-commerce, mentre altri hanno iniziato ad usarlo con più frequenza e anche per acquisti diversi dal solito, come i prodotti alimentari, per la casa e la cura della persona.

Il commercio elettronico è diventato così un’abitudine che si è prolungata anche dopo la fine della quarantena. Il consorzio Netcomm, in collaborazione con NetStyle e Tuttofood Milano ha scattato una fotografia all’uso dell’e-commerce in Italia durante e dopo l’emergenza Covid e ha presentato i dati al Netcomm Forum Live. Il quadro si riferisce agli ultimi 12 mesi e mette in evidenza un vero e proprio boom dello shopping online. Aumenta in modo esponenziale la frequenza di acquisto e i consumatori tendono a preferire le consegne contactless. Ma non è tutto: vediamo percentuali, tendenze e dati affiorati dal report.

E-commerce post Covid: una panoramica

Tra i dati più importanti dell’indagine Netcomm spicca la frequenza di acquisto online che negli ultimi 12 mesi è aumentata del 79%. Si sceglie il digitale sempre più spesso e ciò dimostra che l’e-commerce sta gradualmente diventando un’abitudine per tanti consumatori italiani.

Contemporaneamente le transazioni online aumentano del 15,4% con un +7% durante i tre mesi di Quarantena.

Naturalmente non mancano i problemi, anche perché molte aziende erano impreparate ad una domanda così alta, aumentata di 10 volte in un anno. Tra le difficoltà maggiori spiccano quelle legate alla logistica (riscontrate dal 25% dei casi) alla disponibilità di prodotti (26%) e consegne (18%).

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E-commerce: problemi dei piccoli venditori

Durante la pandemia molte piccole imprese hanno deciso di proporre online prodotti e servizi. Nonostante i buoni risultati, non sono mancati gli ostacoli, tra cui i costi di gestione elevati (32%), la carenza di competenze specifiche (28%) e anche in questo caso difficoltà nella gestione della catena logistica (28%).

Bisogna quindi lavorare su questi aspetti per migliorare l’esperienza di acquisto dei clienti e vedere crescere online l’azienda.

Non dimentichiamo poi che bisogna puntare su un’esperienza multicanale, dove i canali fisici e digitali non sono compartimenti stagni ma si integrano tra loro.

Consumatori esigenti ma soddisfatti

Nonostante le numerose lacune del sistema, i consumatori durante la pandemia hanno premiato l’e-commerce, preferendo questo canale di vendita ad altri più tradizionali.

Per esempio, anche ora che la Quarantena è terminata ed è possibile rivolgersi ai punti vendita, molte persone decidono di comprare comunque online.

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Nello specifico, il 35,4% dei consumatori ha acquistato sul web prodotti che generalmente comprava in negozio. Questa percentuale è aumentata dell’1,8% dopo il lockdown.

La spesa online poi è stata la vera sorpresa: generi alimentari e di prima necessità sono finiti nei carrelli virtuali di molti consumatori. E questo succede tuttora (+ 1,7% rispetto ad aprile).

Pagamenti digitali e consegne senza contatto

La pandemia ci ha abituati a mantenere le distanze e questo comportamento permane anche quando facciamo acquisti. Ecco perché durante e dopo l’emergenza sono aumentati i pagamenti con strumenti digitali, come carte di credito e prepagate, ma anche app e buoni sconto digitali.

Usa i contanti solo il 30% del campione intervistato da Netcomm, mentre il 59% vorrebbe che tutti i negozi implementassero metodi di pagamento alternativi. Il 49% degli intervistati vorrebbe poi ordinare i prodotti online e riceverli a casa anche da negozi vicini, mentre il 43% desidererebbe almeno ordinarli online e passare a ritirarli in negozio senza perdere tempo.

Insomma, si prospetta un futuro sempre più digitale dove le imprese, inclusi i piccoli retailer, devono saper soddisfare le esigenze dei consumatori: desiderosi di acquistare o prenotare online i prodotti, pagare con strumenti innovativi, riceverli a casa o passare a ritirarli in negozio velocemente.

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