Aprire una partita IVA per e-commerce

Aprire una partita IVA per e-commerce: tutto ciò che devi sapere

Pubblicato il 24 ottobre 2022
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Quando decidi di aprire un e-commerce decidi, a tutti gli effetti, di intraprendere un’attività commerciale.

Soggetta agli obblighi della vendita al dettaglio, la vendita online non può essere svolta come prestazione occasionale. Richiede invece l’apertura della partita IVA, anche se il volume d’affari è basso e non si effettua un’attività di stoccaggio merci.

Ma se aprire un e-commerce senza partita IVA è impossibile, qual è il regime da scegliere? E a quali tasse si va incontro?

Partita IVA per e-commerce, le diverse tipologie

L’ordinamento italiano prevede tre diversi regimi fiscali, per chi intende aprire una partita IVA:

  • il regime ordinario è consigliato alle SRL e alle SPA, ma anche ai professionisti e alle imprese che superano i 400.000 € per le società di servizi e i 700.000 € per tutte le altre attività;
  • il regime semplificato può essere adottato dalle imprese che si mantengono sotto i 400.000 e i 700.000 €, ed esonera dall’obbligo di redigere il bilancio e di tenere scritture contabili;
  • il regime forfettario è perfetto per chi si lancia in una nuova attività: il limite di fatturato è di 65.000 € l’anno, non si applica l’IVA e la tassazione è agevolata, ma non vi è la possibilità di scaricare alcunché.

Per scegliere quale tipologia di partita IVA per e-commerce aprire devi dunque considerare il volume d’affari che ti aspetti, ma anche le tue esigenze (su tutte, la necessità di scaricare spese).

Come aprire una partita IVA per e-commerce

La partita IVA deve essere aperta entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

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La prima cosa da fare è scegliere il codice ATECO, e dunque il codice identificativo del proprio business: nel caso degli e-commerce è 47.91.10, per il dropshipping è 73.11.02. Qual è la differenza? In un e-commerce, il titolare vende i suoi prodotti attraverso un sito Web di proprietà oppure attraverso piattaforme virtuali (es. Etsy, Amazon, eBay). Il dropshipping, invece, non prevede alcun costo d’acquisto o stoccaggio: il titolare dell’attività compra prodotti messi a disposizione da grandi siti e li rivende, facendoli recapitare direttamente a casa dell’acquirente e guadagnando sulla vendita una percentuale predefinita (tipicamente, chi fa dropshipping si appoggia ad Ali Express).

Dopo aver individuato il codice ATECO di riferimento, dovrai decidere a quale regime fiscale aderire:

  • scegliendo il regime ordinario, sarai soggetto ad una tassazione variabile a seconda del tuo fatturato (23 – 43%) ma potrai scaricare tutte le spese legate alla tua attività;
  • scegliendo il regime forfettario, pagherai per i primi cinque anni il 5% di IRPEF e – dal sesto anno in poi – il 15%.

I vantaggi del regime forfettario sono principalmente due. Innanzitutto, tale regime prevede il cosiddetto “coefficiente di redditività”: chi ha un e-commerce deve calcolare le tasse da pagare sul 40% del fatturato, mentre il 60% viene considerato costo di default. Inoltre, non applicando l’IVA, consente di vendere all’utente finale a prezzi più vantaggiosi. Tuttavia, è necessario avere un fatturato inferiore ai 65.000 € annui e, se si lavora anche come dipendenti, il proprio reddito non può superare i 30.000 €.

Contestualmente all’apertura della partita IVA, dovrai iscriverti alla sezione commercianti del Registro delle Imprese presente nella Camera di Commercio di competenza. Non solo: dovrai anche presentare la SCIA (Segnalazione Certificata d’Inizio Attività) presso il SUAP del tuo Comune. A quel punto, senza dover attendere alcuna comunicazione, potrai iniziare a vendere online.

Come funzionano le vendite all’estero?

Una volta in possesso di tutti i requisiti necessari ad aprire e a gestire un e-commerce, devi pensare a come strutturarlo.

Ad esempio, vuoi che i tuoi prodotti possano essere acquistati solamente dall’Italia o anche all’estero? In questo secondo caso devi sapere che, se superi i 10.000 € annui di vendite in Paesi dell’Unione Europea, anche col regime forfettario devi applicare alla singola vendita l’IVA del Paese di destinazione. Inoltre devi registrarti al regime OSS UE per dichiarare e versare l’IVA sulle vendite a distanza di beni.

Vendere in Paesi al di fuori dell’Unione Europea può essere un po’ più complicato: è necessario controllare che le merci proposte non siano proibite nel Paese di destinazione, compilare appositi moduli doganali e dotarti di codice EORI e HS code. Anche la fatturazione cambia, a seconda dei mercati in cui si intende vendere.

Per aprire una partita IVA per e-commerce, per scegliere il regime fiscale più adatto e per capire come gestire la propria fatturazione, la consulenza di un commercialista esperto in vendite online è fondamentale.

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