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Fashion online: il People First è il nuovo trend dell'e-commerce

E-commerce del settore fashion: quali sono le tendenze del 2021? Come è cambiato il settore dopo il Covid? Ecco cosa dicono i dati e come muoversi

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People First: questo sembra essere il nuovo mantra dell’e-commerce, soprattutto per i brand di moda. Il settore si prepara a rialzarsi in gran stile dopo quasi due anni di pandemia, che ha causato una crisi importante in tutto il mondo. Ora è necessario recuperare il terreno perso coinvolgendo i clienti, metterli in primo piano nelle proprie strategie di marketing. A tal proposito, Sda Bocconi e Salesforce hanno prodotto l’indagine “The Future of Retail Store and Customer Engagement in the New Normal” che cerca di fare il punto della situazione e comprendere meglio come si evolverà il commercio elettronico legato al fashion.

E-commerce e moda: sempre più attenzione alla sostenibilità

La sostenibilità rappresenta un valore importante per gli acquirenti online del settore moda. Oltre il 50% dei consumatori intervistati è disposto a pagare fino al 20% in più per capi a basso impatto ambientale e sociale. I consumatori badano, non solo al Pianeta, ma soprattutto all’etica dell’azienda: al benessere dei dipendenti, alla filiera, al basso impiego di risorse naturali per la produzione, alla riduzione dell’anidride carbonica, all’uso di materiali riciclati. Questi sono elementi davvero importanti oggi, che l’azienda deve sfruttare e far risaltare all’interno della propria strategia comunicativa.

Ma l’elemento più importante per gli intervistati è sicuramente la salute e la sicurezza dei dipendenti del brand, tra cui la parità di genere (considerata importante per il 45% degli intervistati). Un’azienda etica, consapevole e giusta ha quindi un enorme vantaggio competitivo sul mercato.

E-commerce fashion: il futuro è multicanale

La multicanalità è un valore da sempre importante per i consumatori, ma con la pandemia il suo ruolo è ancora più centrale. Ciò avviene soprattutto quando si parla di e-commerce di prossimità. Durante il Covid-19, molti negozi hanno deciso di vendere anche online in modo da aggirare le chiusure. Anche le persone vicine hanno potuto fare acquisti online e magari andare a ritirare il prodotto in negozio. L’integrazione tra strategia local e multicanalità sarà ancora più importante in futuro. Quindi, con le riaperture dei punti vendita non si dovrà rinunciare ai canali digitali, anzi si dovranno integrare ancora meglio tra loro.

Settore fashion: i consumatori badano al Pese di produzione

Insieme all’interesse verso etica e sostenibilità, aumenta anche quello verso il Paese di produzione di un capo d’abbigliamento. Il 53% del campione ammette che il Paese di origine è un fattore che incide sull’acquisto. Ma ciò che non conta non è la produzione di per sè, quanto la tracciabilità della filiera, ovvero il percorso del capo d’abbigliamento dall’idea al risultato.

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Consumatori: più attenti al risparmio

Il 2020 è stato un anno nero per il settore del fashion, complice il lockdown che ha costretto le persone a rimanere a casa. La voglia di un abito nuovo era sicuramente l’ultimo dei problemi. Così, le vendite sono calate del 68% rispetto all’anno precedente. Senza contare che con la crisi si fa più attenzione al risparmio e si acquista solo ciò che è davvero necessario. Quindi, i consumatori preferiscono acquistare un capo di qualità e destinato a durare a lungo (45%).

Vintage e abiti di seconda mano sempre più diffusi

A ciò è legata un’altra tendenza del settore: la passione – sempre più diffusa – per gli abiti di seconda mano. Ormai esistono tante piattaforme che permettono ai consumatori di vendere o scambiare capi d’abbigliamento, senza contare gli e-commerce e i punti vendita specializzati nel vintage, che ormai affollano la rete. In questo modo il consumatore contribuisce all’economia circolare, un altro punto che accomuna anche altri settori produttivi di tutto il mondo. L’economia circolare consente di ridurre la produzione di rifiuti e consente a un abito già usato di avere una nuova vita.

E-commerce di moda: attenzione ai servizi

Tra le altre tendenze del momento spicca una enorme attenzione ai servizi offerti da un negozio. Tra questi, spicca la possibilità di effettuare un reso in modo semplice e veloce (29% del campione). C’è poi l’esigenza di una consegna breve, con la possibilità di scegliere data e orario, fino a qualcosa di più sofisticato come la presenza di un’assistente virtuale o quella di personalizzare il prodotto.

Queste sono le principali tendenze che interessano il settore moda e abbigliamento. Chi vuole avviare o migliorare il proprio e-commerce deve tenerne conto.

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