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Google PageSpeed Insights, come utilizzare il tool gratuito di Google

Strumento gratuito messo a disposizione da Big G, PageSpeed Insights ti consente di migliorare le prestazioni del tuo sito web. Scopri tutti i dettagli sul Blog PMI.

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Tra i vari strumenti che Google mette a disposizione degli utenti, uno tra i più utili è rappresentato da Google PageSpeed Insights. La sua funzione? Verificare la velocità di un sito web. Un aspetto fondamentale, che non considerare sarebbe un grave errore.

La velocità di caricamento, infatti, influisce direttamente sulla user experience. L’utente medio si spazientisce di fronte ad una velocità superiore ai 2-3 secondi e, che navighi da pc come da tablet o da smartphone, è probabile che abbandoni un sito “lento”. Che lo consideri poco funzionale, poco utile. Al di là dei suoi contenuti. Ecco perché è fondamentale rivolgersi ad un’agenzia o ad un web master capace, che sia in grado di realizzare un sito veloce, esteticamente apprezzabile e funzionale.

Ma come funziona GoogleSpeed Insights, e perché si rivela così utile? Scopriamolo insieme.

Come funziona GoogleSpeed Insights

GoogleSpeed Insights è uno strumento gratuito offerto da Google, molto utile per chi crea e gestisce siti web: permette infatti di rilevare la velocità delle singole pagine, assegnando a ciascuna un punteggio tra 0 e 100 (e dividendo i risultati tra desktop e mobile).

Più alto è il punteggio ottenuto, maggiore è il rendimento di quel sito sul web. Un punteggio tra 0 e 49 indica prestazioni scadenti, tra 50 e 89 segnala la presenza di alcuni problemi, tra 90 e 100 è il risultato a cui ambire. Tuttavia, la questione è un po’ più complicata.

GoogleSpeed Insights analizza il contenuto di una pagina web ed esprime una valutazione numerica della stessa fornendo suggerimenti per migliorarne l’efficienza e la velocità. Ad essere presi in esame per la valutazione sono specifici parametri, che esulano dalla velocità di connessione del singolo utente: le attività di caching, le dimensioni dei dati in upload e in download, la presenza di codice JavaScript e CSS. Una volta ottenuti i risultati, è possibile decidere se e come agire per migliorare le prestazioni del sito.

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Scopri come

Per utilizzare GoogleSpeed Insights, è necessario inserire la url del sito da analizzare all’indirizzo https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/: basta cliccare “invio” per ottenere i risultati. Questi sono divisi in due specifiche sezioni: PVC (prima visualizzazione con contenuti) e RPI (ritardo prima interazione), e riguardano l’intero dominio. Dopodiché, vengono forniti consigli circa i miglioramenti da apportare.

GoogleSpeed Insights, come utilizzarlo

Se non si ottiene un punteggio di 90, tuttavia, non è necessario spaventarsi. Incrociando i dati con quelli forniti dal Chrome User Experience Report, GoogleSpeed Insights fornisce:

  • dati reali (provenienti dall’esperienza degli utenti Chrome)
  • dati di prova controllati (verificati da Lighthouse, strumento che Google ha creato per analizzare rapidamente una url, emulando un dispositivo mobile o desktop)
  • opportunità (ottimizzazioni capaci di velocizzare il caricamento della pagina)
  • diagnostica (informazioni sulle prestazioni della pagina)

Non è necessario, ovviamente, accettare tutti i suggerimenti forniti da GoogleSpeed Insights. Piuttosto, è meglio focalizzarsi sui dati mobile (visto che la maggior parte degli utenti naviga da smartphone). Bisogna però considerare che Google non tiene conto dei risultati di questo strumento per quanto riguarda la SEO e che, se un sito contiene pubblicità, GoogleSpeed Insights tende ad assegnare punteggi bassi.

Ecco dunque che, pur nella sua utilità, GoogleSpeed Insights non fornisce una risposta alle problematiche di un sito. Si limita ad analizzarne la velocità, fornendo suggerimenti che sta al web master cogliere o meno.

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