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Il nuovo Piano digitale dell'Unione Europea: cosa prevede

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Shaping Europe’s Digital Future è il titolo del nuovo Piano Digitale dell’Unione Europea. All’interno del documento, la Commissione Europea ha redatto gli obiettivi da mettere in atto nei prossimi cinque anni.

Si parte da una consapevolezza: nel vecchio Continente c’è ancora tanto da lavorare sul piano dell’innovazione. Ormai non è più possibile fare a meno del digitale in nessun contesto sociale: sia cittadini che aziende e Pubblica Amministrazione devono maturare questa consapevolezza. Solo in questo modo sarà possibile colmare il gap tecnologico che ci divide dagli altri colossi globali, in primis Cina e Stati Uniti. A tal proposito, il documento individua tre macro-obiettivi da raggiungere nella prossima programmazione. Tutti devono essere implementati tenendo conto dei valori fondanti dell’Unione Europea e grazie alla cooperazione degli Stati Membri.

Shaping Europe’s Digital Future: i presupposti da cui partire

La Commissione Europea guidata dalla presidente Ursula von der Leyden ha delineato la strategia da seguire nei prossimi cinque anni per accelerare la trasformazione digitale del Vecchio Continente. Il cambiamento richiede il contributo di tutti: occorre coinvolgere i cittadini, dando loro nuove opportunità e punti di vista, ma anche le risorse necessarie per metterli in atto. Ciò è possibile dotando Pubblica Amministrazione e aziende di tutti gli strumenti necessari per trasformare i processi dalle modalità tradizionali a quelle digitali. Sono ancora tante le realtà che lavorano con metodi e strumenti obsoleti.

L’applicazione delle strategie non può però prescindere dai valori europei e dalla necessità di proteggere la vita sul pianeta. Per esempio, occorre tutelare la privacy degli utenti. Inoltre, bisogna tener presente che le PMI rappresentano la spina dorsale della società, quindi occorre dotarle di una normativa adeguata, ma anche delle risorse e strumenti per sviluppare una trasformazione digitale efficace. Sulla base di queste premesse, “Shaping Europe’s Digital Future” intende perseguire tre obiettivi principali.

Il Piano Digitale deve tutelare i diritti dei cittadini

Innanzitutto, la tecnologia deve essere sviluppata rispettando diritti e valori fondanti dell’Unione Europea. In poche parole, sistemi e piattaforme non devono essere semplicemente funzionali o facili da usare, ma devono implementare soluzioni capaci di proteggere i dati personali inseriti dagli utenti, in modo che nessun attacco informatico possa rubarli.

Inoltre, i sistemi informatici devono proteggere il cittadino dalla disinformazione, aiutandolo a riconoscere le fake news o riuscendo a filtrarle prima che arrivino alla sua attenzione. Le notizie false hanno infatti un enorme potere sulle masse: non solo influenzano l’opinione pubblica e possono riuscire a manipolare le elezioni. A tal fine, occorre intervenire sia su chi gestisce le piattaforme, sia sull’educazione digitale dei cittadini. Sono già stati messi a punto diversi interventi pensati per filtrare le notizie e aiutare le persone a riconoscere e segnalare quelle false.

Competitività digitale: gli interventi

Il secondo pilastro riguarda la competitività. Sappiamo che l’Unione Europea è ancora indietro per quanto riguarda lo sviluppo digitale, soprattutto se confrontata ad altri colossi globali, come la Cina e gli Stati Uniti, dove gran parte della popolazione si affida a sistemi digitali per rapportarsi alle aziende, alla PA o per svolgere altre azioni comuni.

Al contrario, nell’Unione Europea esistono ancora Nazioni che non hanno accesso alla connessione veloce o dove la maggior parte delle attività è svolta in modo tradizionale. La tecnologia non è ancora entrata totalmente nella vita delle persone. Il Piano Digitale intende colmare questo gap per sviluppare la sovranità europea nel mercato digitale.

A tal fine, occorre investire in ricerca e sviluppo per introdurre standard di sicurezza informatica che possano essere applicabili in tutti gli ambiti della società. Occorre sostenere, anche a livello economico, le aziende che desiderano operare grazie alle soluzioni informatiche all’avanguardia: dall’intelligenza artificiale al blockchain. Quindi probabilmente usciranno diversi bandi focalizzati sull’utilizzo di queste tecnologie.

Infine, è necessario creare un nuovo sistema di tassazione che possa stimolare la trasformazione digitale: per esempio, le aziende che si affidano a soluzioni di ultima generazione possono avere dei contributi, e così via. Per il momento non esistono ancora bandi ad hoc, ma nei prossimi anni sicuramente ci sarà una svolta in tal senso.

Un’Europa digitale e sostenibile

La tutela dell’ambiente, elemento comune a diverse strategie europee, rientra anche all’interno del Piano Digitale. L’obiettivo non è creare soluzioni a servizio dell’uomo (come avvenne nella rivoluzione industriale) ma migliorare la qualità della vita umana grazie a soluzioni sostenibili.

Saranno quindi messe in luce le opportunità offerte dalla tecnologia e premiate le imprese più meritevoli, quelle che preferiscono strumenti e risorse a basso impatto per la gestione dei processi aziendali.

Come si misureranno i risultati?

All’interno del documento appaiono anche gli indici che permetteranno di monitorare l’andamento delle strategie. In cinque anni, la capacità dei cittadini di usare soluzioni digitali passerà dal 57% al 70%; le imprese europee che sfrutteranno le nuove tecnologie (come l’intelligenza artificale) dovrà essere triplicata; l’impiego di tecnologie dovrà far diminuire del 10% l’emissione di anidride carbonica nell’ambiente. Questi sono i principali indicatori di performance inseriti nel piano.

Al piano digitale, seguiranno altri documenti specifici sui singoli ambiti di intervento. Per esempio, a metà marzo è stato pubblicato il Digital Education Plan, strategia che mira ad offrire formazione digitale ai cittadini. È stato pubblicato anche un documento programmatico dedicato all’Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle aziende.

In conclusione

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è ottimista e pronta a impegnarsi per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Con queste parole, pubblicate sul suo profilo Twitter, ha presentato la nuova strategia digitale europea: “Sono un’ottimista della tecnologia. Credo nella tecnologia come in una forza per il bene. L’Unione europea deve essere capace di fare le sue scelte, basate sui propri valori, rispettando le proprie regole. Questo è quello che chiamo un’Europa tecnologicamente sovrana”.

Per rimanere aggiornati sulle azioni legate al Shaping Europe’s Digital Futurenon resta che seguire il sito ufficiale del programma.

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