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SEO: strategia integrata per il successo del tuo sito web

Vediamo quali sono le azioni front-end e back-end da realizzare all’interno della progettazione della SEO per il sito web. Scopri i passaggi necessari per una strategia fondamentale per qualsiasi sviluppo di digital marketing

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Quando inizia la progettazione SEO per il sito web? Essendo la risposta scontata, la SEO è un insieme di pratiche da attuare contestualmente alla progettazione del sito, non è questa la domanda che ci interessa. Bensì, in questo articolo, dimostriamo come lo sviluppo / manutenzione SEO, lato front-end e lato back-end, sia una delle attività da svolgere costantemente per far funzionare ogni possibile strategia di digital marketing.

Come indicizzare un sito: fondamenti di SEO sito web

Il tuo sito web può essere vetrina per i tuoi servizi, un negozio per i tuoi prodotti, un portale per la raccolta di sponsor etc. Perché funzioni e generi profitto, deve attirare clienti / visitatori e per farlo deve essere ben posizionato sul motore di ricerca. Affinché questo accada è necessaria la SEO (Search Engine Optimization), che serve in ultima analisi per far sì che il motore di ricerca indicizzi e peschi le tue pagine web.

Abbiamo sintetizzato in poche righe l’importanza fondamentale della SEO che – sia in fase di progettazione, che di sviluppo – deve avere un ruolo centrale, al fine di evitare errori, non sempre rimediabili, per il posizionamento.

Ecco quali sono le buone pratiche da mettere in atto per lo sviluppo front-end e back-end, dalla fase di progettazione fino a quelle ordinarie di manutenzione:

  1. Individua le keywords con le quali hai deciso di posizionarti in base al core business aziendale e alle query degli utenti. Dopodiché tieni d’occhio costantemente il loro andamento e le loro prestazioni.
  2. Analizza la struttura della sitemap in relazione all’user experience e all’architettura complessiva del sito.
  3. Ottimizza e… continua a ottimizzare. Cosa? Per esempio la risposta del server con particolare riguardo alla page speed, ma anche il codice HTML, le descrizioni delle immagini etc.
  4. Realizza contenuti testuali in ottica SEO friendly.

Richiamiamo la tua attenzione su quest’ultimo punto, in particolare, perché il copywriting è una pratica quotidiana per chi gestisce un sito web. E allora, come si scrive un contenuto orientato per la SEO? Utilizzando i tag, ovvero le etichette che aiutano il motore di ricerca a dare un valore al testo in esse contenute. I vari post pubblicati devono avere uno solo tag H1, che è quello principale, dopo il title e un numero variabile di H2 / H3 a seconda della lunghezza del testo. Questi tag hanno un’importanza gerarchica inferiore rispetto all’H1, ma sono utili per contenere le parole chiave secondarie.

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SEO sito web: cosa curare nello sviluppo back-end?

Vediamo adesso qualche dettagliato un po’ più tecnico, provando ad individuare quali sono gli aspetti da curare nello sviluppo back-end del sito web, in altre parole quello più vicino alla programmazione.

  • Elementi essenziali della pagina

Tag = abbiamo già accennato a quelli come H1 / H2 / H3 che danno una gerarchia al contenuto del testo. Su tutti i tag però predomina il tag Title che è indispensabile per permettere l’indicizzazione da parte del motore di ricerca.

Meta description = contiene una breve descrizione del contenuto e può essere un richiamo all’utente per cliccare sulla pagina web.

Testo Alt = serve ai bot di scansione per capire a cosa è relativa un’immagine e serve a chi gestisce il sito per farsi indicizzare da Google con le immagini contenute sulle varie pagine web.

Canonical = si utilizza in caso, per esempio, di contenuti duplicati e serve a reindirizzare le URL.

DOCTYPE, ovvero Document Type Declaration (DTD) = strumento che serve da sommario per il browser sul tipo di contenuto della pagina in merito al linguaggio di programmazione utilizzato, alla sua versione, alla lingua etc.

Nofollow = è usato per comunicare al motore di ricerca di non effettuare la scansione su quelle determinate pagine.

  • Velocità di caricamento

Dal 2018 con il rilascio dell’aggiornamento Google Speed Update, la velocità di caricamento della pagine web è diventata un fattore essenziale per la SEO. In pratica: più veloce è il caricamento dei contenuti (Google calcola come tempo ottimale una risposta entro i 20 secondi), maggiori sono le possibilità di ottenere un traffico elevato al sito web. Come si fa ad avere pagine veloci? Con facili best practises che possono portare rilevanti benefici:

scegli un server in grado di sopportare picchi di traffico e con prestazioni adeguate;

usa un codice ‘leggero’ e semplificato, evitando duplicazioni e righe eccessivamente lunghe;

riduci al minimo il peso dei file che possono gravare sul download dal server.

  • URL friendly

Le URL (Uniform Resource Locator) servono per identificare in modo univoco i diversi contenuti di un sito web, affinché i crawler bot possano indicizzarli e gli utenti trovarli. Le parole d’ordine sono anche in questo caso chiarezza e semplicità, concetti che Google premia nelle URL cosiddette ‘parlanti’ associate a anchor text efficaci. Significa che devono essere intuitive, collegate alle parole chiave e ai contenuti. Da evitare assolutamente le URL semanticamente incomprensibili e quelle che non rimandano affatto al contenuto della pagina.

SEO sito web: l’importanza di Google Analytics

Monitorare i risultati ottenuti, in base agli obiettivi scelti, è il fondamento di ogni strategia di digital marketing. È per tale motivo che il principale motore di ricerca al mondo, offre una piattaforma interamente dedicata all’analisi delle prestazioni del sito web. Per implementare lo sviluppo back-end, è perciò essenziale sapere utilizzare Google Analytics. Ecco qualche consiglio:

  • Analizza i dati reali: escludi le visite che vengono da IP non rilevanti, come per esempio il tuo e quello dei diretti concorrenti. In questo modo riuscirai più facilmente ad identificare le fonti significative del tuo traffico.
  • Studia il tuo pubblico: con particolare riguardo alle parole che utilizzano per visitare il tuo sito web. Potrai così non solo mettere a fuoco le parole chiave, ma anche dare ai tuoi utenti un’esperienza migliore.
  • Traccia gli eventi: si tratta di una modalità avanzata che consente di tracciare le interazioni degli utenti con il tuo sito, p.e. il download di un PDF, il clic su un determinato pulsante etc. Tale tracciamento è utile sia per targetizzare il pubblico e rilevare il suo interesse, sia per progettare attività promozionali basate sui suddetti obiettivi di conversione per le campagne di Google Ads.

SEO sito web: mobile first!

Dal 2018 l’indicizzazione di Google ha cominciato a dare un’assoluta preminenza alle ricerche su mobile. Il trend negli anni è stato confermato e, oggi, è la versione mobile del sito che determina il posizionamento della pagina web. Un principio da tenere ben presente nell’integrazione SEO back-end e front-end. Scegliere il responsive design è la soluzione più comune per realizzare la versione mobile. L’alternativa consiste nelle URL duplicate e si attua attraverso questi passaggi:

  • i contenuti desk e mobile devono essere identici, così come lo devono essere titoli e meta;
  • txt deve essere configurato in modo tale che entrambe le versioni seguano le medesime istruzioni;
  • sono necessari i collegamenti hreflang in caso di sito multi lingue;
  • le etichette (tag) delle quali abbiamo parlato sopra, devono essere strutturate in modo corretto e senza errori.

Inserire un sito web su Google: come si fa?

Lasciamo per ultima la risposta ad una delle domande più urgenti dei webmaster e dei gestori di siti: “Come segnalare un sito web a Google?”. La procedura è abbastanza semplice e consiste nell’aggiungere la sitemap del sito alla Google Search Console, in questo modo:

  1. Per prima cosa devi individuare la sitemap XML comprendente tutte le pagine del tuo sito. La si trova generalmente in questa directory YOURWEBSITE.com/sitemap.xml
  2. Adesso aggiungi la mappa del sito: cerca nel Menu della Google Search Console la voce “Indice”, incolla nell’apposito spazio l’URL della sitemap e premi invio.
  3. Infine verifica che il sito sia stato inviato con successo e successivamente scansionato correttamente dal motore di ricerca, semplicemente ricercando l’indirizzo web su Google. Se compare nei risultati SERP allora vuol dire che Big G lo ha inserito nel suo prezioso indice.

Nel caso di aggiustamenti, aggiunte e modifiche è possibile inviare a Google anche la segnalazione di una sola pagina web. Per farlo bastano pochi passaggi:

  1. incolla nello spazio URL inspector di Google Search Console l’indirizzo web della pagina da indicizzare;
  2. se la pagina non è stata ancora indicizzata la piattaforma GSC risponderà con il messaggio “URL is not on Google”. In tal caso clicca su Request Index per chiedere la scansione del bot e la sua indicizzazione;
  3. se la pagina è già stata scansionata il messaggio di risposta di GSC sarà “URL is on Google”. In caso di aggiornamenti di contenuti e di richiesta di nuova indicizzazione, clicca come sopra su Request Indexing per segnalare al motore di ricerca le modifiche apportate.

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