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Con lo smartworking aumenta la produttività: Pil italiano +1,2%

Il lavoro agile è una leva importante non solo per la digitalizzazione e la produttività della singola azienda che lo adotta, ma anche per tutto il sistema economico nazionale. Ecco i dati

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Lo smartworking nel 2020 rappresenta una leva importante per la produttività del Paese: questo è quanto conferma Pwc Italia, rivelando che se tutti i lavoratori che ne hanno la possibilità operassero in smartworking, l’Italia registrerebbe un aumento di Pil fino al +1,2%.

Secondo l’Osservatorio sullo Smartworking del Politecnico di Milano, in Italia potrebbe operare tramite lavoro agile il 35% dei lavoratori: la percentuale è maggiore rispetto a quella realmente impiegata in questo tipo di attività. Infatti, attualmente gli italiani che lavorano in smartworking rappresentano il 26% del totale, contro il 2% del 2019. Questa modalità lavorativa rappresenta un vantaggio per molte aziende, ma anche per tutto il sistema economico del Paese.

I vantaggi dello smart working

Dallo studio sono emersi numerosi vantaggi legati al lavoro agile. Innanzitutto, si tratta di un tipo di attività più sostenibile per tutti, sia per l’ambiente che per le persone. Il modello tradizionale di lavoro in ufficio porterebbe i lavori a sacrificare alcune sfere della vita privata. Per raggiungere buoni risultati – quindi riuscire ad ottimizzare i tempi – i lavoratori devono imparare a gestire la propria giornata lavorativa.

Andrea Toselli, presidente e ad di PwC Italia sottolinea che:

“L’efficienza a lavoro migliora con livelli contenuti di smartworking, ma diminuisce con uno smartworking eccessivo, il che implica l’esistenza di uno sweet-spot in cui l’efficienza e quindi la produttività è massimizzata a livelli intermedi. In particolare, il tempo dedicato dai pendolari per il trasferimento, se utilizzato diversamente, potrebbe incrementare il Pil e, tra l’altro, la riduzione della presenza fisica nelle grandi città potrebbe rappresentare un vantaggio anche per i business stessi. Analisi sembrano infatti dimostrare che città di medie dimensioni possano risultare i migliori luoghi per la nascita e lo sviluppo di business profittevoli”.

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In questo contesto è necessario ripensare al modo in cui si lavora e si gestiscono le diverse attività: si possono ottimizzare i tempi a patto che si gestiscano in modo intelligente le mansioni.

Un altro aspetto che emerge dalla ricerca è che lo smartworking incoraggerebbe l’entrata delle donne nel mondo del lavoro.

Secondo il Women in Work Index 2020 di PwC, se l’occupazione femminile aumentasse, raggiungendo il 60% delle donne in full-time (attualmente 32%), il Pil italiano aumenterebbe arrivando a 659 miliardi di dollari.

Toselli ha commentato anche questo aspetto:

“Una necessaria nuova e più flessibile organizzazione del lavoro deve porsi l’obiettivo di incoraggiare e facilitare anche l’occupazione femminile, evitando di trasformarsi in una ancora più complessa gestione del lavoro domestico e di cura, che per ragioni socio-culturali ricadeva già prima del lockdown per la maggior parte sulle donne. Se le donne si sentono costrette ad abbandonare il proprio percorso professionale, le aziende rischiano di perdere la possibilità di inserire figure femminili nei ruoli a più alta seniority e di leadership, con effetti negativi sotto molteplici punti di vista”.

La perdita di figure professionali femminili all’interno delle aziende di qualsiasi dimensione rappresenta un problema, non solo per le realtà aziendali stesse ma anche per tutto il sistema economico del Paese.

Smart working: il burn-out è il maggiore rischio

Accanto ai benefici, ci sono numerosi rischi collegati allo smartworking. Quello principale è il burnout, che significa esaurimento. Si tratta di una condizione di stress inserito nel contesto lavorativo, che provoca un crollo psicofisico che ha profonde conseguenze sia a livello psicologico che professionale.

Occorre quindi che i supervisori gestiscano adeguatamente i tempi del lavoratore e quest’ultimo instauri un livello di comunicazione alto con colleghi e referenti.

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