Calo di traffico organico nel sito web: perché succede e come risolvere il problema

Un piccolo calo del traffico può essere fisiologico per un sito web, ma quando il problema è continuo occorre capire il motivo e correre ai ripari: ecco come fare

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Un calo del traffico organico di un sito web, e quindi delle visite che non arrivano dalle ricerche di Google, può essere determinato da diversi fattori.

Fortunatamente si può risolvere facilmente, basta sapere quali sono le cause.

Si può andare da problemi relativi al tracciamento delle visite a errori nell’analisi delle parole chiave, fino alle penalizzazioni date da Google alle pagine web.

Ecco cosa fare in questi casi per acquisire nuovamente traffico organico.

I motivi dei cali di traffico organico

I cali di traffico organico possono verificarsi per svariati motivi: magari gli utenti stanno cambiando le loro ricerche a causa della stagionalità (difficilmente in estate si faranno ricerche relative al Natale, ad esempio), oppure ci sono errori tecnici nel sito che fanno sì che i bot non scansionino bene le pagine web o l’indicizzazione non venga gestita bene.

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Quale che sia la causa però è sempre possibile correre ai ripari e risolvere, per portare il sito alle normali condizioni di traffico. Tenere d’occhio la pagine di Google Analytics è sempre una buona prassi per verificare che il sito sia correttamente funzionante e che sia facile da trovare per gli utenti online.

Possibili cause del calo di traffico organico e soluzioni

Ecco alcuni dei problemi più comuni che causano una diminuzione delle visite alle pagine web e le loro soluzioni.

Sono di fatto una serie di controlli fondamentali per verificare la causa di cali del traffico. Ad ogni problematica è associato uno strumento di Google da consultare in modo da avere una panoramica della situazione tornare alla normalità.

Ricerche e stagionalità

È fisiologico che le ricerche degli utenti siano anche influenzate dalla stagionalità: per esempio un sito che vende articoli prettamente legati al periodo estivo avrà più visite nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto, rispetto ai mesi invernali.

Inoltre, durante l’estate le persone tendono a navigare meno online, in particolare nei siti a carattere editoriale. Subito dopo i saldi, gli e-commerce vengono visitati in modo minore. Insomma, la stagionalità è una variabile da considerare.

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Per capire se la stagionalità stia influenzando le visite al sito, è molto utile fare un confronto, tramite Google Analytics, ai dati relativi allo stesso periodo negli anni precedenti. Se la situazione è simile, è molto probabile che si tratti semplicemente di un problema “fisiologico”, che può essere confermato anche analizzando gli andamenti delle ricerche su Google Trends.

Problemi tecnici nel sito

Potrebbe anche essere che nelle diverse pagine ci siano dei problemi strutturali che, rilevati dai bot, influenzino negativamente il posizionamento del sito che viene rilevato come poco performante o lento.

Potrebbe anche darsi che, in caso di un calo generale su tutte le pagine del sito, sia il codice Analytics ad essere stato integrato in modo scorretto e che quindi non stia dando risultati attendibili.

Anche errori dovuti a un server che smette di funzionare a lungo possono causare disagi in termini di posizionamento e visite, e gli utenti, non trovando il sito online e funzionante, potrebbero rivolgersi alla concorrenza.

Inoltre, esistono degli strumenti che permettono a Google di leggere e monitorare meglio le piattaforme. Questi sono, per esempio:

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  • la Sitemap, una vera e propria mappa della piattaforma con l’architettura delle pagine
  • il file Robots.txt

Calo del posizionamento

Se invece che un calo improvviso e importante, ci si accorge di un calo lento ma costante, potrebbe essere che il sito stia perdendo posizione e che siano apparsi risultati più interessanti che lo superano in termini di indicizzazione.

I siti della concorrenza potrebbero posizionarsi meglio per determinate parole chiave per una SEO migliore, contenuti più aggiornati ed interessanti, backlink più autorevoli e un’affidabilità maggiore percepita dal motore di ricerca. Inoltre, magari la ricerca delle keyword è stata fatta in modo scorretto e occorre ottimizzare le pagine per parole chiave diverse e più performanti.

In questo caso una buona pratica è analizzare il volume di ricerca delle parole chiave presenti nel sito con Google Search Console anche studiare con attenzione i siti dei competitor, individuando i loro punti di forza e migliorando il proprio sito web di conseguenza.

Penalizzazione di Google

Il bot di Google potrebbe penalizzare un sito web che ritiene non attendibile o inaffidabile. Esistono due tipi di penalizzazioni:

  • site-wide matches, quando tutto il sito presenta un problema, e per questo l’intero dominio viene penalizzato
  • partial matches, riguarda solo una, o alcune pagine del sito, e solo quelle determinate pagine vengono penalizzate

Esistono poi anche delle penalizzazioni automatiche, decise in autonomie dagli algoritmi del motore di ricerca per i siti web che non rispettano le linee guida e gli standard di qualità di Google. Risolvere questo tipo di problemi non è semplice e anzi tutte le modifiche richiederanno diverso tempo prima che Google riesca a percepirle e ripotare il sito nella posizione ottimale.

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