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Digital Economy: Italia fanalino di coda in Europa

La digitalizzazione del Paese è aumentata durante la pandemia, ma ci sono alcune azioni da compiere per trasformare i comportamenti in abitudini. Ecco cosa dice il report

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La Banca Centrale Europea ha stilato una classifica degli Stati Membri dell’UE basata sull’evoluzione della digital economy, importante punto di riferimento per comprendere anche e non solo il livello di digitalizzazione di un Paese, i passi fatti e la strada ancora da percorrere. Da questa si basano anche le politiche monetarie, tra cui la produttività delle aziende, l’inflazione o i livelli di occupazione. In questa fotografia, l’Italia risulta però tra le Nazioni meno evolute, per quanto riguarda le decisioni e gli interventi legati all’economia digitale.

Politiche economiche: l’Italia deve migliorare

Il report “The digital economy and the euro area” commissionato dalla BCE analizza i dati legati all’economia digitale degli Stati Membri dell’Unione Europea e li mette a confronto con quelli USA. Nel nostro Paese la digitalizzazione è iniziata nel 2015 ma ha avuto un enorme impulso durante la pandemia, si è passati da un indice di 40 nel 2015 a 60 nel 2020.

Durante il Covid-19 le tecnologie digitali si sono diffuse in modo particolare e ciò ha avuto un impatto soprattutto nel mondo del lavoro (molte aziende hanno adottato lo smart working) ma anche nei consumi (imponente crescita dell’e-commerce) e altri contesti (dalle riunioni in videoconferenza agli eventi digitali). Sono sempre di più i consumatori e le aziende che si affidano a piattaforme online, software, app e soluzioni innovative e questo a contribuito a fare dei passi in avanti nell’alfabetizzazione digitale del Paese.

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Se tali comportamenti (come quello di lavorare a distanza oppure acquistare online) diventeranno definitive e si trasformeranno in abitudini sicuramente l’economia digitale del Paese farà dei passi in avanti. E ciò riguarda non solo l’Italia ma tutti i Paesi con un livello simile di digitalizzazione.

Attualmente però non si possono trarre conclusioni perchè l’emergenza sanitaria è ancora in corso e il futuro appare più incerto che mai, soprattutto se si parla di breve termine.

Livelli di occupazione: qual è il ruolo dell’economia digitale

Per quanto riguarda l’occupazione digitale, Estonia e Svezia sono in cima alla classifica. In questo caso si prende come riferimento la presenza degli occupati nel settore Ict. Tenendo conto di ciò si nota subito che la situazione all’interno dell’Unione Europea è eterogenea. La quota di dipendenti Ict varia dal 22% nel Lussemburgo al 7% dell’Italia, della Grecia e Slovacchia. Questi dati suggeriscono che uno dei modi per incrementare il livello di digitalizzazione dell’Italia è puntare sull’aumento delle digital skill dei lavoratori. Le competenze digitali permetterebbero alle aziende di trovare soluzioni al passo coi tempi, impiegando le nuove tecnologie, e incrementare il livello di competitività.

Nel proprio piccolo le aziende possono quindi impegnarsi a cambiare il modo di lavorare, introdurre nuove tecnologie che permettono di velocizzare e semplificare organizzazione e produzione. Il bilancio di tali azioni potrà però essere fatto solo quando l’emergenza terminerà e la situazione socio-economica tornerà alla normalità.

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