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Fondo Nazionale Innovazione al via: come funziona

Entro il 2020 nuovi investimenti per le startup e aziende: l’obiettivo è puntare su innovazione per ripartire dopo l’emergenza sanitaria

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Il Fondo Nazionale Innovazione è una delle tante misure pensate per sostenere il tessuto delle imprese innovative in Italia, e nello specifico si rivolge al folto gruppo di startup presente su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è anche quello di superare il difficile 2020 puntando proprio su idee ad alto valore digitale e tecnologico, che permettano al mercato italiano di superare la crisi sanitaria ed economica e velocizzare la trasformazione digitale.

La presentazione del FNI è avvenuta a Torino nel marzo 2019 e dopo un lungo iter burocratico finalmente è stato attivato in questi giorni. Il Fondo vanta investimenti per 1 miliardo, 4 fondi già attivi e 3 in dirittura di arrivo. L’obiettivo è generare un mercato e una serie di misure finanziarie pensate per sostenere l’avvio e la crescita delle startup innovative e del venture capital.

Come nasce il Fondo Nazionale Innovazione

Il Programma abbraccia diversi provvedimenti voluti dal Ministero dello Sviluppo Economico e da quello dell’Economia e Finanza, con la partecipazione di Invitalia e CDP Venture Capital. Da una parte le iniziative sono pensate per accompagnare e sostenere le diverse fasi di una startup, dall’altra sono ideate per dare un nuovo impulso al venture capital. E proprio in questo caso entra in ballo CDP Venture Capital SGR, l’organismo nato per incentivare l’ecosistema nazionale e renderlo competitivo rispetto ai migliori Paesi Europei.

La SGR (Società Gestione Risparmio) ha a disposizione un capitale da 1 miliardo di euro, utilizzati per individuare le idee imprenditoriali ad alto potenziale e attivare dei programmi di investimento e co-investimento mirato. Vediamo tutti i fondi in cui verranno suddivise le risorse.

Il Fondo Italia Venture I non è certo una novità nel panorama italiano: nasce nel 2015 e ha già finanziato 20 startup attive in diversi settori, dal biotech all’high tech. Quindi grazie al nuovo Fondo non farà altro che proseguire la sua attività volta a finanziare la crescita di altre aziende. All’interno del FNI confluiranno poi anche le risorse del Fondo Italia Venture II – Fondo Imprese Sud (150 milioni di euro) indirizzato alla trasformazione tecnologica delle imprese del Sud Italia.

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Un altro fondo che confluisce nel calderone è VenturItaly, che dispone di 300 milioni di euro da investire sempre in venture capital. L’ultimo fondo attivato (è partito a maggio 2020) è il Fondo Acceleratori che invece è pensato per attivare programmi verticali su settori ritenuti molto importanti per l’innovazione. È finanziato con 125 milioni di euro che serviranno anche per supportare le attività degli acceleratori di impresa. A questi fondi se ne aggiungeranno altri nelle prossime programmazioni, cioè il Fondo CVC – Corporate Venture Capital, il Fondo Tech Transfer, Fondo Late Strange, fino a raggiungere 1 miliardo di euro.

Obiettivi del Fondo Nazionale Innovazione

FNI nasce con un obiettivo ambizioso: finanziare oltre 1100 startup entro il 2022, avviare 15 programmi di accelerazione aziendale e creare 20 gruppi capaci di gestire i progetti di Venture Capital.

La crisi economica da una parte ha messo e metterà i bastoni tra le ruote, perché le startup dovranno dirottare parte delle spese sulle misure anti-contagio, ma d’altra parta rappresenta un’opportunità per trovare finalmente una strada alternativa per portare avanti i processi industriali, puntando sempre di più su nuove tecnologie che hanno già permesso alle aziende di continuare a operare anche in emergenza.

Tuttavia, bisogna considerare che la pandemia ha colpito soprattutto le startup innovative di piccole dimensioni e proprio per questo è ancora più importante sostenerle con programmi e finanziamenti mirati.

Fondo Nazionale Italia: le startup beneficiarie

Come abbiamo accennato, il provvedimento ha già permesso a tante startup di superare la prima fase di vita e crescere. In alcuni casi, queste realtà innovative hanno addirittura rappresentato un modello di business da replicare con successo. Un esempio è Sardex, startup focalizzata sulla creazione di un circuito di moneta alternativa nato in Sardegna, che in pochi anni è diventata una SpA. C’è poi il Primo Space, fondo early stage ideato da Primomiglio Sgr nell’estate 2018, ma anche Restorative Nanotechnologies, Claris Biotech Venture e altri. Entro la fine del 2020 si vogliono mobilitare 250 milioni di euro su ulteriori progetti.

Le attività saranno mirate a sostenere la fase pre-seed delle startup, aziende del Mezzogiorno e altri progetti pensati per aiutare le aziende nel periodo post-Covid. Tutte le iniziative verranno tracciate all’interno del sito ufficiale di CDP Venture Capital, importante punto di contatto tra le iniziative e attività dell’azienda e il pubblico.

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