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Potenzialità della digitalizzazione nei Paesi Europei: lo studio

Il Digital Transformation Index fotografa la maturità digitale e le potenzialità dei diversi Paesi Europei. L'Italia ha ancora tanta strada da fare. Ecco i dati

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L’avanzata della digitalizzazione a livello globale è uno dei tanti effetti dell’emergenza socio-sanitaria. Il digitale ormai influenza il modo in cui ci interfacciamo con i diversi settori: dagli acquisti, che oggi sono effettuati sempre più online, alla gestione dei servizi finanziari, fino all’intrattenimento e i servizi per la salute. Naturalmente il livello di digitalizzazione cambia, non solo da persona a persona o da azienda ad azienda, ma anche tra i vari Paesi Europei. Quali sono le Nazioni che hanno accolto con maggiore naturalezza tali cambiamenti e quali invece devono ancora fare tanta strada? Quali sono poi i Paesi con il maggiore “potenziale digitale“?

C’è un nuovo report che risponde a queste e altre domande sulla trasformazione tecnologica dell’Europa: si chiama “Digital Transformation Index” ed è stato commissionato dalla compagnia eToro al CEBR (Center for Economics and Business Research).

Digitalizzazione: Italia fanalino di coda

Il report dimostra che nei Paesi in cui si usa il digitale in modo frequente, i cittadini sono più sicuri e propensi alla trasformazione tecnologica. Tra le tecnologie usate regolarmente e quindi “propedeutiche” al cambiamento spicca l’online bannking. Quasi il 25% del campione usa quotidianamente un servizio digitale di questo tipo mentre il 77% la usa almeno una volta a settimana a livello europeo. Invece in Italia la percentuale scende al 36% che usa i servizi digitali bancari ogni tre mesi, contro il 91% di Danimarca.

Il nostro Paese è quindi indietro nella digitalizzazione e ciò è dimostrato anche da altri indicatori. Infatti, si trova all’ottava posizione nel Digital Engagement Index e nel Digital Growth Index. Solo la Romania è dietro l’Italia. Senza contare che in Italia ci sono diversi oppositori alla digitalizzazione: il 36% del campione afferma che resisterebbe all’aumento di tecnologie digitali nella propria azienda.

Allo stesso tempo però gli italiani sono tra coloro ad aver risposto meglio all’avanzata dell’e-commerce: il 73% ha affermato di sentirsi a proprio agio nel fare shopping online. Quindi ci sono dei settori che potrebbero trainare una maggiore partecipazione della comunità alla trasformazione digitale e tra questi spicca il commercio elettronico.

Classifica della trasformazione digitale: i Paesi più avanzati

Se il nostro Paese non vanta certo una buona posizione nella classifica dei Paesi digitalizzati, ci sono altre Nazioni che invece sono all’avanguardia e che potrebbero essere di ispirazione anche per le aziende nostrane.

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Secondo il report, la Danimarca è la Nazione più digitale d’Europa. La Spagna è al secondo posto: gli intervistati dell’area iberica usano in modo integrato prodotti hardware e software in modo frequente, tuttavia la preoccupazione in Spagna è molto alta. Il 40% degli intervistati è preoccupato per le fake news mentre il 35% si preoccupa delle truffe e falle della sicurezza informatica.

Tale preoccupazione deriva da una consapevolezza importante: quella che le aziende e tutte le organizzazioni hanno bisogno assoluto di incrementare i livello di protezione, affidandosi a software ad hoc e figure specializzare in security management.

Il Regno Unito è nelle posizioni alte della Digital Engagement Index. In questo Paese sono molto diffusi i pagamenti digitali e con carta, così come l’uso di piattaforme digitali formative (FAD – Formazione a distanza), usate da lavoratori, studenti ed esperti. Quindi potrebbe essere un’idea per le aziende italiane quella di avvicinare i dipendenti al digitale tramite l’uso di piattaforme di formazione a distanza.

La Germania, nonostante sia uno dei Paesi Europei più popoloso e tra i primi per Prodotto Interno Lordo, delude le aspettative. In particolare, ha una posizione bassa nel Digital Growth Index: il sostegno all’incremento della digitalizzazione è tra i più bassi registrati. Stessa situazione per il livello di maturità digitale.

Solo il 37% degli intervistati si sentirebbe a proprio agio a pagare più di 100 euro con un’app mobile. E questo è un indicatore importante: significa che c’è tanto da fare per trasformare i metodi di pagamento innovativi in abitudine.

Insomma, proprio come previsto la digitalizzazione è altalenante anche in base al tipo di tecnologia o all’uso che se ne fa. Inoltre, il report rende chiaro un fatto: la digitalizzazione coinvolge tutta la popolazione, le aziende e le organizzazioni. Ogni comportamento e abitudine può contribuire a fare un passo in avanti verso la trasformazione tecnologica.

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