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Food&Grocery online, boom nel 2020: spesi 2,5 miliardi di euro

Gli Osservatori Digital Innovation e Netcomm hanno analizzato la crescita online del settore Food&Grocery nel 2020. Ecco i risultati

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L’emergenza sanitaria del 2020 ha influenzato tutte le sfere sociali e i comparti economici, soprattutto quello del Food&Grocery. Bar, ristoranti, ma anche supermercati e piccoli negozi hanno chiuso improvvisamente al pubblico, ma per continuare a operare hanno trovato numerose alternative.

Molti hanno sperimentato le consegne a domicilio, avviato un e-commerce oppure si sono iscritti alle tradizionali piattaforme di delivery. In alcuni casi, i piccoli esercenti hanno accettato gli ordini e le prenotazioni tramite WhatsApp. Nel 2020 gli acquisti online dei consumatori italiani nei siti italiani e stranieri sono cresciuti del 55% raggiungendo un valore di 2,5 miliardi di euro. I dati sono stati presentati in occasione dell’Osservatorio eCommerce B2c da parte di Netcomm e Osservatori Digital Innovation – School of Management del Politecnico di Milano, durante il convegno online “Food&Grocery…ora l’online è di casa!”.

Food&Grocery: boom del settore online

Il Food&Grocery nel 2020 è cresciuto del 55% raggiungendo 2,5 miliardi di euro, ovvero un miliardo in più rispetto all’anno precedente. L’87% del comparto è costituita dall’alimentare, mentre il 13% è rappresentato dall’Health&Care.

Un ruolo fondamentale per la crescita è rivestito dal cosiddetto grocery alimentare, cioè i prodotti che si trovano normalmente nei supermercati, che nel 2020 ha raggiunto 854 milioni di euro (+85%). L’enogastronomia vale 589 milioni (+63%) mentre il Food Delivery – la consegna a domicilio dei piatti pronti – vale 706 milioni di euro (+19%).

Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, ha commentato i dati confrontandoli all’anno scorso: “A fine 2019, il Food&Grocery era il comparto più dinamico online, ossia con il ritmo di crescita più sostenuto (+40% circa), ma il meno maturo, ossia quello con il tasso di penetrazione più basso (1,1% del valore totale degli acquisti retail dei consumatori italiani)”.

Ma la situazione è cambiata con lo scoppio della crisi sanitaria da Covid-19, quando la domanda di alimentari online è decuplicata, coinvolgendo anche l’e-commerce. Infatti, durante la Quarantena i consumatori, inclusi i più scettici, hanno utilizzato per la prima volta i negozi online, acquistando anche le pietanze che non potevano o volevano prendere direttamente nei locali o punti vendita. Di conseguenza, i retailer più indecisi si sono adattati a queste nuove esigenze e hanno esordito online o potenziato l’offerta già presente.

La pandemia ha quindi influito sugli acquisti online in tanti modi: oggi il consumatore ricerca sempre di più la cosiddetta “safe experience” ossia la spesa in sicurezza, lontano da eventuali assembramenti e in linea con le esigenze di distanziamento sociale. L’online è la migliore soluzione.

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Questo nuovo modo di fare la spesa ha favorito anche il proximity commerce, il commercio elettronico di prossimità, che ha permesso anche ai piccoli esercenti locali di soddisfare le esigenze delle proprie comunità. Ecco come si è diffusa la tendenza in Italia.

Copertura territoriale del Food&Grocery online in Italia

Sono sempre di più i consumatori italiani che possono fare la spesa online nel proprio supermercato: nel 2020 il servizio è disponibile per il 73% dei consumatori, contro il 68,5% dell’anno scorso. Nel nostro Paese continuano ad esistere regioni più avanzate da questo punto di vista, come Lazio, Lombardia e Piemonte. Allo stesso tempo, anche le aree storicamente meno servite hanno iniziato a sperimentare questi modelli di spesa e distribuzione. Nel 2020, nel 54% delle provincie italiane si è registrata almeno una nuova iniziativa di spesa online. Il numero dei servizi dipende dalla quantità di popolazione per provincia:

  • Province con oltre 1,5 milioni di abitanti: una media di 10,5 iniziative di spesa online.
  • Province con popolazione tra 650mila e 1 milione: media di 5,2 iniziative.
  • Province con meno di 300 mila abitanti: una media di 2 iniziative.

Nelle province del Nord si registrano più iniziative (media di 4,5 iniziative per provincia) rispetto al sud (media di 1,7). Ciò che conta che in tutte le Regioni italiane è presente almeno un’iniziativa di Food Delivery.

Se invece consideriamo i singoli comuni spicca una tendenza interessante: i player ormai sono presenti anche nei centri più piccoli, in modo da raggiungere un numero di clienti maggiore. Tutti i comuni con almeno 50.000 abitanti sono coperti dal servizio, nel 2019 erano il 93%.

Covi-19: un impulso al Food&Grocery online

La Quarantena ha quindi stimolato il processo di digitalizzazione di tante aziende, incluse quelle che si occupano di alimenti e altri beni di prima necessità. Questo è successo anche a molti esercenti locali, come ristoranti o bar, che si sono affidati a metodi digitali meno sofisticati, che per esempio permettevano di prenotare l’ordine grazie a Whatsapp, Messenger o altre app di messaggistica.

Secondo l’analisi, le attività già presenti online da prima della pandemia hanno riscontrato un aumento di ordini soprattutto grazie ai nuovi consumatori, come ha affermato Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano.

Allo stesso tempo però gli operatori si sono resi conto che l’offerta non riusciva a soddisfare l’immensa domanda esplosa letteralmente nel 2020. Le aziende infatti si sono accorte che le risorse dedicate agli acquisti da digitali non erano sufficienti, e quindi hanno deciso di incrementarle. Secondo l’esperta “è grazie a questa consapevolezza che stanno prendendo forma nuove strategie, finalmente caratterizzate da impegno e risorse adeguate a sostenere una crescita strutturale del canale eCommerce nei prossimi anni. Oggi ci sono quindi tutti i presupposti per gettare le fondamenta di un progetto di sviluppo sostenibile di questo settore online, con due punti di attenzione: l’ottimizzazione delle operations e la riorganizzazione aziendale”. Insomma, finalmente le imprese hanno capito che l’e-commerce e, in generale, il digitale hanno potenzialità elevatissime per il comparto alimentare e iniziano ad investire seriamente. Ma quali sono i punti critici su cui lavorare?

Food&Grocery: processi da migliorare

La logistica è sicuramente un punto fondamentale per le aziende del settore. Sarà fondamentale ottimizzare il processo che inizia con l’accoglienza e gestione delle prenotazioni, preparazione degli ordini e consegna al corriere che poi si occupa di distribuirli ai clienti. La procedura richiede ottima organizzazione e velocità, perché le pietanze tendono a deteriorarsi e raffreddarsi in tempi rapidi.

La macchina operativa determina quindi il successo dell’attività. Senza contare che l’esperienza verrà eventualmente commentata dal cliente nelle pagine Facebook dell’azienda e altri siti e quindi determinerà la reputazione dell’azienda.

Quindi per creare un’offerta online di successo bisogna puntare sulla perfetta organizzazione aziendale, in cui ogni professionista deve avere un ruolo e una responsabilità precisa, proprio come una catena di montaggio.

Senza contare che l’acquisizione degli ordini può avvenire su diversi canali: da una chiamata telefonica, ai messaggi anche su WhatsApp e applicazioni simili, fino ai social network, i siti di food delivery e gli e-commerce proprietari. Occorre mettere a disposizione dei clienti tante opportunità di acquisto, creando una strategia comunicativa omnicanale efficiente e veloce.

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