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Nuova Sabatini 2020, come cambia con la Legge di Bilancio

La Nuova Sabatini permette alle PMI di ricevere finanziamenti agevolati per l’acquisti di tecnologia 4.0. Ecco come funziona

DATA APERTURA dal 1 gen 2020 al 31 dic 2025

Nata con il Piano Nazionale Industria 4.0, la misura “Beni strumentali (Nuova Sabatini)” è stata una delle più utilizzate dalle imprese negli ultimi cinque anni. Ha permesso a molte aziende, soprattutto PMI, di acquistare macchinari 4.0 e di essere più competitive sul mercato. Per continuare il processo di digitalizzazione delle imprese italiane, la misura è stata rinnovata dal Ministero dello Sviluppo Economico fino al 2025: nel 2020 sono stati stanziati 105 milioni di euro, dal 2021 al 2024 97 milioni per ogni anno e 47 milioni per il 2025, per un totale di circa 540 milioni di euro.

In che cosa consiste la Nuova Sabatini? Si tratta di una misura che aiuta le piccole e medie imprese a ottenere finanziamenti agevolati da parte degli istituti bancari per l’acquisto o per il leasing di nuovi macchinari 4.0. La misura interviene direttamente sugli interessi che l’azienda deve pagare per il prestito richiesto all’istituto di credito. La misura si rivolge a tutte le piccole e medie imprese italiane: sono escluse solamente le aziende che operano in attività finanziarie e assicurative. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla Nuova Sabatini e le novità introdotte per il 2020.

Che cosa è la Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini è un’agevolazione economica del Ministero dello Sviluppo Economico rivolta alle piccole e medie imprese che vogliono investire in macchinari 4.0, impianti produttivi hardware, software e tecnologie digitali per migliorare la competitività del Sistema Paese.

A chi si rivolge la Nuova Sabatini

Uno dei segreti del successo della Nuova Sabatini è il fatto che sia una misura rivolta a tutte le PMI, senza distinzione territoriali. È necessario, però, rispettare dei requisiti:

  • Essere iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca.
  • Non essere in stato di liquidazione, fallimento o sottoposte a procedure concorsuali.
  • Non aver ricevuto un aiuto ritenuto illegale dalla Commissione Europea.
  • Non essere un’impresa in difficoltà.
  • Avere la sede in uno Stato Membro, ma avere l’intenzione di aprire una nuova sede in Italia prima del termine dell’investimento.

Non c’è nessuna limitazione per quanto riguarda i settori produttivi di riferimento: sono ammessi tutti i codici ATECO 2007 ad esclusione delle attività finanziarie e assicurative.

Come funziona la Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini è un’agevolazione atipica. Per accedere al finanziamento non bisogna far richiesta direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, ma all’istituto di credito al quale si chiede il prestito per l’acquisto del macchinario. Come funziona l’agevolazione?

La prima cosa da fare è richiedere un finanziamento a una banca o a un intermediario finanziario che ha aderito alla convenzione tra il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Associazione bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti per erogare prestiti alle micro, piccole e medie imprese. Insieme alla richiesta di finanziamento, l’azienda deve presentare anche la domanda di accesso al contributo della Nuova Sabatini 2020.

A questo punto la banca o l’intermediario bancario si interfaccia con il MiSE e invia la richiesta di accesso al contributo. Se la documentazione fornita è ritenuta completa, il Ministero emana un provvedimento per la concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare, degli investimenti ammissibili e delle agevolazioni concedibili. La banca, ottenuto il nullaosta del MiSE, stipula un contratto con l’azienda per l’erogazione del finanziamento in un’unica rata. Una volta completato l’investimento, l’azienda deve presentare il documento che attesti la fine del progetto e ogni anno deve trasmettere al MiSE la Richiesta di Pagamento per ottenere i contributi per pagare gli interessi del prestito.

Contributo e fondi stanziati

L’incentivo del MiSE può coprire fino al 100% delle spese ammissibili. Il contributo ottenuto viene calcolato in base agli interessi calcolati su un finanziamento di cinque anni pari all’investimento previsto per l’acquisto del macchinario. Il tasso è pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari.
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie e in sistemi di tracciamento dei rifiuti.

La Nuova Sabatini può essere affiancata dal “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” e coprire l’80% dell’investimento richiesto, ma deve rispettare alcuni requisiti:

  • Durata superiore ai cinque anni.
  • Importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro.
  • Utilizzato solamente per gli investimenti previsti nel progetto.

Per il 2020 i fondi stanziati sono pari a 105 milioni di euro, che scendono a 97 milioni di euro l’anno per il 2021, 2022, 2023 e 2024. Per il 2025 la somma stanziata è pari a 47 milioni di euro.

Cosa si può acquistare con la Nuova Sabatini 2020

Tra le spese che si possono finanziare con la Nuova Sabatini c’è l’acquisto di qualsiasi tipo di macchinario 4.0 e di impianto innovativo che permetta il miglioramento della competitività dell’azienda. Sono comprese anche le spese per hardware, software e tecnologie digitali. In alternativa all’acquisto si può optare per il leasing.

Sono escluse tutte le spese che fanno riferimento a terreni e fabbricati, oppure macchinari usati o rigenerativi.

Nuova Sabatini, cosa cambia nel 2020

Per il 2020 il Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di potenziare la misura per le PMI del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.) che investono in macchinari innovativi, aumentando il contributo del 100%. Quindi il tasso d’interesse calcolato non è del 2,75%, bensì del 5,5%.

Inoltre, il 25% delle risorse stanziate dal MiSE sono riservate alle micro, piccole e medie imprese che acquistano macchinati (anche in leasing) a basso impatto ambientale per migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

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