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Beacons: nuove prospettive per la tecnologia BLE

Possono dei mini sensori elettronici, con tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE), avere applicazioni pratiche nel marketing? La risposta è sì e i Beacon ci dimostrano come si fa e in quali settori è possibile sfruttarli

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Parliamo di Beacon per anticipare un probabile scenario: secondo il report “Smart Beacon Market” (fonte: MarketsandMarkets) nel 2017 il mercato dei Beacon a livello mondiale è stato di circa 1.228.000 €, nel 2023 le stime parlano di quasi 18.000.000 di euro. Ma cosa sono i Beacon e come funzionano? Scopri tutto quello che c’è da sapere.

Tecnologia Beacon: cosa significa?

Beacon in inglese significa “faro” e il termine indica proprio la funzione primaria di questo strumento: si tratta di un ‘faro di prossimità’ smart che consente all’utente di vivere un’esperienza dinamica con l’ambiente circostante. In altre parole questo piccolo hardware usa la tecnologia Bluetooth per trasmettere dati ad altri dispositivi, come smartphone e tablet, attraverso le reti wireless: ecco perché si sente parlare di Beacon WiFi. Per essere esatti, la tecnologia alla base del funzionamento dei Beacons è quella Bluetooth Low Energy (BLE) la quale, associata a quella GPS e ad un’apposita app permette al sensore di funzionare e di attivarsi al momento opportuno, generando interessanti opportunità nelle strategie di marketing esperienziale.

Come funzionano i Beacon bluetooth?

Questi sono, in estrema sintesi, i quattro passaggi necessari per far funzionare i Beacon:

  1. Il proprietario gestisce il tipo di dati – p.e. informazioni di testo, contenuti multimediali, richieste di feedback etc. – attraverso l’apposita piattaforma integrata con l’app e si occupa del posizionamento fisico dei Beacon.
  2. I Beacons trasmettono i segnali ad alta frequenza in un raggio di azione massimo di circa 50/70 metri.
  3. L’utente scarica l’app, dà il consenso a ricevere notifiche e attiva il Bluetooth sul suo dispositivo.
  4. Quando l’utente si trova in prossimità del “punto rilevante”, il Beacon lo individua mediante geolocalizzazione GPS e invia i dati impostati in base all’interesse dell’utente.

Beacon: marketing di prossimità e applicazioni pratiche

L’utilizzo dei Beacons è destinato a crescere, perché essi adempiono perfettamente alla mission numero uno del proximity marketing: contestualizzare l’azione promozionale e profilare il cliente. La possibilità di comunicare con l’utente, coinvolgendolo al momento opportuno e al contempo poter tracciare il suo comportamento, sono le due principali ragioni che spiegano il trend di crescita stimata fino a 500 milioni di sensori installati entro il 2021, a livello globale.

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Del resto, analizzare i dati sul comportamento dell’utente – come per esempio il tempo di permanenza in un luogo e le abitudini di acquisto – e raccogliere i dati personali, sono le due azioni primarie per una buona lead generation e un’ottima base per la pianificazione di campagne di comunicazione e marketing ad alto rendimento.

Qui di seguito alcuni settori nei quali si assiste già all’uso dei Beacons come strumenti per il marketing di prossimità:

  • Logistica e trasporti: per la mobilità smart e il monitoraggio real time dei mezzi pubblici, ma anche per mostrare percorsi di spostamento più rapidi nel traffico metropolitano.
  • Musei e luoghi d’arte: per contenuti extra ai visitatori.
  • Centri commerciali ed Expo: per mappa dei negozi/stand, descrizione prodotti/aziende, coupon sconto etc.
  • Turismo: presso info point per informazioni varie sui luoghi di interesse e sugli eventi.

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